
IL ''PROCESSO'' DI BISCARDI FINISCE IN TRIBUNALE - IMPRESARIO RINVIATO A GIUDIZIO PER TENTATA ESTORSIONE: HA MINACCIATO DI NON FAR ANDARE IN ONDA IL PROGRAMMA SE NON GLI FOSSERO STATI PAGATI 20MILA EURO
Francesco Salvatore per “la Repubblica - Roma”
HA minacciato di non far andare in onda il programma cult degli appassionati di calcio, “Il processo di Biscardi”, se non gli fossero stati pagati 20mila euro, per due puntate in realtà mai effettuate.
Un tentativo a vuoto quello dell’impresario Angelo Arquilla, al tempo gestore dei Teatri Panama, dove veniva registrata la trasmissione. Maria Antonietta Biscardi, figlia del giornalista e amministratrice della società che produceva il programma, la Frenter Communication, non ha accettato e ha rescisso il contratto. Poi ha chiamato l’avvocato Carlo Taormina, ospite fisso della trasmissione accanto al papà, e ha denunciato in procura i fatti, del gennaio 2009.
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Da qui è partita un’indagine penale, arrivata ieri all’udienza preliminare: Arquilla, accusato di tentata estorsione, è stato rinviato a giudizio. «Sono certo che si dimostrerà la sua estraneità — spiega il difensore, Marco Casalini — la vicenda ha già avuto un esito favorevole per lui: un giudice civile, nel 2009, ha accertato l’illegittima risoluzione contrattuale di Frenter Communication, condannandola a risarcire 115mila euro. Soldi non ancora pagati nonostante i pignoramenti ».
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