1- I CRUCCHI NON PERDONANO A RIGOR MONTIS LA SUA USCITA CONTRO SUA MAESTà MERKEL 2- DOPO IL “FINANCIAL TIMES DEUTSCHLAND” CI SI METTE PURE IL SETTIMANALE “DIE WELT”, ED È ANCORA PIÙ SPIETATO: “AL MOMENTO DELLA SUA ELEZIONE ERA STATO VISTO DA BERLINO COME UN BAGLIORE DI SPERANZA, MA DOPO LE RECENTI CADUTE DI TONO, IL SOGNO È ANDATO IN FRANTUMI E MONTI SI È RIVELATO QUEL TECNICO AUTOCRATICO CHE GIÀ AVEVA DIMOSTRATO DI ESSERE QUANDO ERA COMMISSARIO EUROPEO” 3- PLOTONE DI ESECUZIONE AL GRAN FINALE: “UN’EUROPA GUIDATA DA TECNICI COME LUI, CHE DEGRADANO E VILIPENDONO I PARLAMENTI E IL PATRIMONIO POLITICO EUROPEI, SAREBBE DAVVERO UN INCUBO E NON RIUSCIREBBE MAI A SOPRAVVIVERE”

Da "International Banking Monitoring"

DIE WELT AFFOSSA MONTI: "CON SIMILI TECNICI L'EUROPA E' A RISCHIO"...
"L'idillio tra Italia e Germania è ormai giunto al capolinea: tutta colpa della politica tricolore e del Presidente del Consiglio Mario Monti". Parola dell'autorevole quotidiano tedesco Die Welt, che alimenta ulteriormente il fuoco delle polemiche dopo le forti critiche dell'opinione pubblica teutonica suscitate dalla tanto discussa intervista del premier italiano al prestigioso settimanale Der Spiegel.

Lo rivela l'International Banking Monitoring, l'Osservatorio sull'immagine internazionale delle banche e della finanza italiana di Klaus Davi, realizzato attraverso il monitoraggio di oltre 100 prestigiose testate estere. Alle già pesanti accuse di voler diventare il leader dell'alleanza anti-Merkel rivolte a Monti da parte dell'autorevole Financial Times Deutschland (http://www.ftd.de/politik/konjunktur/:euro-krise-monti-will-buendnis-gegen-merkel-schmieden/70071851.html), si aggiunge ora un editoriale al vetriolo a firma di Thomas Schmid su Die Welt, che attacca Monti per aver compromesso le relazioni con la Germania.

Il quotidiano di Berlino non ha alcuna pietà per il professore bocconiano, reo di aver rovinato il folkloristico rapporto di amore-odio e di simpatici sfottò che esiste tra i due popoli: "Mai come negli ultimi tempi il clima si è raffreddato.

E questo a causa della politica di Mario Monti. Al momento della sua elezione era stato visto da Berlino come un bagliore di speranza: un tecnico e non un politico a capo del governo italiano era un'idea molto gradita alla Cancelliera, in particolare dopo l'esperienza di Berlusconi e anche alla luce del fatto che Monti era considerato un grande esperto di economia e di rapporti tra i mercati - sottolinea Schmid - ma, dopo le recenti cadute di tono, il sogno è andato in frantumi e Monti si è rivelato quel tecnico autocratico che già aveva dimostrato di essere quando era commissario europeo.

Un'Europa guidata da tecnici come lui, che degradano e vilipendono i Parlamenti e il patrimonio politico europei, sarebbe davvero un incubo e non riuscirebbe mai a sopravvivere". (http://www.welt.de/print/welt_kompakt/debatte/article108501000/Montis-Frevel.html).

 

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