VERGOGNA E LIBERTÀ! - ADOLFO URSO SI DIMETTE DA VICEMINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E LASCIA COME RICORDINO UNA CONSULENZA DA 54 MILA EURO A FAVORE DI TALE ROSARIO CANCILA, CONSIGLIERE DI FAREFUTURO. MA CHE È ANCHE AZIONISTA DELL’IMMOBILIARE AGRICOLA LO SCHIOPPO I CUI SOCI SONO PIETRO, DARIO E PAOLO URSO, FIGLI E FRATELLO DI ADOLFO - LA RETTIFICA: LE NOTIZIE CONTENUTE NEI CONFRONTI DELL'ON.URSO ERANO PRIVE DI FONDAMENTO"
Da \"Il Mondo\" -
Adolfo Urso
Tenuta Lo Schioppo dei familiari di Urso
Lui se ne è andato. Il socio dei figli ancora no. Adolfo Urso, il 15 novembre, così come gli altri esponenti di Futuro e Libertà, ha lasciato l\'incarico di governo dimettendosi da viceministro dello Sviluppo economico. Eppure al ministero ha lasciato qualcosa. Nello scorso mese di giugno, infatti, è scattato un incarico di consulenza da 54 mila euro con scadenza il 31 dicembre. Beneficiario è Rosario Cancila, un imprenditore di origine siciliana trapiantato a Bologna che figura tra i consiglieri di FareFuturo, il think tank di Gianfranco Fini. Ma che è anche azionista dell\'immobiliare agricola Lo Schioppo i cui soci sono Pietro, Dario e Paolo Urso, figli e fratello di Adolfo.
RETTIFICA
In merito a quanto da noi pubblicato in data 19, 20 e 21 agosto 2010 e in data 26 novembre 2010 ci fa piacere ammettere di aver sbagliato e che le notizie ivi contenute nei confronti dell'On. Adolfo Urso erano del tutto prive di fondamento.
In modo specifico, tra l'altro, è del tutto evidente che l'On. Adolfo Urso non abbia ricevuto alcun avviso di garanzia per l'acquisto della sua casa come noi avevamo erroneamente preannunciato e che tutti gli atti inerenti sono risultati assolutamente conformi alle leggi.
Nella lunga attività politica, parlamentare e di governo mai in nessun caso si può rilevare atti discutibili commessi dall'on.Urso e mai in nessun caso egli ha avuto rilievi di carattere giudiziario. Sono risultate, inoltre, del tutto infondate le considerazioni emerse in merito alla proprietà agricola Lo Schioppo da noi pubblicate, in modo specifico laddove abbiamo contestato allo stesso Urso di essere socio di una persona condannata per diversi reati.
Per errore abbiamo confuso il dott. Enzo Poli, persona assolutamente stimata negli ambienti imprenditoriali, con un suo omonimo di una decina d'anni più grande, che svolge la stessa attività e che ha avuto, invece, diversi procedimenti giudiziari. Ci scusiamo ancora con l'On. Urso e in questo caso anche con il dott. Enzo Poli per il macroscopico errore in cui siamo incorsi.
Siamo certi che l'ammissione degli errori da noi commessi possa consentirci di riprendere con Urso quel rapporto di stima che crediamo anche lui abbia nei nostri confronti.
Prendo atto di quanto ammesso dal sito Dagospia in merito agli articoli diffamatori che erano stati pubblicati e risultati peraltro del tutto infondati, frutto evidentemente anche del clima politico di quei mesi e confermo al dott. D'Agostino il mio apprezzamento per l'attività che svolge. Il suo lavoro è particolarmente difficile e comprendo come si possa anche sbagliare, chi è in buona fede ammette gli errori. D'Agostino certamente lo è.