LA MERKEL NON ASPETTAVA ALTRO: DOPO DUE ANNI DI LACRIME E SANGUE IN GRECIA TORNA UN PO’ DI OTTIMISMO

Alberto Brambilla per "Il Foglio"

La Grecia sta assaporando una prima ricompensa dopo oltre due anni di austerità fiscale. Ieri il rendimento dei titoli di stato di Atene è calato ai minimi dal 2010, un movimento senza precedenti dovuto alla "promozione" - parola finora di rado accostata alla Grecia - del merito di credito del paese da parte dell'agenzia di rating Fitch. Standard & Poor's, invece, l'aveva già fatto a dicembre.

L'entità della promozione non è per la verità consistente: il rating greco è passato dal minimo CCC a B-. I titoli di Atene restano cioè a livello di "spazzatura", ma si allontanano dal "default tecnico" e per di più con un "outlook stabile", una prospettiva garantita per certo dalla Banca centrale europea, "pronta" a intervenire per calmierare il rischio sovrano (è anche per questo che pure lo spread tra titoli decennali italiani e gli omologhi tedeschi viaggia sui 270 punti, circa la metà rispetto alla turbolenta estate del 2011).

Il ritorno della fiducia e una banca centrale attenta bastano a fare muovere verso la penisola ellenica, sebbene timidamente, investitori liquidi e massicci, come gli hedge fund e le banche: si va di nuovo a caccia di aziende bisognose di finanziamenti tramite obbligazioni, come riportava ieri il sito del Wsj.

Per l'agenzia Fitch, il miglioramento del rating è da imputare alle misure di riduzione del deficit fiscale e alla ristrutturazione del mercato del lavoro: cioè al lungo processo di consolidamento detto austerity cominciato, tra le proteste, nel 2010. Decisioni aspre e impopolari che la classe dirigente, in un'arena politica confusa e spaventata, hanno preso sotto la pressione della Troika in cambio di prestiti internazionali, fondamentali per scongiurare l'uscita di Atene dall'Eurozona. Un rischio, quello della "Grexit", che ora si sta riducendo con l'aumentare della fiducia degli investitori.

Allora l'austerità imposta dal "dominus Germania" in un processo eterodiretto e lesivo della sovranità nazionale, nel paese dove per giunta la democrazia è nata, funziona? Funziona se l'obiettivo è quello di ritornare a finanziarsi autonomamente sui mercati, cosa che il governo greco suppone di potere fare gradualmente, a partire dalla metà dell'anno prossimo. Un passo decisivo per un ritorno alla normalità - non alla crescita garantita - e una condizione basilare per riuscire a ricostruire un'economia tuttora in sofferenza, nel contesto di una società in subbuglio e con sacche di povertà diffusa.

Situazione sociale, va ricordato, frutto in parte della drastica riduzione dei salari attuata per ritrovare competitività con i paesi limitrofi, Turchia in primis. A livello macroeconomico lo spazio di manovra è adesso assicurato da un'altra "ricompensa" dell'austerità: in cambio delle riforme promesse tra il 2012 e il 2013, tra cui il taglio dei dipendenti pubblici, l'Europa ha concesso alla Grecia due anni in più (dal 2014 al 2016) per ridurre il deficit di bilancio al 3 per cento. Obiettivo comunque difficile: gli analisti si aspettano un deficit del 5,3 per cento nel 2013, il sesto anno consecutivo di recessione.

NEL "VUOTO" DEBITORIO I GRECI SI RISVEGLIANO
Secondo alcuni osservatori, la promozione delle agenzie di rating è un segnale positivo, ma il percorso non è privo di incognite. Le ha sintetizzate ieri Robin Bew, capo dell'Economist intelligence unit in un tweet: "Sicuramente sta facendo progressi, ma continuiamo a pensare che sarà necessaria un'altra svalutazione del debito, forse due".

Infatti il debito greco è pari al 180 per cento del pil, l'obiettivo è ridurlo almeno al 110 per cento entro il 2022. Per questo gli analisti si attendono che anche gli stati e la Banca centrale europea dovranno svalutare i titoli ellenici in portafoglio.

Un costo politico che l'Eurotower non può - per regola - sostenere: significherebbe aiutare direttamente uno stato membro dell'euro. Ma avere scavato oltre il fondo (la disoccupazione giovanile è al 60 per cento) sta facendo nascere nuove attività, i greci ricominciano a scrivere su una tabula rasa.

Il web magazine Quartz dell'Atlantic riporta la storia di Taxibeat, una società informatica fondata ad Atene nel 2010 da quattro amici con pochi soldi. Missione: creare un servizio per connettere gli smartphone degli utenti con i taxi ("trovare un taxi non sarà più lo stesso", è lo slogan). Ora Taxibeat opera in cinque paesi, sei città e ha raccolto fondi per un milione di euro. La Grecia non sarà la Silicon Valley del Mediterraneo, ma è una piccola vittoria di chi si è rimboccato le maniche con iniziativa.

 

GRECIAGRECIA SCONTRI DI PIAZZA jpegGRECIA SCONTRI DI PIAZZA jpegGRECIA SCONTRI DI PIAZZA jpegGRECIA SCONTRI DI PIAZZA jpegGRECIA SCONTRI DI PIAZZA jpegangela merkelfitch ratings

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”