MANI-COMI! - FERMATE LA SPROVVEDUTA DI STRASBURGO CHE PUR DI SMENTIRE DAGO FINISCE PER AUTODENUNCIARSI: ANCHE LEI INCASSA LA DIARIA A SBAFO COME BALDASSARRE!

DAGOREPORT

Ora, siccome l'eurodeputata Lara Comi lamenta un certo accanimento da parte di Dagospia, una premessa è d'obbligo. Il punto è che la giovane Lara è l'unica - l'aveva già fatto lo scorso anno e si è ripetuta ieri - che ci smentisce e rismentisce pur avendo torto marcio, innescando quindi perversi meccanismi di repliche, controrepliche e figuracce.

E tanto si è arrovellata questa volta per cercare di dimostrare che aveva ragione che è incredibilmente arrivata a mettere nero su bianco che il suo è un secondo caso Baldassarre (l'eurodeputato Pdl beccato settimane fa a firmare per la diaria a seduta conclusa che ha fatto il giro delle tv europee). Anche lei, infatti, arriva in Parlamento che è ormai sera e pur non avendo né votato né avuto alcun impegno di lavoro mette firma e si porta a casa la diaria di 300 euro praticamente a sbafo.

Ma andiamo con ordine. Dago scrive che la Comi, impegnata martedì sera a Roma con Ballarò, il giorno dopo (mercoledì) non partecipa alla plenaria di Strasburgo (l'appuntamento mensile più importante per i parlamentari europei) e che salta tutte le votazioni in calendario. Bene, che fa Laretta? Smentisce con tanto di agenzia e ribatte che Dago "inventa" e "non scrive cose vere".

Che dite voi? Allora era in Parlamento e ha votato? E no, perché è la stessa Comi nella sua smentita a confermare che mercoledì non c'era. Non per colpa della presenza a Ballarò della sera prima - dice lei - ma per problemi con i voli (che poi se partiva martedì come tutti i suoi colleghi problemi non ne avrebbe avuti).

Ecco cosa mette nero su bianco la parlamentare del Pdl nella smentita a Dago (riportata anche da alcune agenzie di stampa): "Mercoledì mattina il volo Bruxelles-Strasburgo all'ultimo è stato cancellato e così sono rimasta in aeroporto e sono salita sul successivo, alle 17.30. Anziché desistere e andarmene a casa sono arrivata a Strasburgo per poter votare almeno giovedì".

Tutto chiaro, no? Cosa ne desumete voi? Che se ha preso il volo alle 17.30 bene che va sarà arrivata a Strasburgo alle 18.15-18.30 e - sempre ad essere buoni - in Parlamento verso le 19-19.30. E che ovviamente non ha votato, visto che lei stessa dice "per poter votare almeno giovedì".

Ma che fa la Comi? Si ferma qui? Si limita ad ammettere che effettivamente in Parlamento non c'era anche se non per colpa del superpresenzialismo tv ma di un volo cancellato? Assolutamente no. Pensa bene di dedicarsi a Twitter e Facebook dove insiste sulle falsità scritte da Dago e sull'essere vittima di una persecuzione. E a somma prova posta -udite, udite - l'elenco ufficiale di chi ha firmato la presenza mercoledì 3 luglio. C'è il suo nome: Lara Comi. Che quindi è arrivata alle 19-19.30 in tempo per firmare e portare a casa i circa 300 euro di diaria. Già, perché di voti non ne ha fatti, come dice lei e come conferma il tabulato che linkiamo anche noi per non essere da meno della Comi (www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2f%2fEP%2f%2fNONSGML%2bPV%2b20130703%2bRES-RCV%2bDOC%2bPDF%2bV0%2f%2fIT ).

Insomma, un altro caso Baldassarre. L'eurodeputato del Pdl beccato qualche settimana fa da un giornalista olandese a firmare la presenza che era ormai tardo pomeriggio. "Lei ruba la diaria", gli ha detto il cronista. E via con Baldassarre che perde le staffe. Per capirci, ecco come la stampa estera approccia Baldassarre per aver firmato alle 18.30 (http://www.youtube.com/watch?v=daFVqlwlTcQ). Pensa se beccava la Comi alle 19.30...

(Una domanda: ma non era più facile limitarsi a dire "sì, ho saltato la seduta"?)

 

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