renzi capotondi

MENO RENZI, PIU’ CAPOTONDI - DIBATTITI ANNULLATI E STAND VUOTI: IL FLOP DELLE FESTE METTE A RISCHIO LE CASSE DEL PD – AD ASCOLTARE ORFINI A FIRENZE C’ERANO 19 PERSONE – IL PIENONE A REGGIO EMILIA SOLO CON CRISTIANA CAPOTONDI (FORSE SPERAVANO DI VEDERE UN CAPEZZOLO…)

FESTA UNITAFESTA UNITA

Pierpaolo Velonà per il Corriere della Sera

 

Il vecchio adagio dell' evento bagnato e per questo baciato dalla fortuna non vale per le Feste dell' Unità. A Imola, dove il Pd ha organizzato la sua kermesse nazionale - dal 9 al 24 settembre - le piogge dei giorni scorsi hanno trasformato la manifestazione in un flop.

 

Dibattiti annullati e stand deserti. L' unica eccezione ieri, quando il ministro Minniti, come spesso gli accade, ha registrato il pienone. Un' anomalia.

 

«Qualche sera fa c' erano 13 gradi, chi volete che venga con queste temperature?», ripete il segretario del Pd di Imola Marco Raccagna per farsi coraggio.

festa unita'festa unita'

Ma nel partito è risaputo che gli acquazzoni non bastano a spiegare la mutazione genetica delle Feste: da prima forma di autofinanziamento del Pd a causa di voragini nelle casse delle federazioni.

 

renzirenzi

Ne sono consapevoli proprio a Imola dove, per evitare rischi eccessivi, hanno organizzato un evento in tono minore evitando gli spazi sterminati dell' Autodromo e puntando sul Lungofiume dove la poderosa macchina emiliana ha partorito un topolino: appena 5 ristoranti e una piazzetta dedicata allo street food.

 

A Bologna, per dire, i ristoranti sono 15. Ma il capoluogo emiliano è l' esempio più efficace della crisi. L' anno scorso, per la prima volta nella sua storia, la Festa bolognese si è chiusa con un passivo di circa 100.000 euro. Uno smacco per una federazione capace di organizzare fino al 2011 una kermesse da 4 milioni tondi di incasso. Un' era geologica fa.

 

FESTA UNITA - 1FESTA UNITA - 1

L' anno scorso, in cassa, sono finiti appena 2 milioni e 450.000 euro. E anche allora il partito ha dato la colpa al maltempo oltre che a un passo falso inatteso: l' invito di William Shatner, il capitano Kirk di Star Trek , il cui cachet stellare è diventato il capro espiatorio del buco.

 

TIZIANO RENZI ALLA FESTA DELL UNITA DI RIGNANOTIZIANO RENZI ALLA FESTA DELL UNITA DI RIGNANO

L' altra nota dolente della Festa bolognese sono da tempo i visitatori. Ai tempi dei Ds accorrevano al Parco Nord fino a 2 milioni di persone. Un numero dimezzato negli anni scorsi. Fino a quando, ad agosto, i dirigenti si sono astenuti dal pronosticare il tradizionale milione di visite : «Ci attendiamo 900.000 spettatori». Anche quest' obbiettivo al ribasso, però, a tre giorni dalla chiusura, resta lontano. Colpa anche delle defezioni. La Cgil ha ritirato il suo stand in polemica con il Jobs act . E da tempo Arcigay non si fa più vedere.

orlandoorlando

 

Non va meglio nel resto d' Italia. A Bergamo la Festa è stata organizzata a maggio e non d' estate ed è durata solo due giorni invece di 15. A Modena, il ministro Poletti ha parlato in una sala di sedie vuote.

 

A Viterbo i dibattiti hanno registrato una media di venti spettatori. E due sere fa, a Firenze, ad ascoltare Orfini c' erano 19 persone.

 

CAPOTONDICAPOTONDI

Andrea Rossi, reggiano, responsabile Organizzazione del Pd nazionale, non nasconde la polvere sotto il tappeto: «È da 12-13 anni che le feste, al netto della pubblicità, sono in passivo. Non mi preoccupa la partecipazione ma i bilanci. Quando devi allestire una cittadella, con tutte le misure di sicurezza, parti già con un passivo enorme». Perché non cambiare format? «Difficile cambiare schema. Una volta aspettativi il segretario che dettava la linea.

capotondicapotondicristiana capotondicristiana capotondicristiana capotondi cristiana capotondi CAPOTONDI FUORI DI SENO VENEZIACAPOTONDI FUORI DI SENO VENEZIA

 

Oggi il leader parla di continuo. I dibattiti più partecipati sono con figure extrapolitiche: a Reggio Emilia è andata benissimo Cristiana Capotondi».

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...