“ALPHABET” DELLA DISCORDIA - LA BMW VUOLE PORTARE GOOGLE IN TRIBUNALE PER RIVENDICARE IL MARCHIO “ALPHABET”, CHE È UNA CONTROLLATA DELLA CASA AUTOMOBILISTICA ATTIVA NEI SERVIZI DI LEASING E CAR SHARING

Da "il Giornale"

 

BMWBMW

La compagnia automobilistica tedesca Bmw ha attivato i propri legali per verificare se la decisione di Google di trasformarsi in una conglomerata chiamata «Alphabet» non vada a ledere i suoi diritti di esclusiva sull' uso del marchio, che è usato dalla controllata Alphabet Fuhrparkmanagement, attiva nei servizi di leasing di lunga durata e nel car sharing.

 

La violazione implica che il danneggiato debba provare che la sovrapposizione della parola alphabet crei «confusione» tra i consumatori nell' uso del prodotto. Il suo sito internet, alphabet.com, al momento dell'annuncio di Google è stato subito preso d' assalto dagli utenti ed è rimasto bloccato per ore.

ALPHABET - GOOGLEALPHABET - GOOGLE

 

«Stiamo esaminando se ci sono implicazioni sui marchi» in termini di diritti, hanno spiegato i portavoce di Bmw, precisando di non essere stati avvertiti in anticipo da Google per chiarire l' utilizzo del marchio nè di aver ricevuto offerte per il dominio internet. E Monaco fa sapere anche che non c'è nessuna intenzione di venderlo, visto che il sito rappresenta una parte «molto attiva» del business di Alphabet. Come se non bastasse, Alphabet è un nome parecchio in voga negli Usa: ci sono attualmente 103 marchi registrati che usano questa parola o variazioni simili.

 

ALPHABET - BMWALPHABET - BMW

Per dimostrare la violazione - secondo l' ufficio Usa che rilascia i brevetti - bisogna far vedere che il nuovo Alphabet crea una possibile confusione tra i consumatori e questo accade se entrambi i marchi offrono prodotti e servizi simili. E Google e Bmw sono in concorrenza nel segmento delle auto elettriche e della mappatura elettronica.

 

Intanto la nuova Alphabet statunitense ha scelto per il proprio sito web un dominio temporaneo, abc. xyz, da dove il cofondatore Larry Page ha rassicurato i clienti: «Non preoccupatevi, ci stiamo ancora abituando anche al nome!».

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