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MODRIC D’ORO – SCONCERTI: È UN PREMIO CHE ARRIVA TARDI. SONO ANNI CHE IL CROATO È IL MIGLIOR CENTROCAMPISTA DEL MONDO. CR7? GIOCA NELLA MIGLIOR SQUADRA D' EUROPA, LA JUVE. E POI SI PUO’ CONSOLARE CON EINSTEIN. ECCO PERCHE’ – LA GUERRA, L' INFANZIA DA RIFUGIATO, LE FRATTURE ALLE GAMBE, LE BOCCIATURE DI ALLENATORI FRETTOLOSI PER I QUALI ERA TROPPO GRACILE. NIENTE E NESSUNO È RIUSCITO A FERMARE MODRIC: "IL MIO SEGRETO? LAVORO, FIDUCIA IN ME STESSO E…" - VIDEO

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Mario Sconcerti per il Corriere della Sera

 

Se il Pallone d' oro si dà al calciatore migliore e non a quello che ha vinto di più in stagione, perché non hanno vinto di nuovo Ronaldo o Messi, in special modo il primo che ha cambiato la sua vita e i suoi avversari portando lo stesso rendimento in una terra del non gol come l' Italia? È una bella domanda, ma ha una buona risposta: perché Modric nel suo ruolo è il migliore, come Ronaldo e Messi nel loro.

 

La regola è rispettata. Fanno solo mestieri diversi. Che Ronaldo e Messi abbiano occupato dieci anni con la loro differenza, è la conferma che dietro di loro tutto stentava a crescere, nascevano nuove tattiche ma non nuovi giocatori. Premiare oggi Modric significa aggiungere, non cancellare. Semmai è un premio che arriva tardi.

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Sono anni che Modric è il miglior centrocampista del mondo. In molti sono partiti al suo fianco e sono stati quasi tutti perduti. C' è poi il bisogno di rimediare a un errore d' interpretazione che stava soffocando il premio: il gol è la cosa più importante del calcio, ma non l' unica.

 

Conta chi para, chi difende e soprattutto chi inventa gioco. Modric lo fa. Dieci anni senza corsa, con il premio diviso sempre tra Messi e Ronaldo, stavano facendo diventare tutto un' abitudine, cancellavano la notizia. Ronaldo capirà.

 

Gioca nella miglior squadra d' Europa, può vincere tutto un' altra volta.

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L' anno giusto per il sesto Pallone d' oro è il prossimo.

 

Oggi c' era da alleggerire l' albo in un' epoca in cui il calcio è ormai dovunque in mano alle stesse squadre. Il timore di una dittatura della minoranza, di sfumature di noia, esiste. Altrimenti non inventerebbero sempre nuovi tornei internazionali proprio per i nuovi perdenti (Nations League, UEL2, restyling della Champions). Se crede, Ronaldo può consolarsi con Einstein. Ha vinto un Nobel, ma non per la relatività, la sua grande visione. Quella ai giurati sembrava più filosofia che fisica, non vollero mai premiarla. Si accorsero poi che a perderci era più il Nobel che Einstein e rimediarono tardi premiandolo per l' effetto fotoelettrico, un gioco geniale, ma rispetto al resto poco più di un gioco. Modric per Ronaldo è stato quel gioco.

 

 

 

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L' oro di Modric

Paolo Tomaselli per il Corriere della Sera

 

Lupi, bombe, guerre, l' infanzia da rifugiato, le fratture alle gambe, le bocciature di allenatori frettolosi per i quali era troppo gracile. Niente e nessuno è riuscito a fermare Luka Modric nella sua lunga corsa con il pallone sempre incollato al piede, in cerca del dribbling definitivo e del passaggio perfetto. Ieri, sotto le eleganti volte del Grand Palais di Parigi (tra qualche fischio isolato), quel pallone è diventato tutto d' oro e Lukita adesso è il giocatore più forte dell' anno di grazia 2018.

 

«Quella che provo è un' emozione che non riesco a descrivere - dice Modric che ascolta anche il messaggio della presidente croata e i complimenti in lacrime dei suoi genitori -. È incredibile superare dopo dieci anni due fenomeni come Ronaldo e Messi, ma anche battere gli altri grandi candidati. Il mio segreto? Lavoro, resilienza e fiducia in me stesso. Niente è stato facile per me».

 

Nel giorno del Pallone d' oro, il materiale di cui è fatto il campione croato - e che lo rappresenta meglio - è sicuramente un altro: l' acciaio.

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Proprio quello che serviva per spezzare il dominio di Cristiano e Leo. Lo juventino è secondo (Messi quinto), ma non si fa vedere per congratularsi con l' ex compagno del Real, con cui a maggio ha conquistato la quarta Champions in cinque anni: ad abbracciare Modric, come ha fatto cinque volte con CR7, ci pensa quindi Florentino Perez, presidente del Real Madrid.

 

La campagna del Real per i suoi fenomeni (sono 17 i palloni d' oro finiti al Bernabeu con 10 campioni diversi) è ancora vincente, ma è stata soprattutto la campagna di Russia di Modric, nonostante la sconfitta in finale con la Francia, a convincere i 180 giornalisti elettori a puntare sull' uomo simbolo del calcio croato.

 

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Che ieri ha vinto anche in tribunale, una partita non banale: a Zagabria, Modric è stato scagionato dalle accuse di falsa testimonianza nel processo per corruzione che riguarda il boss del calcio locale Zdravko Mamic (condannato a 6 anni e mezzo di prigione e latitante in Bosnia), figura chiave per la carriera di Lukita.

 

Il numero 10 che a cinque anni pascolava le pecore tra i lupi e ha vissuto da rifugiato a Zara per scampare alle bombe della guerra, ha scartato uno ad uno i francesi e ha staccato nettamente Ronaldo: a Modric sono andati 753 punti, a Cristiano 476, a Griezmann 414 e a Mbappé 347. A Kylian Mbappé, che a 19 anni è stato il più precoce a segnare una doppietta al Mondiale e il primo a far gol in finale dai tempi di Pelé nel 1958, è andato il nuovo trofeo Kopa dedicato agli Under 21: «Quei tre davanti a me sono stati più bravi» ha detto il fenomeno che prenota già il futuro.

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Ma il presente è tutto del «Cruyff croato», come veniva chiamato Modric quando il viso emaciato, il ciuffo e il tocco di palla ricordavano quelli del genio olandese. Pirlo e Iniesta sono i maghi del centrocampo ai quali Luka è stato accostato in seguito: la sua scalata è stata più dura, non solo perché da bambino gli è stato ammazzato il nonno Luka a pochi metri da casa o perché nel 2013 al Real veniva eletto peggior acquisto della Liga (preso dal Tottenham per 40 milioni). Ma è arrivata in cima, almeno a livello individuale. Giusto? Sbagliato? Di sicuro quello del ragazzino che affinava la tecnica nei lunghi pomeriggi nell' hotel dei rifugiati e poi ha trasformato il suo pallone in oro, resta un viaggio unico. Da celebrare.

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