KAFKIANO FLAMINIO - L’ASSURDO PROCESSO DI RIGNANO FLAMINIO, CHE VA AVANTI DA SEI ANNI E CHE ANCORA NON È CONCLUSO - DOPO LA SENTENZA CHE DICHIARA INNOCENTI GLI IMPUTATI, LA PROCURA DI TIVOLI NON SI ARRENDE: LE INDAGINI SI SPOSTANO SU ALTRE PERSONE - I GENITORI DISPERATI ANNUNCIANO MANIFESTAZIONI DI PIAZZA - INDIZI SCAMBIATI PER PROVE, 22 BAMBINI COINVOLTI, INTERROGATORI POCO CHIARI, E NEMMENO UNO STRACCIO DI PROVA…

Rita Di Giovacchino per il "Fatto quotidiano"

La Procura di Tivoli non si arrende e poiché più delle parole contano i fatti, la risposta è stata chiudere la seconda tranche dell'inchiesta sugli abusi di Rignano. Cambiano luoghi e protagonisti, soltanto i bambini restano gli stessi, otto su 21 già periziati. La notizia, diffusa ieri dalle agenzie, è che un altro pm ha chiesto il rinvio a giudizio per sottrazione di minore, sequestro di persona e violenza privata nei confronti di Jasna Deticek, slovena che nel 2006 abitava vicino Rignano, in una villa con piscina.

Ecco, finalmente la "casa degli orchi": non è più quella dei coniugi Scancarello, ma di una donna che avrebbe agito in concorso con persone non identificate. Fatti diversi, protagonisti diversi, solo il paese è sempre Rignano. Cosa ne pensa il procuratore Luigi De Ficchy, magistrato di lunga esperienza, transitato anche nella Dna di Pietro Grasso? "Le sentenze non si commentano, si applicano", dice il procuratore.

Ma perché in assenza di prove non è stata archiviata un'indagine che ha rovinato la vita di sei persone, ingiustamente accusate, ma anche quella di 40 genitori irreparabilmente convinti che i loro bambini abbiano subito atrocità? "Non posso parlare prima di aver letto le motivazioni della sentenza. Al punto in cui era l'inchiesta, quando sono arrivato a Tivoli, i fatti dovevano essere vagliati nel dibattimento processuale".

I fatti spiegano più di quanto De Ficchy possa dire. 11 luglio 2006, cinque famiglie denunciano gli abusi. Il primo settembre i carabinieri di Bracciano, competenti per territorio ma non in pedofilia, disseminano di cimici e telecamere la Olga Rovere, nessun risultato. Il 12 ottobre la scuola viene perquisita, ancora nessun risultato. Il pm autorizza le intercettazioni delle maestre, finalmente c'è una telefonata tra Scancarello e la moglie che allerta i carabinieri. Del Meglio lamenta il clima di tensione, il marito la rassicura: "Ma che stai a di', pedofili sono gli uomini, voi siete tutte donne".

I carabinieri di Bracciano gongolano: sa di essere intercettato. L'arresto. Il 24 aprile 2007 i 5 finiscono a Rebibbia, a liberarli il 10 maggio è una decisione del Riesame. Il giudice Scicchitano stigmatizza indizi "insufficienti e contraddittori", "processo di auto o di etero-suggestione" invita il pm a una verifica "attenta".

Non ci sono foto, file, intercettazioni in grado di confermare le denunce dei genitori, a parlare sono bambini "pressati da interrogatori filmati in famiglia". Il 18 settembre il giudice Claudia Squassoni afferma che "l'istruttoria fa un'indebita confusione tra indizi e prove", parla "di contagio dichiarativo", dice per la prima volta che gli abusi sono frutto di "suggestioni", fenomeno non ignoto a psicologi e medici.

Ma il pm Mansi non indietreggia, opta per l'incidente probatorio, i 21 bambini sono sottoposti a ulteriore esame fino al luglio 2008. A dire di una mamma il piccolo ha riconosciuto Scancarello sui giornali. Anche i giudici mostrano foto ai piccoli: c'è perfino chi indica Daniel Cohn Bendit, leader del '68. Il pm Mansi trova un alleato nel gup Balestrieri che il 30 ottobre 2009 rinvia a giudizio tutti, anche la bidella per la quale era stata chiesta l'archiviazione.

Rinvio a giudizio coatto. Il 22 settembre 2010 il processo prende il volo, fino alla sentenza di lunedì al grido di "giudici di merda" che si leva nell'aula. "Non so perché i difensori sono stupiti dal dramma vissuto da 40 genitori cui per sei anni è stato certificato da consulenti e periti, che i loro figli sono vittime di un trauma sessuale", dice l'avvocato Antonio Cardamone . "Il fatto è che tanti bambini sono ancora in cura".

Ma Scancarello che dice di sentirsi come Girolimoni, incalza: "Quanto sono state pagate le consulenze? Vorrei che la Corte dei conti desse un'occhiata ai costi". Qualcuno dovrà assumere la responsabilità della sofferenza di questi genitori, Arianna Di Biagio, la portavoce, non esclude manifestazioni di piazza: "O questi giudici sono geni oppure all'ospedale Bambino Gesù lavorano medici incapaci e psicologi da radiare". Il caso Rignano non finisce qui.

 

TRIBUNALE TIVOLI ATTESA SENTENZA SU ASILO RIGNANO LA PORTAVOCE DEI GENITORI DI RIGNANO L AVVOCATO PIETRO NICOTERA FUORI DAL TRIBUNALE DI TIVOLI rignano romano asilo1

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