enrico letta luigi di maio giuseppe conte

LETTA A DUE PIAZZE - DI MAIO LAVORA PER DISINNESCARE GLI ATTACCHI DI CONTE E CASALINO E DIFENDERE LA CADREGA, MA HA UN GROSSO DUBBIO, CHE HA UN NOME E UN COGNOME: ENRICO LETTA - IL SEGRETARIO DEL PD NON HA MAI MESSO IN DISCUSSIONE PEPPINIELLO APPULO, NEANCHE DOPO IL CASO BELLONI - I FEDELISSIMI DI LUIGINO: “CONTINUA A LAVORARE ALL’ALLEANZA PER LE AMMINISTRATIVE CON UNO CHE HA TUTT’ALTRI PROGETTI. VUOLE FORSE IL VOTO ANTICIPATO ANCHE LUI?”

 

Laura Cesaretti per “il Giornale”

 

luigi di maio mario draghi

Il giorno dopo le dimissioni dal cosiddetto «comitato di garanzia» del partito e il guanto di sfida all'ex premier Conte, Luigi Di Maio tace sulla contesa interna e rientra nei panni istituzionali, celebrando le «eccellenze italiane» di Sanremo e inviando messaggi ufficiali ai suoi omologhi.

 

Ma che la contesa sia appena cominciata lo dimostrano le opposte batterie di cecchini fatte scendere in campo dai duellanti: se sui giornali del mattino l'ottimo Rocco Casalino aveva organizzato una batterie di interviste pro-Giuseppi, con i fedelissimi Taverna, Patuanelli, Ricciardi e Turco che dicevano quanto è buono Conte e quanto è cattivo Gigino, i Di Maio boys non sono stati da meno.

 

PAOLA TAVERNA GIUSEPPE CONTE

Dalla napoletana Ciarambino (che ricorda perfidamente a Conte come, da oscuro avvocato, sia diventato premier solo grazie «alla rinuncia» e all'investitura dell'allora capo politico) al capogruppo Crippa, fino a Vincenzo Spadafora.

 

A farsi sempre più chiara, in ogni caso, è la posta in gioco: altro che i «valori» di M5s confusamente evocati da Beppe Grillo in uno sconclusionato post («Leggerezza, rapidità, molteplicità» e via divagando) ma il voto anticipato, e chi sceglierà i candidati alle prossime politiche.

 

È questo l'oggetto dello scontro mortale: Conte, in perfetta sintonia con personaggi alla Di Battista, vuol far saltare prima possibile il governo dell'odiato Draghi, vendicando la propria (benefica) cacciata da Palazzo Chigi.

conte di maio

 

Le elezioni anticipate gli sono necessarie per «coprire» il prossimo tonfo elettorale M5s alle amministrative 2022, che rischia di essere la pietra tombale sulla sua leadership. E vuol blindare liste di fedelissimi per il prossimo Parlamento, sperando di tornare in qualche modo al centro dei giochi.

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

 

È la ragione per cui agita lo spauracchio del «terzo mandato»: non solo per far pressione su Di Maio minacciando di escluderlo dalle liste (sarebbe comunque complicato, visto che la regola si abbatterebbe anche sui suoi, da Taverna a Bonafede, e persino sul presidente della Camera Fico), ma soprattutto per spaventare i parlamentari - sono 66 quelli sub iudice - e costringerli a scegliere tra lui e Gigino con il ricatto della non candidatura.

 

Del resto è lo stesso Marco Travaglio, tutore e guru politico (insieme a Dibba) di Conte, a definire i termini della resa dei conti interna: «Non è una lite tra comari né una guerra per la leadership; ma un dissidio politico sul draghismo».

 

gianni letta luigi di maio

Se l'ex premier vuol far di tutto per abbattere prima possibile il suo successore (come si è visto anche nella opaca partita che ha giocato sul Quirinale), l'obiettivo di Di Maio è opposto: difendere il governo e la leadership di Draghi, assicurare la durata della legislatura e lavorare per una collocazione più moderata e governista del partito.

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

Su questa linea, però, ha un problema chiamato Pd: «Noi stiamo cercando di smontare il piano di Conte, che vuole andare a elezioni e fare sponda con Salvini e persino Meloni - confida un dirigente fedele a Di Maio - ma la vera domanda è: che vuol fare Letta?». Il segretario dem, infatti, non ha messo in discussione l'asse con l'ex premier grillino neppure dopo il caso Belloni, né ha preso le distanze dalla deriva filo-Dibba del capo politico M5s: «Anzi - dicono i dimaiani - Letta continua a lavorare all'alleanza per le amministrative con uno che ha tutt'altri progetti. Vuole forse il voto anticipato anche lui?».

LUIGI DI MAIO - BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTEenrico letta giuseppe conte matteo salvini matteo renzi meme by carloenrico letta e giuseppe conte 1luigi di maio giuseppe conte meme by carli

Ultimi Dagoreport

elon musk steve bannon village people donald trump

KITSCH BUSSA ALLA NOSTRA PORTA? – LA MOTOSEGA DI MUSK, I SALUTI ROMANI DI BANNON, IL BALLO DI TRUMP COI VILLAGE PEOPLE: FARSA O TRAGEDIA? - VINCENZO SUSCA: ‘’LA CIFRA ESTETICA DELLA TECNOCRAZIA È IL KITSCH PIÙ SFOLGORANTE, LOGORO E OSCENO, IN QUANTO SPETTACOLARIZZAZIONE BECERA E GIOCOSA DEL MALE IN POLITICA - MAI COME OGGI, LA STORIA SI FONDA SULL’IMMAGINARIO. POCO IMPORTANO I PROGRAMMI POLITICI, I CALCOLI ECONOMICI, LE QUESTIONI MORALI. CIÒ CHE IMPORTA E PORTA VOTI, PER L’ELETTORE DELUSO DALLA DEMOCRAZIA, TRASCURATO DALL’INTELLIGHÈNZIA, GETTATO NELLE BRACCIA DI TIK TOK, X, FOX NEWS, È EVOCARE NEL MODO PIÙ BRUTALE POSSIBILE LA MORTE DEL SISTEMA CHE L'HA INGANNATO”

friedrich merz ursula von der leyen manfred weber giorgia meloni

DAGOREPORT - CON LA VITTORIA IN GERMANIA DELL’ANTI-TRUMPIANO MERZ E IL CONTENIMENTO DEI NAZI DI AFD NELLE FILE DELL’OPPOSIZIONE, TUTTO È CAMBIATO - E DAVANTI A UN’EUROPA DI NUOVO IN PIEDI, DOPO IL KNOCKOUT SUBITO DAL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA, PER LA ‘DUCETTA’ SI PREPARANO GIORNI ALL’INSEGNA DELLE INVERSIONI A U – L’ITALIA HA VOTATO CON L'EUROPA LA RISOLUZIONE SULL'INTEGRITÀ TERRITORIALE DI KIEV, CONTRO GLI STATI UNITI – CHI HA CAPITO L’ARIA NUOVA CHE TIRA, E' QUEL “GENIO” DI FAZZOLARI: “LA VOGLIA DI LIBERTÀ DEL POPOLO UCRAINO CHE È STATA PIÙ FORTE DELLE MIRE NEO IMPERIALI DELLE ÉLITE RUSSE” - SE NON AVESSE DAVANTI QUELL’ANIMALE FERITO,  QUINDI PERICOLOSO, DI SALVINI, LA STATISTA DELLA GARBATELLA FAREBBE L’EUROPEISTA, MAGARI ALL’ITALIANA, CON UNA MANINA APPOGGIATA SUL TRUMPONE – MA ANCHE IN CASA FDI, C’È MARETTA. IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI EDMONDO CIRIELLI HA IMPLORATO MERZ DI FARE IL GOVERNO CON I POST-NAZI DI AFD…

veronica gentili alessia marcuzzi roberto sergio giampaolo rossi myrta merlino

A LUME DI CANDELA - “QUESTO PROGRAMMA NON È UN ALBERGO”: AI PIANI ALTI DI MEDIASET SI RUMOREGGIA PER LE FREQUENTI ASSENZE DI MYRTA MERLINO A “POMERIGGIO CINQUE” (LE ULTIME RICHIESTE: DUE GIORNI A MARZO E PONTE LUNGHISSIMO PER PASQUA E 25 APRILE) – VERONICA GENTILI ALL’ISOLA DEI FAMOSI: È ARRIVATA LA FUMATA BIANCA – IL NO DI DE MARTINO AGLI SPECIALI IN PRIMA SERATA (HA PAURA DI NON REPLICARE IL BOOM DI ASCOLTI) – CASCHETTO AGITATO PER LE GAG-ATE DI ALESSIA MARCUZZI - LO SHAMPOO DELLA DISCORDIA IN RAI - IL POTENTE POLITICO DI DESTRA HA FATTO UNA TELEFONATA DIREZIONE RAI PER SOSTENERE UNA DONNA MOLTO DISCUSSA. CHI SONO?

donald trump paolo zampolli

DAGOREPORT - LA DUCETTA SUI TRUMP-OLI! OGGI ARRIVA IN ITALIA IL MITICO PAOLO ZAMPOLLI, L’INVIATO SPECIALE USA PER IL NOSTRO PAESE, NONCHÉ L’UOMO CHE HA FATTO CONOSCERE MELANIA A DONALD. QUAL È IL SUO MANDATO? UFFICIALMENTE, “OBBEDIRE AGLI ORDINI DEL PRESIDENTE E ESSERE IL PORTATORE DEI SUOI DESIDERI”. MA A PALAZZO CHIGI SI SONO FATTI UN'ALTRA IDEA E TEMONO CHE IL SUO RUOLO SIA "CONTROLLARE" E CAPIRE LE INTENZIONI DELLA DUCETTA: L’EQUILIBRISMO TRA CHEERLEADER “MAGA” E PROTETTRICE DEGLI INTERESSI ITALIANI IN EUROPA È SEMPRE PIÙ DIFFICILE – I SONDAGGI DI STROPPA SU PIANTEDOSI, L’ATTIVISMO DI SALVINI E LA STORIA DA FILM DI ZAMPOLLI: FIGLIO DEL CREATORE DELLA HARBERT (''DOLCE FORNO''), ANDÒ NEGLI STATES NEGLI ANNI '80, DOVE FONDÒ UN'AGENZIA DI MODELLE. ''TRA LORO HEIDI KLUM, CLAUDIA SCHIFFER E MELANIA KNAUSS. PROPRIO LEI…”

giorgia meloni donald trump joe biden

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI, FORSE PER LA PRIMA VOLTA DA QUANDO È A PALAZZO CHIGI, È FINITA IN UN LABIRINTO. E NON SA DAVVERO COME USCIRNE. STAI CON NOI TRUMPIANI O CONTRO DI NOI? CI METTI LA FACCIA O NO? IL BRITANNICO NEO-MAGA NIGEL FARAGE HA DICHIARATO CHE AVREBBE PREFERITO CHE MELONI PRENDESSE POSIZIONI PIÙ DURE CONTRO L’UNIONE EUROPEA, ALTRO SEGNALE: COME MAI ANDREA STROPPA, TOYBOY DELL'ADORATO MUSK, SPINGE SU X PER IL RITORNO DI SALVINI AL VIMINALE? VUOLE PER CASO COSTRINGERMI A USCIRE ALLO SCOPERTO? OGGI È ARRIVATA UN'ALTRA BOTTA AL SISTEMA NERVOSO DELLA STATISTA DELLA GARBATELLA LEGGENDO LE DICHIARAZIONI DI JORDAN BARDELLA, IL PRESIDENTE DEL PARTITO DI MARINE LE PEN, CHE HA TROVATO L’OCCASIONE DI DARSI UNA RIPULITA PRENDENDO AL VOLO IL "GESTO NAZISTA" DI BANNON PER ANNULLARE IL SUO DISCORSO ALLA CONVENTION DEI TRUMPIANI A WASHINGTON - E ADESSO CHE FA L’EX COCCA DI BIDEN, DOMANI POMERIGGIO INTERVERRÀ LO STESSO IN VIDEO-CONFERENZA?