SANTA MARIJUANA! NEL COLORADO GLI AFFARI VANNO A GONFIE VELE. APRONO RISTORANTI E CLUB A BASE DI GANJA, IN OTTOMILA SI SONO GIA’ TRASFERITI NELLO STATO - IL PROSSIMO A LEGALIZZARE? L’ALASKA

da www.thedailybeast.com

Dopo la legalizzazione nel Colorado e a Washington, i sostenitori della marijuana alzano il tiro e mirano a diffondere il trend. Pare che rispetto a quindici anni fa il 58% in più della popolazione sia d'accordo a renderla legale.

Le leggi che regolano il suo uso stanno rapidamente cambiando, si cerca un modo per far quadrare le regole locali che sono in conflitto con quelle nazionali.

Venti stati hanno permesso l'uso medico dell'erba da quando iniziò la California nel 1996. Sedici stati hanno decriminalizzato il possesso di piccole quantità, mentre il Colorado e Washington ne hanno approvato l'uso ricreativo e tanti sperano di seguire le loro orme.

Quale sarà il prossimo stato ad aprirsi? Secondo la National Conference of State Legislatures, nove stati hanno introdotto una legislazione per legalizzare l'uso ricreativo di marijuana per gli adulti: Hawaii, Massachusetts, New Hampshire, New York, Ohio, Oklahoma, New Mexico, Pennsylvania, e Vermont. Pronti a un simile passo sarebbero Alaska, Maryland, Rhode Island e Wisconsin.

In comune, tutti, hanno che gran parte degli abitanti sono abituali consumatori di ganja. Ovviamente dove la popolazione fuma di più, le leggi progrediscono a favore della legalizzazione.

Dei 27 stati che hanno leggi progressiste sulla marijuana, 21 hanno una percentuale di fumatori più alta della media nazionale e quelli con il maggior numero di fumatori -Rhode Island, Alaska, Vermont e Oregon- hanno sia legalizzato l'erba a scopo medico che decriminalizzato il suo possesso. Dei 24 stati che non hanno leggi progressiste sulla marijuana, 21 hanno pochi consumatori regolari. Insomma, se fumi, le leggi arrivano.

Quindi, chi sarà il prossimo?

Mark A.R. Kleiman, docente dell'UCLA che studia la politica sulle droghe, punta sull'Alaska. Concorda Allen St. Pierre, direttore della National Organization for the Reform of Marijuana Laws (NORML).

GLI STATI PIÙ VICINI ALLA SVOLTA SONO TRE

1. Alaska
La campagna per regolare l'uso di marijuana è stata supportata da 45.000 firme. Secondo il sondaggio del 2013, il 54% degli abitanti è favorevole a legalizzarla.

2. Oregon
Il 57% della popolazione vuole la marijuana legalizzata nel 2014. Si può votare anche via mail, il che è stimolante per chi è pigro.

3. Vermont
Il 13% degli abitanti qui fa uso di erba. I votanti sono pronti, i politici un po' meno.

Nonostante le leggi punitive sulla marijuana e un ristretto numero di consumatori, anche il Missouri pare sia sulla via della legalizzazione.

Intanto il Colorado è invaso di turisti, consumatori e imprenditori.
The Medicine Man è il dispensario più grande del Colorado: quando la marijuana era legale a scopo terapeutico ma non a scopo ricreativo fatturava milioni di dollari annui e impiegava 31 persone. Adesso gli affari sono aumentati e vanno a gonfie vele, tanto che il posto diventerà presto grande il doppio.

A nemmeno un mese dalla legalizzazione, il Colorado è meta di turisti, chef, gente che vuole aprire club e ristoranti. Nel 2013 quasi 40.000 persone si sono trasferite in Colorado, circa 8.000 in più dell'anno precedente.
All'inizio arrivavano solo curiosi e consumatori di erba ma ora si cominciano a vedere i risultati dell'attività economica. Aprono agenzie e negozi, compagnie specializzate in catering "verde", chi vende infusi o prodotti come bagnoschiuma e presto apriranno le porte gli smoking clubs.

 

 

Il Colorado e ilprimo stato in cui si legalizza la marijuana a scopo ricreativo MARIJUANA In fila per la marijuana in Colorado MARIJUANA MARIJUANA

Ultimi Dagoreport

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - COSA FRULLAVA NELLA TESTA TIRATA A LUCIDO DI ANDREA ORCEL QUANDO STAMATTINA ALL’ASSEMBLEA GENERALI HA DECISO IL VOTO DI UNICREDIT A FAVORE DELLA LISTA CALTAGIRONE? LE MANGANELLATE ROMANE RICEVUTE PER L’OPS SU BPM, L’HANNO PIEGATO AL POTERE DEI PALAZZI ROMANI? NOOO, PIU' PROBABILE CHE SIA ANDATA COSÌ: UNA VOLTA CHE ERA SICURA ANCHE SENZA UNICREDIT, LA VITTORIA DELLA LISTA MEDIOBANCA, ORCEL HA PENSATO BENE CHE ERA DA IDIOTA SPRECARE IL SUO “PACCHETTO”: MEJO GIRARLO ALLA LISTA DI CALTARICCONE E OTTENERE IN CAMBIO UN PROFICUO BONUS PER UNA FUTURA PARTNERSHIP IN GENERALI - UNA VOLTA ESPUGNATA MEDIOBANCA COL SUO 13% DI GENERALI, GIUNTI A TRIESTE L’82ENNE IMPRENDITORE COL SUO "COMPARE" MILLERI AL GUINZAGLIO, DOVE ANDRANNO SENZA UN PARTNER FINANZIARIO-BANCARIO, BEN STIMATO DAI FONDI INTERNAZIONALI? SU, AL DI FUORI DEL RACCORDO ANULARE, CHI LO CONOSCE ‘STO CALTAGIRONE? – UN VASTO PROGRAMMA QUELLO DI ORCEL CHE DOMANI DOVRA' FARE I CONTI CON I PIANI DELLA PRIMA BANCA D'ITALIA, INTESA-SANPAOLO…

donald trump ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - UN FACCIA A FACCIA INFORMALE TRA URSULA VON DER LEYEN E DONALD TRUMP, AI FUNERALI DI PAPA FRANCESCO, AFFONDEREBBE IL SUPER SUMMIT SOGNATO DA GIORGIA MELONI - LA PREMIER IMMAGINAVA DI TRONEGGIARE COME MATRONA ROMANA, TRA MAGGIO E GIUGNO, AL TAVOLO DEI NEGOZIATI USA-UE CELEBRATA DAI MEDIA DI TUTTO IL MONDO. SE COSÌ NON FOSSE, IL SUO RUOLO INTERNAZIONALE DI “GRANDE TESSITRICE” FINIREBBE NEL CASSETTO, SVELANDO IL NULLA COSMICO DIETRO AL VIAGGIO ALLA CASA BIANCA DELLA SCORSA SETTIMANA (L'UNICO "RISULTATO" È STATA LA PROMESSA DI TRUMP DI UN VERTICE CON URSULA, SENZA DATA) - MACRON-MERZ-TUSK-SANCHEZ NON VOGLIONO ASSOLUTAMENTE LA MELONI NEL RUOLO DI MEDIATRICE, PERCHÉ NON CONSIDERANO ASSOLUTAMENTE EQUIDISTANTE "LA FANTASTICA LEADER CHE HA ASSALTATO L'EUROPA" (COPY TRUMP)...

pasquale striano dossier top secret

FLASH – COM’È STRANO IL CASO STRIANO: È AVVOLTO DA UNA GRANDE PAURA COLLETTIVA. C’È IL TIMORE, NEI PALAZZI E NELLE PROCURE, CHE IL TENENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA, AL CENTRO DEL CASO DOSSIER ALLA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (MAI SOSPESO E ANCORA IN SERVIZIO), POSSA INIZIARE A “CANTARE” – LA PAURA SERPEGGIA E SEMBRA AVER "CONGELATO" LA PROCURA DI ROMA DIRETTA DA FRANCESCO LO VOI, IL COPASIR E PERSINO LE STESSE FIAMME GIALLE. L’UNICA COSA CERTA È CHE FINCHÉ STRIANO TACE, C’È SPERANZA…

andrea orcel francesco milleri giuseppe castagna gaetano caltagirone giancarlo giorgetti matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - IL RISIKONE È IN ARRIVO: DOMANI MATTINA INIZIERÀ L’ASSALTO DI CALTA-MILLERI-GOVERNO AL FORZIERE DELLE GENERALI. MA I TRE PARTITI DI GOVERNO NON VIAGGIANO SULLO STESSO BINARIO. L’INTENTO DI SALVINI & GIORGETTI È UNO SOLO: SALVARE LA “LORO” BPM DALLE UNGHIE DI UNICREDIT. E LA VOLONTÀ DEL MEF DI MANTENERE L’11% DI MPS, È UNA SPIA DEL RAPPORTO SALDO DELLA LEGA CON IL CEO LUIGI LOVAGLIO - DIFATTI IL VIOLENTISSIMO GOLDEN POWER DEL GOVERNO SULL’OPERAZIONE DI UNICREDIT SU BPM, NON CONVENIVA CERTO AL DUO CALTA-FAZZO, BENSÌ SOLO ALLA LEGA DI GIORGETTI E SALVINI PER LEGNARE ORCEL – I DUE GRANDI VECCHI DELLA FINANZA MENEGHINA, GUZZETTI E BAZOLI, HANNO PRESO MALISSIMO L’INVASIONE DEI CALTAGIRONESI ALLA FIAMMA E HANNO SUBITO IMPARTITO UNA “MORAL SUASION” A COLUI CHE HANNO POSTO AL VERTICE DI INTESA, CARLO MESSINA: "ROMA DELENDA EST"…