lotti gotor

LOTTI DURA SENZA PAURA – PARLA GOTOR, PADRE DELLA MOZIONE ANTI-LOTTI, CHE ACCUSA I RENZIANI DI MASSONERIA: “I CASI MARRONI E LOTTI LEGATI. UNO DEI DUE MENTE. GENTILONI GLI DEVE TOGLIERE LE DELEGHE SUL CIPE. C’E’ UN EVIDENTE CONFLITTO DI INTERESSI” (IL COMITATO DISTRIBUISCE I FINANZIAMENTI PUBLICI)  

 

Concetto Vecchio per la Repubblica

 

GOTOR BERSANIGOTOR BERSANI

«Caro compagno Gotor», lo apostrofa velenoso il pd Franco Mirabelli. «Magari puoi provare la candidatura nel M5S», twitta l' ultrà renziano Andrea Marcucci. Il senatore Mdp Miguel Gotor, il padre della mozione anti Lotti, alle sette di sera infila il corridoio al primo piano di palazzo Madama e in fondo trova proprio Marcucci, che gli dà ostentatamente le spalle.

 

Gotor, il vostro matrimonio con il Pd è in crisi nera. Perché state ancora insieme?

«Si può stare insieme in tanti modi diversi, non c' è solo il matrimonio ».

LUCA LOTTILUCA LOTTI

 

Quelli del Pd le danno del grillino. Dov' è finita la solidarietà di maggioranza?

«Ma non siamo in una caserma. Capisco che renziani vecchi e nuovi si stupiscano abituati come sono al servilismo e al conformismo ».

 

Marcucci ha chiesto una verifica. Non ha ragione?

«Marcucci è in Parlamento dal '92 e usa termini da Prima Repubblica. Ma su legalità e questione morale che verifica vuoi fare? Stia sereno».

 

Dice che lei è pieno di livore contro Renzi.

«Ragionano con psicologismi per nascondere le critiche politiche al loro operato».

 

La maggioranza che vita può avere?

«Ricordo a Marcucci che il capogruppo fino a prova contraria è Luigi Zanda, di cui apprezzo i toni quando riesco a percepirli. E Zanda ha escluso una verifica».

 

Perché Grasso non ha ammesso la mozione anti Lotti?

«Non ho nulla da rimproverare al presidente Grasso, il diritto parlamentare è estremamente discrezionale. A noi interessava mantenere vivo il nodo politico».

gotor-bersanigotor-bersani

 

Qual è il nodo politico nell' affaire Consip?

«I casi Marroni e Lotti sono indissolubilmente legati. Uno dei due mente. Il fatto che siano ancora al loro posto è un segno di arroganza».

 

Ora che armi avete?

«Chiediamo a Gentiloni di togliere a Lotti la delega al Cipe. C' è un evidente conflitto d' interessi. In un Paese normale non sarebbe possibile, una democrazia non tollera gli intoccabili».

 

ANDREA MARCUCCIANDREA MARCUCCI

Gotor, voi sembrate un partito d' opposizione e Forza Italia un partito di maggioranza.È normale?

«Si stupisce? La vicenda Consip è una spia del potere degli ultimi anni, nel triangolo Fivizzano, Laterina, Pontassieve, in cui si ha l' impressione che il perimetro del potere sia troppo spesso stato tracciato con la squadra e il compasso toscani. Il centrodestra alza la voce, ma poi si acconcia».

 

NINO ANDREATTANINO ANDREATTA

Resta la contraddizione.

«Non c' è contraddizione. Il nostro obiettivo è rendere Gentiloni più solido. Ma serve una discontinuità politica col renzismo».

 

Il premier toglierà davvero la delega a Lotti?

«Continueremo a chiederlo. Il centrosinistra è nato con alle spalle le battaglie etico civili di Nino Andreatta sul Banco Ambrosiano, Sindona e la P2. Il padre della Boschi ha incontrato il faccendiere Flavio Carboni nell' indifferenza generale: il problema politico è qui».

 

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....