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TANGO E CRASH - RIMONTA SHOW DI ROSSI IN ARGENTINA: SPORTELLATE CON MARQUEZ (CHE CADE) E POI LA FESTA SUL PODIO CON LA MAGLIA DI MARADONA: “MI AVVICINAVO ALLO SPAGNOLO E SENTIVO IL SUO ODORE, É STATO BELLISSIMO”

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Matteo Aglio per “la Stampa”

 

Marc Marquez nell’erba della via di fuga a maledire il proprio errore, Valentino Rossi ad alzare al cielo per la 110ª volta nella sua carriera la coppa del 1º posto, con addosso la maglia di Maradona. «L’avevo già pronta dall’anno scorso e ora ho potuto metterla, Diego è lo sportivo per eccellenza per quelli della mia età. Ma non ho pensato al suo n. 10 per il prossimo titolo» ha scherzato. Il Gp dell’Argentina è stato lo scenario dell’ennesimo miracolo del Dottore. Come in un thriller, il colpo di scena finale ha eliminato tutte le certezze in un crescendo inarrestabile.

 

Dopo il 1º giro sembrava il solito copione: il piccolo diavolo Marquez solo al comando e Valentino perso in centro al gruppo dopo una partenza dimenticabile. I primi 10 giri sono stati vivacizzati solo dai sorpassi di Rossi, mentre Marquez prendeva 4” di vantaggio. Poi è iniziata la rimonta, la caccia del campionissimo al suo erede: a 9 giri dall’arrivo i secondi erano diventati 3, a 5 giri dalla fine c’è stato il miglior tempo della gara, al penultimo giro l’attacco.
 

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La zampata del Dottore 

Il vecchio campione non ha lasciato scampo al giovane rivale. «Mi avvicinavo e sentivo il suo odore, è stato bellissimo». L’ha attaccato senza successo una prima volta, poi ha affondato di nuovo: Marc ha cercato di resistere, un primo contatto, Valentino si è difeso, ha chiuso la porta e la ruota anteriore della Honda ha toccato la posteriore della Yamaha. Marquez è andato a terra. «Mi dispiace per lui, spero non si sia fatto niente. Lui è uno che dà sempre il tutto per tutto, ma ha sbagliato» ha commentato il Dottore.

 

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Meglio non poteva andare, perché ora guida la classifica con 66 punti di vantaggio, 30 più del piccolo diavolo. Ma non è l’unica buona notizia, perché nei primi tre posti del Mondiale ci sono altrettanti italiani, con Dovizioso 2º e Iannone 3º sulle Ducati. Valentino ha vinto prima della partenza, quando ha montato nel treno posteriore la gomma più dura al contrario di Marquez. 
 

rossi con la maglia di maradonarossi con la maglia di maradona

Strategia perfetta
«Con la squadra abbiamo azzeccato tutte le mosse - ha raccontato Rossi -. Per assurdo la moto andava meglio con gli pneumatici usati e mi sarebbe piaciuto lottare con Marc fino all’ultimo giro. Bacerei sulla bocca il mio capotecnico Galbusera! Quando ho visto la Honda sempre meno lontana ho capito che lo avrei preso». È arrivata una vittoria importante, al momento giusto, una risposta immediata al campione del mondo che ora è solo 5º nel Mondiale. «Ho buone possibilità di lottare per il campionato», ha abbozzato il Dottore: ora non pensare a quel 10º titolo è impossibile.
 

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Bene anche Dovizioso, che ha fatto una gara intelligente e veloce, salendo sul secondo gradino del podio. Ha seguito come un’ombra Valentino e ha sfruttato l’errore di Marquez. «E’ stato un fine settimana difficile ma strepitoso - ha gioito il forlivese -. Per tre gare di fila sono sul podio, questa moto ha molta sostanza e possiamo solo migliorare, il mio stato d’animo e il mio approccio alle gare stanno facendo la differenza.

 

Non possiamo che essere contenti e su alcune piste sono certo che potremo dire la nostra». L’ultimo posto sul gradino del podio l’ha preso Cal Crutchlow, che ha salvato il fine settimana della Honda. Quarto posto per Iannone, che ha tenuto alle proprie spalle Lorenzo ancora una volta autore di una prestazione opaca.

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