alessandro onorato goffredo bettini

ONORATO DI CONOSCERLA – GOFFREDO BETTINI BATTEZZA L’ASSESSORE AL TURISMO DI ROMA COME SIMBOLO DEL NUOVO CHE AVANZA NEL PD: “C’È ANCHE UNA NUOVA GENERAZIONE CHE SI DEVE FARE AVANTI. PENSO A ROMA, AL CAPO DELLA LISTA CIVICA CHE HA CONTRIBUITO ALLA VITTORIA DI ROBERTO GUALTIERI, ALESSANDRO ONORATO” – GOFFREDONE RIMANE CONVINTO CHE SERVA UNA CONTENITORE MODERATO ACCANTO AL PD: “OCCORRE UN AMPIO SOGGETTO POLITICO LIBERALE, LAICO, DI CENTRO. BENISSIMO SALA. BENISSIMO TANTI ALTRI SINDACI AUTOREVOLI E…”

Estratto dell’articolo di Massimo Ferraro per www.open.online

 

goffredo bettini. foto mezzelani gmt028

Il Partito democratico non basta a se stesso e deve accogliere, costruire, attirare. Pescando soprattutto dall’«enorme pozzo nero dell’astensionismo» e costruendo «un’alleanza elettorale a maglie larghe, che progressivamente si stringa attorno a un contratto elettorale da sottoporre agli elettori».

 

È il pensiero di Goffredo Bettini, già deputato, senatore ed Europarlamentare, per il Pd e prima il Pds, e ora influente e ascoltato dirigente dem privo di incarichi politici.

 

Nell’intervista a La Stampa Bettini promuove la segretaria del Partito democratico ma sottolinea come da soli non si otterrà mai la maggioranza. «Per Elly Schlein spero prosegua sulla strada scelta […]», ragiona, «non si prendono tutti questi voti se la leadership fosse avvertita come limitata o perdente. Ma non basta il 30 o 35% se si rimane soli: Veltroni conquistò il 34% nel 2008 e qualche mese dopo si dovette dimettere, perché non gli diedero il tempo di allargare e render vincente la sua proposta politica».

 

ALESSANDRO ONORATO - ROBERTO GUALTIERI - FOTO LAPRESSE

[…] Bettini […] rimane convinto che per sfidare il centrodestra il Pd debba costruire una proposta riunendo le opposizioni. «Occorre un ampio soggetto politico liberale, laico, di centro, come fu la Margherita di Rutelli», dice al quotidiano torinese, «non un partito personale ma un’unione di diversi. Dunque benissimo Sala. Benissimo tanti altri sindaci autorevoli, una rete civica sviluppata in ogni territorio ma senza forza nazionale».

 

E fa poi il nome dell’assessore capitolino come volto nuovo e capace di unire: «C’è anche una nuova generazione che si deve fare avanti. Penso a Roma, al capo della lista civica che ha contribuito alla vittoria di Roberto Gualtieri, Alessandro Onorato».

 

ALESSANDRO ONORATO - FOTO LAPRESSE

Onorato ha 44 anni, è laureato in Economia aziendale, è un imprenditore nel settore della ristorazione e ha il tesserino da giornalista professionista. È stato vicepresidente e assessore a Cultura e Turismo del XIII Municipio dal 2006 al 2008, poi consigliere comunale dal 2008 al 2013, e dal 2013 al 2016, anno nel quale è stato di nuovo eletto in Campidoglio con la Lista Marchini, di cui è stato capogruppo fino al 2021. Ha quindi costruito la civica che ha sostenuto la candidatura di Gualtieri a sindaco della città.

 

[…] Proprio durante le comunali del 2021, Bettini intervenne per difendere apertamente Onorato dopo alcune critiche arrivate da Carlo Calenda – allora candidato sindaco a Roma – e un articolo del Domani. Il quotidiano scriveva tra le altre cose in un articolo che Onorato è un imprenditore con molte conoscenze, anche nella destra romana. […]

 

ELLY SCHLEIN

«Negli anni passati non avevo avuto occasione di conoscere Alessandro, seppure conoscessi la sua storia e le sue battaglie (non sempre in sintonia con le mie)», diceva all’Ansa, «da quando ha accettato la sfida di questa difficile campagna elettorale […] , ho avuto l’occasione di incontrarlo e parlarci più volte. È una persona di straordinaria vitalità, intelligenza e correttezza nei comportamenti. Può essere un ‘pezzo’ pregiato di una nuova classe dirigente democratica. Ecco perché lo hanno preso di mira».

giuseppe conte francesco rutelli goffredo bettini roberto gualtieri foto mezzelani gmt024rutelli bettinifrancesco rutelli goffredo bettini (2)ALESSANDRO ONORATO - FOTO LAPRESSE

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)