beppe grillo giuseppe conte

GOMPLOTTO! GRILLO PRENDE UN ALTRO VAFFA DAGLI ISCRITTI M5S E GRIDA AI BROGLI (SONO STATI GLI HACKER RUSSI?) – BEPPE MAO STUDIA CON I SUOI LEGALI LE PROSSIME MOSSE DA COMPIERE CONTRO GIUSEPPE CONTE, CON L’OBIETTIVO DI RIAPPROPRIARSI DEL SIMBOLO “CHE QUELL’USURPATORE DEL MAGO DI OZ HA SOTTRATTO” - L’EX MINISTRO TONINELLI ANNUNCIA CHE "L’ELEVATO DI TORNO" SI RIPRENDERA' IL SIMBOLO E "CONTE SI DOVRÀ OBBLIGATORIAMENTE FARE IL SUO PARTITO”

Gabriella Cerami per “la Repubblica” - Estratti

 

Aveva messo in conto la sconfitta, ne era praticamente sicuro. E in fondo lo aveva anche detto, è vero.

grillo conte

 

Ma vedere un risultato così schiacciante spiattellato sul sito del Movimento 5 Stelle ha avuto su Beppe Grillo l’effetto dello tsunami. Proprio lui, che grazie allo “tsunami tour” portò il M5S in Parlamento, adesso si ritrova tramortito, ma non per questo arreso. Risponde pochissimo alle telefonate che arrivano sul suo cellulare perché impegnato con gli avvocati, riferiscono dal suo entourage. Studia le prossime mosse da compiere contro Giuseppe Conte, con l’obiettivo di riappropriarsi del simbolo «che quell’usurpatore del mago di Oz ha sottratto ».

 

La tentazione di impugnare nuovamente il voto che si è concluso domenica scorsa c’è ed è forte. Grillo non è affatto convinto della genuinità dei risultati. Hanno votato più persone della volta precedente: l’affluenza si è attestata al 65 per cento (58 mila votanti), contro il 61 per cento della consultazione che si è tenuta dal 21 al 24 novembre. E l’80,5% ha confermato la cancellazione della figura del garante contro il 63% della prima votazione.

 

Pensa, anzi ne è quasi convinto, che il voto sia stato truccato. «Perché allora non ha accolto la mia richiesta di utilizzare un’altra società?», si chiede e non si dà pace. Alcuni ex parlamentari, ancora in contatto con lui, lo incoraggiano a tentare ogni strada pur di intralciare quella di Conte.

grillo

 

L’ex sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa, che tempo fa ha pranzato con Grillo all’hotel Forum, dove il fondatore è solito soggiornare quando si trova a Roma, in un post sui social evidenzia che la piattaforma utilizzata da Conte non garantisce «metodi di certificazione dell’identità dell’utente, come spid e cie».

beppe grillo

 

Il presidente M5S si sarebbe limitato quindi a selezionare una società specializzata in cybersicurezza, capace di contrastare possibili attacchi hacker, ma non in grado di certificare l’identità dei votanti. Quanto basta, secondo chi in queste ore parla con il garante, per presentare un nuovo ricorso. Oppure per chiedere una nuova votazione quando gli iscritti saranno chiamati a esprimersi sul nuovo statuto con le modifiche deliberate dalla Costituente. Ma Grillo non è convinto di compiere queste mosse, d’altronde ha già perso due volte.

 

Meglio piuttosto concentrarsi sul simbolo. L’ex ministro Danilo Toninelli, anche lui tra coloro della vecchia guardia rimasti fedeli al comico genovese, annuncia infatti che il fondatore «sicuramente andrà avanti, impugnerà il simbolo e lo farà diventare proprio. Conte si dovrà obbligatoriamente fare il suo partito. Il M5S non ci sarà più tra qualche mese, Beppe farà l’azione legale che tutti si stanno aspettando».

giuseppe conte

 

 

L’ex premier, che nei giorni scorsi si è detto forte delle sue «reminiscenze da avvocato », si professa pronto a un eventuale scontro: «Chi rimesta nel torbido la pagherà caramente. Pagherà anche il risarcimento dei danni».

grillo conte m5s ellekappa

 

beppe grillo al volante del carro funebre video contro giuseppe conte 3 dicembre 2024 beppe grillo al volante del carro funebre video contro giuseppe conte 3 dicembre 2024

(...)

Ultimi Dagoreport

vespa meloni berlusconi

DAGOREPORT - VABBE’, HA GIRATO LA BOA DEGLI 80 ANNI, MA QUALCOSA DI GRAVE STA STRAVOLGENDO I NEURONI DI "GIORGIA" VESPA, GIA' BRUNO - IL GIORNALISTA ABRUZZESE, PUPILLO PER DECENNI DEL MODERATISMO DEMOCRISTO DEL CONTERRANEO GIANNI LETTA, CHE ORMAI NE PARLA MALISSIMO CON TUTTI, HA FATTO SOBBALZARE PERFINO QUELLO SCAFATISSIMO NAVIGATORE DEL POTERE ROMANO CHE È GIANMARCO CHIOCCI – IL DIRETTORE DEL TG1, PRIMO REFERENTE DELLA DUCETTA IN RAI, E’ RIMASTO BASITO DAVANTI ALL’”EDITORIALE” DEL VESPONE A "CINQUE MINUTI": "DAZI? PER IL CONSUMATORE ITALIANO NON CAMBIA NULLA; SE LA PIZZA A NEW YORK PASSERÀ DA 21 A 24 EURO NON SARÀ UN PROBLEMA". MA HA TOCCATO IL FONDO QUANDO HA RIVELATO CHI È IL VERO COLPEVOLE DELLA GUERRA COMMERCIALE CHE STA MANDANDO A PICCO L’ECONOMIA MONDIALE: È TUTTA COLPA DELL’EUROPA CON “GLI STUPIDISSIMI DAZI SUL WHISKEY AMERICANO’’ - VIDEO

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI,

IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DELLA "TESLA DI MINCHIA" POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI BUSCARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...