renzi franceschini gentiloni

MATTEO PUNTA A DISINNESCARE FRANCESCHINI – TEME CHE IL MINISTRO POSSA PUGNALARLO SULLA LEGGE ELETTORALE, COME HA GIA’ FATTO CON LETTA E BERSANI, E VUOLE AFFRANCARSI DAI SUOI VOTI NELL’ASSEMBLEA PD – CE LA FARA’? FRANCESCHINI VUOLE DIRE MATTARELLA ED IL COLLE HA SEMPRE L’ULTIMA PAROLA SULLE ELEZIONI…

 

GENTILONI RENZI FRANCESCHINIGENTILONI RENZI FRANCESCHINI

Laura Cesaretti per  il Giornale

 

In attesa delle primarie, Matteo Renzi torna sui falsi conclamati dell'inchiesta Consip, contro suo padre e «soprattutto contro il presidente del Consiglio pro tempore», cioè lui. «Una vicenda molto grave - dice - su cui sarà doveroso fare totale e piena chiarezza: chiediamo la verità». E avverte: «Questa storia non finirà nel dimenticatoio».

 

franceschinifranceschini

Intanto attende con impazienza, per tornare pienamente in pista, le primarie del 30 aprile. Il mandato ai suoi colonnelli è stato molto chiaro: «Voglio una squadra compatta su cui poter contare, perché nei prossimi mesi ci giocheremo molto». Per non essere costretto a logoranti mediazioni con i capicorrente e condizionato dalle fronde interne, l'ex premier deve innanzitutto assicurarsi una maggioranza blindata negli organismi dirigenti: l'Assemblea nazionale, eletta con liste bloccate abbinate ai candidati, e la Direzione (nominata, su proposta del segretario, dall'Assemblea medesima).

 

lotti in senato per la mozione di sfiducialotti in senato per la mozione di sfiducia

Sono le sedi da cui passeranno le decisioni sulla linea del Pd (ad esempio sulla legge elettorale) e sulle candidature alle prossime elezioni: per questo non sono consentiti errori. E gli strateghi renziani, in primis Luca Lotti e Lorenzo Guerini, si sono per tempo messi al lavoro per portare a casa il risultato, imbrigliando le correnti interne (innanzitutto la più temuta per abilità manovriera, quella di Dario Franceschini) per rendere autosufficiente il futuro segretario.

lorenzo guerinilorenzo guerini

 

Il risultato, assicurano nel Pd, è stato raggiunto con ragionevole certezza: con una percentuale attorno al 60% per Renzi, i membri dell'Assemblea eletti dalla sua mozione saranno tra i 630 e i 640 sui mille totali. Suddivisi così: 420/430 renziani, 85/95 franceschiniani, 60/62 per Maurizio Martina e 55 per Matteo Orfini. Ai membri eletti andranno poi aggiunti quelli di diritto: 100 parlamentari, 20 segretari regionali (quasi tutti renziani), ministri eccetera.

 

Il resto verrà diviso tra i candidati sconfitti, presumibilmente Andrea Orlando e Michele Emiliano. «Sarà difficilissimo mettere in minoranza Matteo - tira le somme un alto dirigente democrat - e soprattutto potremo scegliere di volta in volta, se costretti, la componente più congeniale con cui dialogare. Anche se ovviamente l'obiettivo è tenere tutti insieme».

ANDREA ORLANDOANDREA ORLANDO

 

Quei numeri blindati torneranno utili molto presto, appena si aprirà il dossier legge elettorale. Cosa che Matteo Renzi ha intenzione di fare subito dopo l'8 maggio, quando l'Assemblea nazionale proclamerà i risultati delle primarie e insedierà la Direzione. Il Pd si dividerà sulle modifiche da apportare all'ex Italicum della Camera e al Consultellum del Senato, e il pericolo da sventare, per Renzi, è che si crei un asse interno tra i fautori del ritorno all'Unione di prodiana memoria, e quindi del premio di maggioranza alla coalizione, sostenuto sia da Franceschini che dagli oppositori di Renzi, come Andrea Orlando.

 

renzi affacciato da palazzo chigi con maglietta biancarenzi affacciato da palazzo chigi con maglietta bianca

Che ieri ha mandato segnali in questo senso: «Con la sua ossessione di tornare a Palazzo Chigi, Renzi rischia di essere un ostacolo alla ricomposizione del centrosinistra», tuona. Il ragionamento del Guardasigilli a favore del premio di coalizione è chiaro: «Il tema delle alleanze è la vera questione per il Pd: vogliamo andare da soli verso la sconfitta, o ricostruire un fronte di forze diverse per contrastare il populismo ed evitare la prospettiva di un rapporto con Berlusconi?».

 

Un asse Franceschini-Orlando sul premio di coalizione scavalcherebbe il segretario nel dialogo con Berlusconi. E inficerebbe la strategia renziana, che invece prevede di usare il bastone e la carota col Cavaliere, minacciando l'abolizione dei capilista bloccati per ottenere, oltre al mantenimento del premio alla lista, anche la modifica delle soglie di entrata in Parlamento, portandole al 5% in entrambe le Camere. Ecco perché a Renzi quei numeri blindati servono come il pane.

 

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…