
ADESSO BASTA: L’IRLANDA E GLI ALTRI PARADISI FISCALI EUROPEI DEVONO SMETTERLA DI FARE DUMPING E ACCETTARE REGOLE COMUNI. ALTRIMENTI, S’ATTACCASSERO AL TRUMP – FACEBOOK E LE ALTRE MULTINAZIONALI A STELLE E STRISCE HANNO PIAZZATO LA SEDE EUROPEA A DUBLINO PER NON PAGARE LE TASSE ED ESSERE INTEGRATE NEL MERCATO UNICO UE (COSÌ POSSONO AGGIRARE ANCHE LE CONTRO-TARIFFE EUROPEE). MA IL “DAZISMO” DEL TYCOON, COME AVVENUTO PER LA DIFESA, CI IMPONE UNA SVOLTA: NON È TEMPO DI REALIZZARE L’UNIONE FISCALE?
IRLANDA: CON I DAZI DI TRUMP A RISCHIO 80MILA POSTI DI LAVORO E 18,4 MILIARDI IN FUMO
Estratto dell’articolo di Enrico Marro per www.ilsole24ore.com del 24 marzo 2025
I DAZI DI TRUMP - VIGNETTA BY GIANNELLI
Una recessione con una contrazione del Pil fino al 3,7% nei prossimi 5-7 anni, da 50mila a 80mila posti di lavoro bruciati, danni per l’economia stimati in 18,4 miliardi di euro, ma soprattutto la fuga generalizzata delle multinazionali dalla Tigre Celtica dopo oltre trent’anni di flirt proficuo per entrambe le parti.
Stando alle recenti stime del Governo irlandese e dell’Economic and Social Research Institute (Esri), il “worst case” scenario di una guerra commerciale totale tra Usa e Ue, con dazi generalizzati del 25% imposti dalla Casa Bianca e controdazi altrettanto vendicativi da parte di Bruxelles, si tradurrebbe in una catastrofe per l’Isola di Smeraldo e per il suo surplus commerciale nei confronti di Washington.
«Le politiche protezionistiche potrebbero spingere le multinazionali a trasferirsi negli Stati Uniti, mettendo ancora più a rischio l’economia e le finanze pubbliche irlandesi», ha chiarito Paul Egan, responsabile della ricerca dell’Economic and Social Research Institute.
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Trump ha più volte minacciato di voler rimpatriare tasse e posti di lavoro dall’Irlanda: nel suo recente incontro alla Casa Bianca con il primo ministro dell’Eire, Micheál Martin, aveva accusato Dublino di aver «portato via le aziende americane» con le sue politiche fiscali.
[…] Le ricadute di una guerra commerciale a tutto campo sarebbero molto pesanti in particolare per alcuni settori dell’economia irlandese. A rischio sono soprattutto farmaceutica e produzione di dispositivi sanitari, ma anche il digitale di Big Tech nelle “dockland” di Dublino e non da ultimo food e soprattutto beverage: l’Irlanda vende circa 800 milioni di euro di alcolici agli Stati Uniti ogni anno, più della metà dei quali è rappresentata da whisky.
SEDE DI FACEBOOK IN IRLANDA, A DUBLINO
TRUMP ACCUSA L’IRLANDA DI SPOSTARE AZIENDE AMERICANE: NUOVE TENSIONI COMMERCIALI IN ARRIVO
Estratto dell’articolo da www.ilsole24ore.com del 12 marzo 2025
«I dazi reciproci stanno per arrivare» ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Trump, che ha accolto il primo ministro irlandese, Micheál Martin, alla Casa Bianca, e ha accusato l’Irlanda di aver “portato via le aziende americane” con le sue politiche fiscali. «Non vogliamo fare niente per colpire l’Irlanda ma vogliamo correttezza» ha aggiunto.
Gli Stati Uniti “non si faranno maltrattare più sul commercio” ha detto Trump, parlando dallo Studio Ovale. A proposito di flessibilità sui dazi, ha detto il presidente che «ce ne sarà poca una volta che avremo iniziato». I
gettito raccolto dalla tassazione del reddito delle societa in europa
n particolare Trump promette “ritorsioni” contro i dazi imposti dall’Ue. «Risponderò». E si è detto convinto che gli Stati Uniti “vinceranno la battaglia commerciale con l’Unione europea”. Ha poi promesso: «Abbasserò le tasse per le aziende se i democratici si comporteranno bene» e ha così risposto a una domanda della stampa se intendesse seguire il modello dell’Irlanda.
DONALD TRUMP CON IL LIBRONE DEI DAZI
SEDE DI FACEBOOK IN IRLANDA, A DUBLINO
donald trump firma l ordine esecutivo sui dazi reciproci