1. LA TENAGLIA RENZI-CAINANO HA SCHIACCIATO NON SOLO IL PD MA SOPRATTUTTO GRILLO 2. I GRILLINI: “A CHE SERVE L’OPPOSIZIONE QUANDO DIVENTA SOLO UN VOLO VERSO L’OBLIO?” 3. ANCORA: “NON È CHE QUESTO ENNESIMO PASTICCIO NASCE ANCHE PERCHÈ NOI, COME SEMPRE, CI ESTRANIAMO DALLA LOTTA?”. L’ECO ESATTA DI QUANTO DETTO DA RENZI ALL’EX COMICO GENOVESE. “FINO A QUANTO COSTRINGERAI I TUOI A STARE SULL’AVENTINO?” 4. DOMANDA CHE SI FA ANCHE IL SENATORE “RIBELLE” LUIGI ORELLANA: “DOVREMMO CHIEDERE ALLA RETE CHE COSA PENSA DELLA POSSIBILITÀ DI DISCUTERE CON IL PD” 5. IL SENATORE GRILLINO LORENZO BATTISTA: “RENZI HA PROPOSTO TRE MODELLI, GLI È STATO RISPOSTO DI NO SUL BLOG. POI CASALEGGIO HA RIBADITO I TRE NO. UN’OCCASIONE PERSA”
1 - TRA I 5 STELLE TORNA IL MALUMORE
Andrea Malaguti per âLa Stampa'
«Duce. Anzi. Peggio del Duce». Chi? «Renzi». Ah ecco. Il parlamentare Cinque Stelle Danilo Toninelli è un uomo che in genere non trasmette emozioni. Al massimo le racconta. Questa volta però si sfoga appellandosi alla Grande Storia. Anche se questa sembra a malapena cronaca.
«Il segretario del Pd, in sintonia con Berlusconi, fa peggio di Mussolini che nel 1923 aveva sì previsto una soglia del 25% per il premio, ma si era guardato bene dall'inserire il doppio turno. Con la proposta renziana un qualsiasi partito può governare anche col 20%».
Deriva autoritaria. Attentato alla santissima democrazia orizzontale. Che un po' è anche la linea di Maurizio Santangelo, capogruppo grillino al Senato. «Sulla legge elettorale il Movimento 5 Stelle non decide nelle segrete stanze delle sedi di partito o tra due sole persone, una delle quali condannata per frode fiscale ed espulsa dal Senato grazie al voto palese proposto e voluto da noi. Il M5S farà decidere e votare gli oltre 80.000 iscritti certificati in Rete».
Ottantamila? à fiero di se stesso. Deve essere quell'«oltre» a rassicurarlo. E quando lo scrive gli dispiace di non avere un fratello gemello che gli dia una pacca sulle spalle. Eppure sembra il triplo carpiato rovesciato della logica. Valgono più i tre milioni delle primarie democrat o - ipotizzando che decidano di esprimersi tutti - gli ottantamila del blog casalingo? Dettagli.
L'«Italicum» è una vergogna. Il timbro notarile arriva da Grillo, che nel pomeriggio, forse per testimoniare il collasso non solo narrativo, ma anche strutturale, dell'universo politico nostrano, aveva dato a Renzi dello showman. «La legge elettorale Renzie-Berlusconi, il "Pregiudicatellum", prevede che i partiti si scelgano i propri parlamentari. I cittadini devono stare a guardare. Liste bloccate con nominati da pregiudicati e condannati in primo grado e nessuna preferenza». Tutti compatti, dunque?
Mica tanto. L'Italicum non piace a nessuno. Ma c'è anche un altro problema che non lascia sereni gli inquieti parlamentari M5S. «Non è che questo ennesimo pasticcio nasce anche perchè noi, come sempre, ci estraniamo dalla lotta?». L'eco esatta di quanto detto da Renzi al Caro Leader genovese. «Fino a quanto costringerai i tuoi a stare sull'Aventino?». Domanda che si fa anche il senatore Orellana: «Dovremmo chiedere alla rete che cosa pensa della possibilità di discutere con il Pd».
Eresia? Scandalo? Vergogna? O un peccato che molti vorrebbero commettere? «Dobbiamo aggiustare la linea politica nazionale: togliere un po' di pepe e aggiungere un po' di carne. Il pepe dà sapore. La carne nutre», scrive il senatore Campanella, mentre alla Camera emissari del Pd provano a tessere nuovamente la tela con la parte dialogante dei Cinque Stelle. «Se passa questa legge elettorale d'ora in poi bisognerà iscriversi al Pd o a a Forza Italia per fare politica», chiosa l'onorevole Rizzetto. A che serve l'opposizione quando diventa solo un volo verso l'oblio?
2 - "QUEI TRE NO DI CASALEGGIO UN'OCCASIONE PERSA"
Da "la Repubblica"
Mai contaminarsi, piuttosto restare immobili mentre intorno tutto si muove per riformare la legge elettorale. Il Movimento cinque stelle dribbla ogni possibile trattativa. E il senatore grillino Lorenzo Battista osserva sconsolato, indeciso se cedere alla rabbia o alla delusione. «Renzi ha proposto tre modelli, gli è stato risposto di no sul blog. Poi Casaleggio ha ribadito i tre no. La considero un'occasione persa».
Senatore, dove avete sbagliato?
«Renzi decide di parlare con Berlusconi. Bene, forse commette un errore, potendo discutere magari con i capigruppo di Forza Italia invece che con l'ex premier. Ma lo fa, credo, per portare a casa un risultato. Resta un dato, in ogni caso».
Quale?
«Nessun partito può cambiare la legge da solo, bisogna discuterne con gli altri. E visto che un dialogo è stato avviato, avremmo potuto avanzare le nostre proposte a Renzi. Facendoci semmai dire di no da lui, invece di pronunciare noi un no senza discutere».
Siete ancora in tempo, forse. Cosa potete fare?
«Mah, ormai credo che i giochi siano fatti. à evidente che c'è stata un'accelerazione. Arriverà un disegno di legge e noi, pur votando contro, dovremo fare i conti con questa legge, con il doppio turno e lo sbarramento».
Sembra davvero amareggiato. Sente di non aver potuto incidere?
«Ero entrato in Parlamento per favorire un cambiamento. Diciamo che mi sarei aspettato qualcosa di più...».
Vi rivolgerete alla Rete. Ma forse sarà troppo tardi.
«I tempi della Rete e quelli della politica non sempre vanno d'accordo. Bastava fare un sondaggio e far scegliere agli attivisti se far partecipare il M5S al tavolo. Dicendo: caro Renzi, dici di essere il "rottamatore", accetta una legge elettorale che abbia come condizioni il limite dei due mandati, l'esclusione dalle liste dei condannati e il ritorno alle preferenze».
Qual è la vostra posizione sulla riforma?
«Che vuole che le dica... appena entrati in Parlamento abbiamo detto "tutti a casa". Poco dopo abbiamo votato la mozione di Giachetti per il Mattarellum».
à solo l'inizio...
«Poi abbiamo sostenuto che andava bene il Porcellum e che avremmo cambiato la legge solo dopo le prossime elezioni. Successivamente c'è stata la proposta di Toninelli, ora sul portale. Poi abbiamo sostenuto che si poteva votare con il modello uscito dalla sentenza della Consulta. E invece sarebbe bastato rilanciare, mettendo Renzi con le spalle al muro... ».
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