PAPÀ-CK OBAMA - LA BATTAGLIA PER LA CASA BIANCA ENTRA NEL VIVO E OBAMA TIRA FUORI IL SUO ASSO NELLA MANICA: LA MOGLIE - MICHELLE, CHE HA UN INDICE DI POPOLARITÀ MAGGIORE DEL MARITO, LO PRESENTA AGLI AMERICANI COME “PADRE DEI VOSTRI FIGLI”, CERCANDO DI FAR PRESA SOPRATTUTTO SULLE MINORANZE ETNICHE (ISPANICI E NERI SU TUTTI) E SULLE DONNE - IL TUTTO, OVVIAMENTE, DICHIARANDO GUERRA ALLA “MINACCIA” ROMNEY…

Maurizio Molinari per "La Stampa"

La Convention democratica si apre questa sera nel segno di Michelle Obama. Forte di una popolarità al 66 per cento, rispetto al 43 del marito, la First Lady descriverà all'America il «Barack padre di famiglia che ha a cuore i vostri figli», secondo le anticipazioni che filtrano dai collaboratori. Puntare su di lei per il Team Obama significa voler parlare alla classe media flagellata dalla crisi economica al fine di descrivere un presidente che «sa cosa state passando e cosa significa soffrire per il sogno americano perché lui stesso ha vissuto simili difficili momenti», come Michelle ha detto durante un recente comizio in Florida.

Reduce da oltre 80 eventi elettorali e di raccolta fondi, la First Lady resta «migliore di tutti nel chiedere agli americani di stringersi attorno a Obama come fu anche nel 2008» ricorda Stephanie Cutter, portavoce della campagna. A confermare l'importanza di Michelle c'è quanto avverrà domani mattina: poche ore dopo la fine del discorso incontrerà in rapida successione le assemblee di delegati afroamericani, ispanici e gay per spingere ad una mobilitazione massiccia i pilastri più importanti - assieme a quello delle donne - della coalizione elettorale che può portare alla rielezione.

Prima della First Lady sul palco della Convention salirà Julian Castro, il sindaco di San Antonio in Texas, per pronunciare il «keynote speech», il discorso di indirizzo politico. Ispanico e 38enne, Castro è un dei volti sui quali i democratici scommettono per gettare le basi del dopo-Obama assieme ad altri sindaci del firmamento liberal: dall'afroamericano Cory Brooker di Newark all'ispanico Antonio Villaraigosa di Los Angeles fino alle star del Midwest Raymond Thomas Rybak di Minneapolis e Rahm Emanuel di Chicago.

A dare la carica al partito sono Obama e il vice Joe Biden che, nel percorso di avvicinamento alla Convention dove parleranno giovedì, lanciano pesanti attacchi contro gli sfidanti Mitt Romney e Paul Ryan. Parlando ad un pubblico di sindacati a Toledo, Ohio, Obama ammonisce che «Romney presidente porterebbe la nazione alla sconfitta» perché «è un allenatore perdente che imporrebbe a ogni famiglia sofferenze non necessarie». «Con lui alla Casa Bianca Gm e Chrysler non avrebbero potuto risollevarsi, avrebbero chiuso e migliaia di lavoratori non sarebbero potuti tornare a lavorare», tuona Obama, mirando a demolire la credibilità del rivale come imprenditore di successo.

Nella serata di ieri Barack ha fatto poi tappa in Louisiana per visitare le zone più colpite dall'uragano Isaac, parlando alla nazione da New Orleans. Il vice Biden invece fa tappa a Green Bay in Wisconsin, lo Stato del rivale Ryan, accusandolo di voler trasformare l'attuale sistema sanitario per anziani in un «Vouchercare» dove «a dominare saranno gli interessi delle assicurazioni private e non dei cittadini». "Non si può dare dei voucher a chi ha 80 anni e dirgli di andare a spenderli sul mercato privati» aggiunge Biden, imputando a Ryan un piano per «ingannare milioni di anziani» a unico vantaggio delle «grandi corporation sanitarie".

 

michelle obama OBAMA E MICHELLE DOPO IL BACIO ALLA KISS CAM MICHELLE E BARACK OBAMARahm Emanuel e Barack Obamaobama biden MITT ROMNEY E PAUL RYAN

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