FA 60 ANNI LA “MERKIAVELLI” DI CEMMANIA - DIETRO L’ASPETTO DA MAMMINA VICINO AL POPOLO, FRAU ANGELA NASCONDE UN CINISMO MACHIAVELLICO – LA SUA VIRTU’? E’ PRIVA DI UNA VISIONE DELLA STORIA, NAVIGA A VISTA E SUPERA TUTTI GLI OSTACOLI

Volker Schloendorff per “Il Corriere della Sera

 

ANGELA MERKEL PUNTA IL DITINO ANGELA MERKEL PUNTA IL DITINO

«Squadra della mamma», così i berlinesi hanno chiamato la squadra campione del mondo. Questo appellativo scherzoso la dice lunga sul nostro rapporto con la cancelliera. Benché amata e maternamente affettuosa, non è «madre della nazione» e nemmeno «madre coraggio», ma si aggiudica il tenero diminutivo di «mammina», con il quale anch’io chiamavo mia madre da piccolo.

 

La discrepanza tra questo diminutivo e il potere reale che detiene è il vero mistero di questa signora, per altri versi non troppo enigmatica. In politica ha iniziato quasi come tappezzeria, come la fanciulla di Kohl, che colpiva solo per la sua naturalezza, tanto nel presentarsi quanto nel parlare. Finora ha mantenuto inalterate entrambe le qualità. Il suo aspetto esteriore ricorda più la Giulietta Masina de La Strada che la Lady di ferro Margaret Thatcher. Il suo linguaggio è quello di una ragionevole imprenditrice familiare.

 

SchloendorffSchloendorff

Entrambi gli aspetti la distinguono da tutti gli altri politici. Per quanto il potere e l’impatto mediatico abbiano potuto influenzarla, è sempre riuscita a conservare il suo linguaggio, la sua personalità e la sua giovialità. O è solo apparenza? Che dietro questa simpatia e cordialità, dietro il suo stare con i piedi per terra e il suo tailleur pantaloni un po’ goffo si nasconda un’indole machiavellica?

 

La domanda è legittima ma mal posta. Perché, per essere machiavellica, la cancelliera dovrebbe avere un fine da raggiungere, in un modo o nell’altro, con qualunque mezzo. Ma un tale fine o quantomeno una visione non le vengono riconosciuti. Non che io glielo rimproveri, perché le personalità di potere che hanno visioni ci risultano per motivi storici quantomeno sospette. Ma può la Germania, con il potere che detiene in Europa, rinunciare a una visione o per lo meno a un’idea di mondo?

 

Il pragmatismo è stato una virtù nel corso della riunificazione. Dal momento che non si disponeva di alcun modello per una tale impresa, giorno dopo giorno è stato necessario improvvisare, verificare, adeguarsi, cercando il consenso di due gruppi di popolazione molto diversi.

kohl e badantekohl e badante

 

Anche nel corso della crisi economica che ne è seguita ed è stata tanto dura da far guadagnare alla Germania l’appellativo di «malato d’Europa», le riforme pragmatiche di Schröder, che la Merkel ha proseguito, hanno posto le basi dell’odierno successo economico. Si può ben dire che l’atteggiamento prudente o addirittura esitante della cancelliera e del ministro delle Finanze Schäuble è stato quello giusto per gestire la grave crisi finanziaria. Come Jogi Löw conduce la sua squadra, lei conduce noi tedeschi come un team, mietendo pazientemente consensi, mai contestata o contestabile, mantenendo davanti agli occhi un unico obiettivo: l’efficienza. Ma l’efficienza senza fantasia è spossante, sfugge alla vita. E oggi possiamo dire che il campione del mondo sia nudo come il re della favola.

 

Quale idea d’Europa ha questo re, questo monocolo tra i ciechi? Dove inizia e dove termina l’Europa, a Est o a Sud? Quanto deve rimanere etnicamente «europea»? Non deve accogliere, come gli Stati Uniti, milioni di africani, arabi, asiatici per continuare ad esistere? Quale altra, nuova identità avrebbe un’Europa multietnica? Come dovrebbe avvenire l’integrazione economica tra il Nord, il Sud e l’Est dell’Europa?

vagina gesture merkelvagina gesture merkel

 

Esiste un abbozzo, l’idea di una rappresentazione di come la Germania e la cancelliera al suo vertice vedono il futuro? E quale ruolo vogliamo giocare noi tedeschi nel mondo? Ai tempi di Bismarck la Germania riunificata era potentissima. Il cancelliere del Reich aveva una visione storicamente fondata e agiva diplomaticamente per non schiacciare con il nostro potere nessuno degli Stati confinanti. Questo non fu apprezzato dai tedeschi, che lo sottovalutavano perché volevano mostrare al mondo la loro potenza. Il risultato fu la Prima guerra mondiale.

 

Ancora una volta, alla fine degli anni Trenta, la Germania tornò ad essere economicamente potente in Europa. Hitler sfruttò la fame di grandezza piccolo-borghese e diede inizio alla Seconda guerra mondiale. Ora siamo per la terza volta giganti economici — e più stupidamente anche campioni del mondo — e nella considerazione che ci viene tributata dall’esterno questo non è poi di grande aiuto. Né la cancelliera né il popolo, questa volta, perseguono l’egemonia, ma il pragmatismo e la politica del navigare a vista basteranno? Chi, se non la cancelliera, dovrebbe sviluppare una prospettiva nel lungo termine? E se effettivamente non si dovesse ricandidare un’altra volta, chi dovrebbe governare, senza alcun tipo di eredità politica da lei lasciata?

helmut kohlhelmut kohl

 

Sono sicuro che Angela Merkel si pone questa domanda. Ma deve ritirarsi in un convento per cercare la risposta? Nessun intellettuale, nessuno scrittore, nessuno storico, nessun filosofo (forse la repubblica europea di Habermas?) nessun politico sembra avere un accenno di visione. Non c’è alcun dibatto pubblico. La cancelliera è sola e si rifugia nel ruolo della «mammina» vicina al popolo, che dà un bacio al suo figliolo sudato. Sembra sinceramente felice, come se provasse sollievo, ma forse anche il desiderio che in politica tutto potesse essere così chiaro e facile come sul campo di calcio. Mi congratulo di cuore con lei e il suo team, ma il mio è un cuore inquieto, perché credo che il suo campionato sia ancora da vincere. E dov’è la squadra intellettuale che la potrà aiutare?

(Traduzione di Nicoletta Boero )

Ultimi Dagoreport

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...