cofferati burlando paita renzi

LADY ALLUVIONE, A CHI? LO SFOGO DELL’EX ASSESSORA E CANDIDATA DEL PD ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE LIGURIA RAFFAELLA PAITA DOPO L’ASSOLUZIONE PER LA MANCATA ALLERTA SULL’ALLAGAMENTO DI GENOVA: “DUE ANNI TERRIBILI. MI CHIAMAVANO LADY ALLUVIONE, ASSASSINA” - COFFERATI? COME TRUMP: NON POTEVA AMMETTERE DI ESSERE STATO BATTUTO DA UNA DONNA”

PAITAPAITA

Sebastiano Messina per la Repubblica

 

«Assolta». La parola che chiude l’incubo di Raffaella Paita arriva diciotto mesi dopo quel giorno di aprile quando tutto cominciò. Lei, l’ex assessora della giunta Burlando, stava ancora raccogliendo le firme per candidarsi alla presidenza della Regione, quando si ritrovò indagata per la mancata allerta dell’alluvione di Genova, accusata nientemeno che di concorso in omicidio colposo e disastro colposo. Ieri, alla fine del processo, quelle accuse si sono rivelate infondate. Lei non aveva nessuna colpa, ha stabilito il giudice. «La prima cosa che ho fatto, tornando a casa, è stata andare da mio figlio per dirgli che sua madre, quel giorno, aveva agito bene».

 

La telefonata che le ha fatto più piacere?

«Quella di Matteo Renzi. “Ti abbraccio”, mi ha detto “e ti sono vicino nel dolore che questa vicenda ha dato a te e alla tua famiglia”. Ed è proprio così: questo processo mi ha addolorato molto, e oggi mi sento liberata da questo peso davvero schiacciante ».

 

L’avviso di garanzia le arrivò un mese e mezzo prima delle elezioni. Non sarebbe potuto arrivare in un momento peggiore, per una candidata. Sulla sua sconfitta pesò di più questa vicenda giudiziaria o la frattura nel Pd?

PAITAPAITA

«Entrambe le cose: il combinato disposto, si direbbe oggi. Nessuno di noi può sapere come sarebbe andata quella battaglia se non ci fosse stata questa pagina. Ma certo ebbe il suo peso. Pensai addirittura di ritirarmi: il partito però mi convinse ad andare avanti».

 

Anche perché sarebbe stato difficile sostituirla, dopo le tempestose primarie che c’erano state in Liguria. Cofferati, lo sconfitto, parlò addirittura di brogli e lasciò il partito.

«Primarie tempestose ma vinte da me con uno scarto enorme. Cofferati non accettò il risultato, uscì dal partito e si rifiutò persino di stringermi la mano, perché non poteva ammettere di essere stato battuto da una donna. Come Donald Trump.

 

PAITA MATRIMONIOPAITA MATRIMONIO

Lui aveva l’ambizione di costruire qualcosa di alternativo a Renzi e usò la Liguria come trampolino. Gli andò male, e gli esiti sono stati disastrosi, per la sinistra e per la nostra regione: oggi governa il centro-destra, grazie a Cofferati e a Civati che appoggiarono un altro candidato solo per farmi perdere ».

 

Cosa provò, quando venne accusata di essere in qualche modo responsabile di quella tragedia e dei morti che ci furono quel giorno?

paita con le ministre pdpaita con le ministre pd

«È stato terribile. Anche se è noto a tutti che un amministratore pubblico non può emanare un allerta meteo. Ed era chiarissimo che questo compito spettava ai tecnici. Io ero talmente sicura di essere assolta, e così desiderosa che la verità venisse stabilita al più presto, che ho chiesto il rito abbreviato, seguendo il saggio consiglio del mio avvocato Andrea Corradino.

 

PAITAPAITA

Ma nel frattempo questa vicenda giudiziaria è stata strumentalizzata mediaticamente. I settimanali e i quotidiani berlusconiani la usarono come arma principe per attaccarmi. Ricordo ancora i loro titoli: “Lady Alluvione”, mi definivano. E mi rimbomba ancora nelle orecchie il grido “assassina!” che risuonò nella piazza grillina durante il confronto in tv su Sky».

 

Inquisita alla vigilia del voto.

COFFERATI BURLANDO PAITA RENZICOFFERATI BURLANDO PAITA RENZI

«Io ho sempre avuto fiducia nella magistratura, e la sentenza conferma che la giustizia funziona. Ma certo, devo dire che la tempistica dell’indagine è stata quantomeno sospetta: bastava leggersi le norme per capire che io non potevo avere nessuna responsabilità. Detto questo, la mia parte quel giorno la feci fino in fondo: fui la prima ad arrivare nella sala della Protezione civile, e rimasi lì tutta la notte, telefonando a tutti i sindaci che avevano avuto danni ».

 

Lei è stata la prima vittima illustre della frattura nel Pd tra renziani e anti-renziani. Come vede il futuro del suo partito?

«I fatti hanno dimostrato che c’era un disegno premeditato per indebolire il Pd e Renzi. Mi auguro che con l’apertura del segretario sull’Italicum e con la disponibilità di Cuperlo ad accettare la sfida si possano evitare ulteriori fratture nel Partito democratico, che avrebbero effetti catastrofici. Finora chi è uscito dal Pd per indebolirlo e cercare altrove risultati personali non ha concluso nulla di buono, né per la sinistra né per il Paese».

PAITAPAITA

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”