donald trump giorgia meloni economia recessione

MO CHE FA GIORGIA MELONI? PER ORA, TEMPOREGGIA: HA ANNULLATO TUTTI GLI IMPEGNI PREVISTI OGGI IN AGENDA PER “CONCENTRARSI” SULLE AZIONI DA INTRAPRENDERE DOPO I DAZI ANNUNCIATI DA TRUMP – MASSIMO FRANCO: “PALAZZO CHIGI COMINCIA A RENDERSI CONTO CHE NON SARÀ FACILE L’EQUIDISTANZA TRA UE E STATI UNITI. LA MAGGIORANZA, IN SINTONIA POLITICA CON TRUMP, È COSTRETTA A PRENDERNE ATTO, ANCHE SE LA LEGA CONTINUA A MARTELLARE CONTRO VON DER LEYEN. L’INQUIETUDINE DELLE INDUSTRIE DEL NORD POTREBBE COSTRINGERE LO STESSO PARTITO DI SALVINI A PRENDERE IN CONSIDERAZIONE UNA LINEA MENO SUBALTERNA A TRUMP..."

DAZIAMI MA DI BACI SAZIAMI - MEME BY EMILIANO CARLI

MELONI OGGI ANNULLA IMPEGNI,'FOCUS SU AZIONI DOPO DAZI

(ANSA) -  La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annullato gli impegni previsti oggi in agenda, in modo da poter concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere in seguito all'introduzione di nuovi dazi da parte del Governo degli Stati Uniti. Lo fa sapere Palazzo Chigi. La premier aveva in programma la partecipazione all'Inaugurazione della stazione dei Carabinieri di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia.

 

L’EQUIDISTANZA SEMPRE PIÙ DIFFICILE TRA UE E USA

Estratto dell’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

Palazzo Chigi comincia a rendersi conto che non sarà facile l’equidistanza tra Ue e Stati Uniti, dopo l’annuncio di Donald Trump di imporre dazi sui prodotti europei. La premier Giorgia Meloni ne ha fatto cenno durante una cerimonia sulla cucina italiana, «non escludendo se necessario di dovere anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre posizioni».

 

GIORGIA MELONI - URSULA VON DER LEYEN

Parole caute, guardinghe, di chi rimane convinta che occorra scongiurare «in tutti i modi possibili una guerra commerciale». Ma i margini lasciati dagli Usa sono minimali.

 

E la maggioranza, tendenzialmente in sintonia politica con Trump, è costretta a prenderne atto. Anche se la Lega continua a sottolineare le distanze, più che la collaborazione con le istituzioni europee; e a martellare contro la Commissione presieduta da Ursula von der Leyen.

 

L’inquietudine delle industrie del Nord, tuttavia, spaventate da contraccolpi economici devastanti, potrebbe costringere lo stesso partito di Matteo Salvini a prendere in considerazione una linea meno subalterna a Trump.

 

GIORGIA MELONI TRA DONALD TRUMP E URSULA VON DER LEYEN - VIGNETTA DI GIANNELLI

Soprattutto, a rinunciare a affermazioni azzardate tipo: i dazi possono essere «un’opportunità». Si vedrà fino a che punto arriverà questa presa d’atto, perché nei prossimi giorni arriverà in Italia il vicepresidente Usa J. D. Vance, che ha definito gli europei «parassiti».

 

[…] Più che l’esecutivo, ieri a mettere un punto fermo è stato il Quirinale. Con tre messaggi complementari.

 

Il primo: i dazi americani sono un «errore profondo» e richiedono «una risposta compatta, serena, determinata» dell’Europa.

 

Il secondo: bisogna «recuperare rapporti transatlantici collaborativi», ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, incontrando il presidente estone Alar Karis.

 

Il terzo: è necessario accelerare l’allargamento dell’Ue ai Balcani, «considerando anche Ucraina e Moldova».

 

Le sue parole forniscono un’indicazione di marcia per maggioranza e opposizioni condizionate dalle contraddizioni interne.

Alar Karis e Sergio Mattarella

 

Ieri, a Strasburgo, lo hanno confermato, dividendosi tutte su sicurezza e riarmo: FdI, FI e Lega con tre voti diversi. Mattarella guarda al futuro, ribadendo la solidarietà al governo di Kiev; e cercando di restituire all’Italia un profilo che smentisca quello di «anello debole» nei confronti del Cremlino.

 

Non a caso è stato bersagliato più volte dalla cerchia di Vladimir Putin per la sua fermezza […]

 

LA PREMIER IN FRENATA SU URSULA

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “la Stampa”

 

trump salvini

[…] Meloni è convinta che dopo il primo scontro Usa-Europa, i negoziati a due sui dazi si apriranno. E l'Italia può avere margini di miglioramento delle conseguenze, al momento assai negative, delle tariffe annunciate da Trump.

 

In questa chiave i colloqui con Vance potrebbero servire per capire quale spazio potrebbe avere il governo per negoziare direttamente con gli Usa, senza rompere con le autorità europee, e semmai suggerendo alla presidente Von der Leyen come articolare la reazione di Bruxelles alla durezza adottata fin qui da Trump nei confronti dell'Europa.

 

Sarebbe il primo caso in cui l'ambizione di mediare tra Usa e Europa della premier potrebbe trovare spazio, ma non è detto.

 

Meloni - che tra l'altro ha intenzione di aprire i suoi incontri con Vance anche ai suoi due vice Tajani e Salvini, per evitare polemiche - potrebbe invece incontrare difficoltà con Vance passando dal tema dei dazi a quelli dell'Ucraina e della Nato, argomenti, come si sa, a cui la Casa Bianca tiene molto, sui quali Trump sta trovando con Putin più ostacoli di quanti ne avesse messi in conto. E su cui la premier sta muovendosi con una cautela che gli americani potrebbero giudicare eccessiva.

trump meloniursula von der leyen giorgia meloni - foto lapresseDONALD TRUMP GIORGIA MELONI

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