francesco giorgi antonio panzeri

“PANZERI? NON CREDIAMO A NIENTE DI QUELLO CHE DICE, CI STA PRENDENDO IN GIRO” – LE CLAMOROSE DICHIARAZIONI DEL CAPO DEGLI INVESTIGATORI DEL QATARGATE A FRANCESCO GIORGI, L’ASSISTENTE ANCORA AI DOMICILIARI PER IL PRESUNTO SCANDALO DI MAZZETTE E CORRUZIONE – LA POLIZIA HA PERQUISITO A GIORGI ANCHE GLI APPUNTI CHE STAVA RACCOGLIENDO PER I SUOI AVVOCATI: “SONO I METODI DI MANI PULITE, È UN’INTIMIDAZIONE” – SE FOSSE SMONTATA LA VERSIONE DI PANZERI, CHE HA ACCETTATO UN ACCORDO DI PENTIMENTO IN CAMBIO DI UNO SCONTO DI PENA, L’INTERA INCHIESTA CROLLEREBBE…

Estratto dell’articolo di Giuseppe Guastella per www.corriere.it

 

ANTONIO PANZERI

«Non crediamo a niente di quello che dice. Sappiamo benissimo che ci sta prendendo in giro, lo sappiamo. Ma esploderà tutto (…) lo so che ci sta mentendo»: le considerazioni del capo degli investigatori del Qatargate sull’attendibilità del pentito Antonio Panzeri, il pilastro principale su cui si fonda l'inchiesta, sono una doccia scozzese per il suo ex assistente  Francesco Giorgi.

 

Le ultime dichiarazioni di Panzeri risalgono a ben due mesi prima, ma nonostante le accuse pesanti del poliziotto, Giorgi, sua moglie Eva Kaili, gli eurodeputati Andrea Cozzolino e Marc Tarabella sono ancora ai domiciliari. «Devi essere pazzo per avere fiducia nella giustizia oggi. Avrò fiducia nella giustizia il giorno in cui giudici e pubblici ministeri non saranno nominati politicamente», continua il poliziotto, mentre Giorgi choccato lo registra di nascosto. In Belgio, i pm sono sottoposti al governo.

 

Abderrahim Atmoun Francesco Giorgi Pier Antonio Panzeri

L’audio è stato depositato oggi agli atti dell’inchiesta di Bruxelles e ai parlamentari europei dal difensore di Giorgi, l’avvocato Pierre Monville, che in una lettera lo attribuisce all’ ufficiale di pg.

 

Il colloquio è solo l’ultima delle iniziative prese dagli inquirenti belgi a sollevare pesanti sospetti su come sono state condotte le indagini e sul rispetto dei diritti fondamentali delle persone coinvolte. Se le dichiarazioni di Panzeri non trovassero riscontri, se non avesse detto il vero, potrebbe crollare l’intera inchiesta che ha incrinato l’immagine dell’assemblea parlamentare europea con i clamorosi arresti del 9 dicembre 2022, tra cui quello dell’allora vice presidente Kaili per una flagranza di reato che continua a sollevare molte perplessità.

 

FRANCESCO GIORGI EVA KAILI

A 14 mesi dalla deflagrazione, mentre il celebrato giudice istruttore Michel Claise ha prima lasciato l’inchiesta per un serio conflitto di interessi e poi la magistratura per andare in pensione e candidarsi senza alcun imbarazzo alle prossime elezioni federali e il pm Raphael Malagnini è stato trasferito, non sono ancora per niente chiare le basi su cui si fondano le accuse di una presunta associazione per delinquere finalizzata alla corruzione internazionale e al riciclaggio che sarebbe stata organizzata da Panzeri per tutelare gli interessi di Qatar e Marocco, ma che è ancora lontana dall’essere dimostrata.

 

ABDERRAHIM ATMOUN - FRANCESCO GIORGI - ANTONIO PANZERI

Mentre Giorgi il 27 aprile veniva interrogato dagli inquirenti, la polizia perquisiva di nuovo la sua abitazione sequestrando gli appunti destinati alla difesa che stava preparando il suo avvocato Monville. Giorgi sospetta che, grazie alle microspie istallate nel suo appartamento, dove era ai domiciliari, gli agenti sapessero in anticipo e con esattezza cosa cercare.

 

Con un comportamento inusuale per un ufficiale di polizia giudiziaria, come viene descritto nei documenti depositati dall’avvocato Monville, alle ore 11 del 3 maggio il super poliziotto si presenta da solo a casa di Giorgi per restituirgli un cellulare sequestrato. Giorgi è furente perché nelle annotazioni che ora sono nelle mani della magistratura ci sono le sue confidenze all’avvocato e la sua versione dei fatti per smentire punto per punto quella di Panzeri, che nei verbali è arrivato a tentare di scaricare tutto su di lui.

 

chiara cavilli gaia panzeri con la figlia e la mamma foto di chi

Spiega che i 600 mila euro che furono trovati nella valigia sequestrata al padre di Eva Kaili sono soldi di Panzeri al quale dovevano essere restituiti, e che gli altri 150 mila che sono stati sequestrati in casa li aveva trattenuti in rimborso di un prestito che aveva fatto all’ex europarlamentare di Articolo uno.

 

Racconta che la moglie non è stata mai corrotta, che ce ne sono le prove, e non c’entra con i traffici per Qatar, Marocco e Mauritania fatti all’ombra della ong «Fight impunity». Nessuna corruzione, è la sua tesi, perché i contanti erano il compenso per l’attività di lobbismo a favore dei tre Stati non dichiarata al fisco, come hanno scritto i servizi segreti belgi in una relazione e come ha confermato inizialmente lo stesso Panzeri, prima di accettare l’accordo di pentimento che gli ha garantito una condanna probabilmente inferiore a quello che avrebbe subito per evasione fiscale.

 

incontro all hotel di bruxelles

«Ora avete accesso alle mie note confidenziali che avevo preparato con il mio avvocato. Non è normale», protesta ricordando che fino ad allora era disposto a collaborare con gli inquirenti. «Ma sì, è normale, questo ci dimostra che hai accesso al fascicolo e che adatti i tuoi discorsi su ciò che è agli atti. Ma ci sono cose che non mettiamo agli atti», risponde il poliziotto, facendogli intendere che i documenti che sono stati presi in casa non saranno messi a disposizioni degli altri indagati. Questo, però, non impedirà che vengano pubblicati da un quotidiano di Bruxelles.

 

Il capo della polizia giudiziaria non crede agli indagati, sembra per principio. Per questo hanno fatto la perquisizione: «Non siamo stupidi. Quindi sappiamo che ci stai mentendo, sappiamo che ci sono cose che non ci dici. Allora abbiamo detto ok, vogliamo giocare, giochiamo. Abbiamo fatto la stessa cosa con Panzeri. Non pensare che, per il fatto che lui dica delle cose e che lo filmiamo, noi gli crediamo».

 

Michel Claise.

Sono molti i punti controversi delle dichiarazioni del pentito, come quando, dopo averla coinvolta inizialmente con Tarabella, ha ridimensionato il ruolo della sua amica ed eurodeputata italo-belga Maria Arena quando i poliziotti gli hanno chiesto di fare altri nomi, e lui ha chiamato in causa Kaili e Cozzolino.

 

Ma ci sono altri punti poco chiari, come la moglie e della figlia che furono arrestate in Italia su elementi evanescenti e poi scarcerate quando Panzeri ha detto sì all’accordo di pentimento, oppure la sorprendente revoca a metà gennaio, mentre gli indagati erano in carcere, del mandato di arresto (mai eseguito) per il ministro del lavoro del Qatar Al Marri e per l’ambasciatore del Marocco Atmoun, si dice in riconoscenza dell’aiuto dato dal Qatar per la scarcerazione di un belga accusato di spionaggio in Iran. Situazione curiosa: mentre i presunti corrotti languivano in cella, i corruttori erano liberi.

 

KAILI MINOGUE - BY CARLI

Il capo degli investigatori sostiene che era possibile sequestrare legalmente i manoscritti perché non c’era scritto che erano per il difensore. «Sono davvero scioccato perché questi sono i metodi che avevamo negli anni ‘90 in Italia con Mani Pulite. Questa è un’intimidazione».

 

«No, perché altrimenti il giudice non avrebbe emesso un mandato di perquisizione. E il giudice è il garante che le cose succedano sia a carico che a difesa», risponde l’ufficiale di polizia il quale, con Giorgi dice di aver perso fiducia nella giustizia belga, si abbandona ad una lunga considerazione sorprendente per il suo ruolo di tutore proprio della giustizia: «Non devi avere fiducia nella giustizia (…) qualunque sia il Paese e qualunque sistema giudiziario esso sia, non c’è giustizia» e, dopo il riferimento all’«ultimo procuratore di Bruxelles», aggiunge che la giustizia è controllata con i fili dai politici. Non ho fiducia nella politica, non ho fiducia nell’Unione Europea e non ho fiducia nei funzionari europei».

eva kaili lascia il carcere di bruxelleseva kaili PIER ANTONIO PANZERI Abderrahim Atmoun MANTALENA E EVA KAILI EVA KAILI EVA KAILI Eva Kaili Francesco Giorgi Niccolo Figa-Talamanca Pier Antonio Panzerieva kaili 2UNO DEGLI UFFICI DEL PARLAMENTO EUROPEO SIGILLATI PER ORDINE DELLA MAGISTRATURA banconote sequestrate a panzeri e eva kaili 6banconote sequestrate a panzeri e eva kaili 3eva kaili 5eva kaili 6EVA KAILI CON IL VELO eva kaili 2eva kaili 1EVA KAILI MANTALENA E EVA KAILISEDE DELLE ONG DI PANZERI E FIGA' TALAMANCA A BRUXELLESMaria Dolores Colleoni E SILVIA PANZERIantonio panzeriANTONIO PANZERI ANTONIO PANZERI IL PALAZZETTO DI BRUXELLES DOVE HANNO SEDE LE ONG DI PANZERI E FIGA' TALAMANCA MEME QATARGATE BY MACONDO ANTONIO PANZERI CON L ATTRICE ITZIAR ITUNOantonio panzeri con una valigia all hotel steigenberger wiltcher di bruxelles antonio panzeriincontro di panzeri con un uomo del qatar in un albergo di bruxelles antonio panzeri con una valigia all hotel steigenberger wiltcher di bruxelles antonio panzeri con una valigia all hotel steigenberger wiltcher di bruxelles Michel Claise

 

francesco giorgi eva kaili

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