alessandro di battista giuseppe conte orsini

ORSINI ALLE STELLE - IL PROFESSORE DELLA LUISS HA SMENTITO DI ESSERE IN PISTA PER UNA CANDIDATURA CON IL MOVIMENTO CINQUE STELLE, MA TRA I GRILLINI L’IPOTESI È PIÙ DI UNA SUGGESTIONE: L’IDEA È DI SPOSTARE DI NUOVO IL MOVIMENTO SU BATTAGLIE “PACIFISTE”, ANTI-USA E CRITICHE VERSO L’EUROPA. CIOÈ SULLE POSIZIONI DI ALESSANDRO DI BATTISTA. E INFATTI IL “CHE GUEVARA DI ROMA NORD” POTREBBE RIENTRARE DALLA FINESTRA IN TANDEM PROPRIO CON ORSINI…

Domenico Di Sanzo per “il Giornale”

 

alessandro orsini

Piaccia o no, Alessandro Orsini è uno dei volti del momento. E, secondo un'indiscrezione del Foglio, il professore di Sociologia del terrorismo ed esperto di sicurezza internazionale potrebbe essere candidato dal M5s di Giuseppe Conte alle prossime elezioni politiche.

 

Orsini sta vivendo un momento di grande ribalta mediatica dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e fanno discutere le sue posizioni, considerate da molti osservatori smaccatamente filo-russe e anti-occidentali. Dopo le polemiche sui contratti per le sue ospitate in Rai, il docente della Luiss, sospeso dall'ateneo romano, è pronto a lanciare un monologo teatrale dal titolo: «Ucraina: tutto quello che non ci dicono» e intanto commenta la guerra sulle pagine del Fatto Quotidiano.

 

giuseppe conte a otto e mezzo 1

«Potrebbe essere il nuovo De Falco o il nuovo Paragone», sibila in Transatlantico qualche grillino. E non bastano nemmeno le decise smentite, del M5s e del diretto interessato, a tacitare il polverone.

 

L'affaire Orsini, secondo molti parlamentari del Movimento, è l'indicatore della volontà di un riposizionamento del partito su una linea politica più vicina a quella degli albori, depurata dall'atlantismo di Luigi Di Maio e anche da alcune tendenze che hanno segnato l'ascesa di Conte, arrivato a Palazzo Chigi anche perché nel 2018 era considerato un moderato rispetto ai dioscuri gialloverdi Matteo Salvini e Di Maio, all'epoca barricadero capo politico dei grillini.

 

DI BATTISTA CONTE

«La smentita era ovvia - spiega al Giornale una fonte di alto livello del M5s - ma la suggestione di un Movimento più "pacifista" e meno ripiegato sulla Nato e sull'europeismo esiste eccome, e potrebbe prendere forma nel lancio di un tandem composto da Orsini e da Alessandro Di Battista».

 

ALESSANDRO ORSINI 22

Intanto Beppe Grillo è arrivato ieri sera a Roma, per un giro di incontri con i parlamentari e i big del M5s, tra cui ovviamente Conte. «È venuto a prendere tutti a sculacciate mi sa», commenta un parlamentare appena appresa la notizia. Il Garante, in silenzio sulla guerra, è però preoccupato per la stabilità del governo di Mario Draghi, sponsorizzato da lui stesso l'anno scorso e messo in difficoltà dall'iniziativa di Conte sulle spese per la difesa.

giuseppe conte beppe grillo

 

Oltre ai rapporti con il governo, all'ordine del giorno anche la vicenda giudiziaria a cui è appesa la leadership del M5s, con l'avvocato dei ribelli Lorenzo Borrè che ha già presentato il nuovo ricorso contro l'ultima votazione per Conte leader. In caso di paralisi legale, Grillo è sempre pronto a indire un voto per la nomina del Comitato di garanzia su Rousseau. Il fondatore parlerà anche di questo durante la sua visita romana, rinviata da tempo.

LORENZO BORRE'

 

Ma sulla scrivania di Conte, nella sede dei grillini a due passi da Montecitorio, continuano a spuntare qua e là le rilevazioni sulle opinioni degli italiani sul conflitto in corso. Il leader pentastellato vede uno spazio elettorale nella pancia anti-occidentale di parte del Paese. E una legge elettorale proporzionale consentirebbe all'ex premier di divincolarsi dall'abbraccio con il Pd.

 

Proprio il segretario Enrico Letta è stato protagonista nei giorni scorsi di un duro botta e risposta con Orsini, che lo accusava di sfruttare la crisi bellica per puntare alla poltrona di segretario generale della Nato. E poi c'è Il Fatto quotidiano.

 

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

Sia «Dibba» sia Orsini sono nella scuderia di Marco Travaglio, ascoltato consigliere di Conte. Così la guerra fa rinascere lo spirito anti-sistema gialloverde anche in Parlamento. Dove una fronda composta da alcuni leghisti e grillini comincia a ventilare l'ipotesi di una resa dell'Ucraina in cambio del Donbass a Vladimir Putin. E proprio nel M5s c'è chi non esclude di presentare una mozione per chiedere di interrompere le forniture di armi italiane a Kiev.

conferenza stampa di giuseppe conte al termine della riunione dei comitati del m5s 5alessandro orsinigiuseppe conte a otto e mezzo 4alessandro orsini

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)