LA SPIA CHE MI RAPIVA - SABRINA DE SOUSA, L’AGENTE CIA CHE HA RAPITO ABU OMAR, VUOTA IL SACCO AL “WASHINGTON POST”: “IL GOVERNO USA MI HA SCARICATO, VOGLIO L’IMMUNITÀ DIPLOMATICA” - VENERDÌ LA CASSAZIONE DECIDE SE CHIEDERE UN MANDATO DI CATTURA - LEI E LA SUA ‘BANDA DEL BUCO’ RAPIRONO L’IMAM MILANESE PORTANDOSELO FINO ALLA BASE USA DI AVIANO IN AUTO, UTILIZZANDO IL TELEPASS E REGISTRANDOSI NEGLI HOTEL, LASCIANDO TRACCE DEGNE DI UN FILM DI WOODY ALLEN…

1 - SABRINA DE SOUSA: COME UN RAPIMENTO HA ROVINATO LA CARRIERA DI UNA SPIA
Articolo del "Washington Post" - http://wapo.st/NjAM7z


2 - LA SPIA CHE HA RAPITO ABU OMAR VUOTA IL SACCO E ATTACCA IL GOVERNO USA: MI HANNO SCARICATO
DAGOREPORT
- Per la prima volta Sabrina De Sousa, l'agente della CIA al centro del rapimento di Abu Omar parla al Washington Post. In una inchiesta di Ian Burina , una delle componenti del team americano che rapi' a Milano l'egiziano portandoselo fino alla base di Aviano in auto, utilizzando il Telepass e registrandosi in vari hotel con la tessera frequent flyer ( tanto per lucrare i punti, dimenticandosi che avrebbe lasciato tracce degne di un film sgangherato, che neppure Woody Allen avrebbe preso in considerazione ) vuota il sacco .

Attacca il Governo USA accusandolo di averla scaricata insieme ad una parte " della banda del buco" , rifiutandole l'immunita' diplomatica. Venerdi la Corte di Cassazione decide se procedere nell'inchiesta di Armando Spataro e chiedere un mandato di cattura internazionale all'Interpol.

3 - CASO ABU OMAR: EX AGENTE CIA CHIEDE IMMUNITA' DIPLOMATICA
(Adnkronos/Washington Post) - Sabrina de Sousa, una degli agenti Cia coinvolti nel caso Abu Omar, chiede agli Stati Uniti di concederle l'immunita' diplomatica. Intervistata dal Washington post alla vigilia dell'apertura della revisione del processo davanti alla Corte di cassazione a Roma, la De Sousa insiste di non aver svolto alcun ruolo nel sequestro del predicatore egiziano Abu Omar.

Il giorno del rapimento a Milano, il 17 febbraio 2003, era con il figlio a sciare a Madonna di Campiglio, sostiene, e ignorava che a quel momento era in corso il sequestro. Di Abu Omar aveva sentito parlare l'anno prima, ha aggiunto senza fornire altri dettagli. Al processo in Italia nel novembre 2009, la De Sousa e' stata condannata per sequestro in contumacia assieme ad altri 22 esponenti americani. Secondo l'accusa avrebbe partecipato all'organizzazione del rapimento, pur senza parteciparvi in prima persona.

Tre degli agenti Cia, fra cui Jeffrey Castelli, accusato di essere la mente dell'operazione, hanno pero' ricevuto l'immunita' diplomatica (contro la quale la procura intende pero' presentare appello). La De Sousa no, malgrado figurasse fra i funzionari del dipartimento di Stato presso l'ambasciata di Roma, prima di essere trasferita al consolato di Milano.

Nel 2009 De Sousa ha fatto causa alla Cia e al dipartimento di Stato per la mancata concessione dell'immunita' e ha perso. Ma ora e' in attesa dell'appello. E intanto si e' dimessa dalla Central Intelligence Agency perche', dopo la condanna, le era fatto divieto di viaggiare all'estero. Ma De Sousa e' di orgine indiana e non intende rinunciare a recarsi a Goa dall'anziana madre.

Se la sua condanna verra' confermata in cassazione rischia pero' un mandato di cattura internazionale, che potrebbe raggiungerla anche in India. E intanto, a 56 anni, fatica a trovare una nuova occupazione. L'incipit del suo profilo su Wikipedia, "condannata per rapimento", non le e' di grande aiuto.

 

SABRINA DE SOUSA NELL UFFICIO DEL SUO AVVOCATO jpegRUMSFELD E CHENEY LO STAFF DI BUSH POWELL CHENEY RICE TENET RUMSFELD GONZALEZ jpegSABRINA DE SOUSA ABU OMAR jpegGEORGE W BUSH CON GEORGE TENET DIRETTORE CIA ALL EPOCA DEL RAPIMENTO ABU OMAR jpegGEORGE W BUSH CON GEORGE TENET DIRETTORE CIA ALL EPOCA DEL RAPIMENTO ABU OMAR jpeg

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