CDB MISTERY - A CHI AVRÀ VENDUTO PER LA SOMMETTA DI 110 MILIONI € LA SUA VILLONA SARDA DE BENEDETTI? - TRATTASI DEL SOLITO RUSSO MA OGGI “REPUBBLICA” SMENTISCE L’ACQUISTO DA PARTE DEL MAGNATE MORDASHOV - LA STUPENDA VILLA “ROCKY RAM” (OCCHIO, VUOL DIRE “VILLA MUFLONE”), 400 METRI QUADRATI DI LUSSO INTEGRALE, CON PISCINE INTEGRATE TRA GLI SCOGLI E 19 STANZE, ERA DELL’INGEGNERE DAGLI ANNI ‘70: TROPPO TEMPO, ANCHE IL LUSSO STANCA…

1 - LA VILLA IN SARDEGNA NON È DI MORDASHOV
Precisazione di Luciano Luffarelli (Comunicazione d'impresa) a "la Repubblica"
Si precisa che non è Alexey Mordashov il magnate russo acquirente della proprietà immobiliare venduta dall'imprenditore Carlo De Benedetti in Costa Smeralda.

2 - LA VILLA DI DE BENEDETTI A UN MAGNATE RUSSO
Antonia Jacchia per il "Corriere della Sera"

Dopo gli sceicchi arabi, anche gli oligarchi russi fanno rotta sulla Costa Smeralda, uno degli scorci di mare più belli del mondo, meta preferita del jet set in cerca della «Dolce vita». Poco più di una settimana fa, sopra Olbia, è sbarcato l'emiro del Qatar, Hamad bin Kalifa al-Thani (tra i più ricchi del pianeta) che, attraverso il fondo sovrano Qatar Holding, ha tutta l'intenzione di acquistare le proprietà della Colony Capital del miliardario americano di origine libanese Tom Barrack (tra cui gli hotel a 5 stelle di Cala di Volpe, Pitrizza, Romazzino e Cervo Hotel).

Ora anche la villa di Carlo De Benedetti cambia proprietario. E per una cifra da capogiro. Adagiata sulla scogliera di Capo Capaccia a Romazzino, villa Rocky Ram (questo il nome della dimora acquistata da De Benedetti negli anni Settanta, 400 metri quadrati di lusso puro, con piscine integrate tra gli scogli che danno sul mare, e 19 stanze) è stata venduta per 110 milioni di euro (pare che l'ingegnere inizialmente volesse 150 milioni).

L'identità dell'acquirente non è confermata, una cosa è certa: a comprare è un russo e la firma della compravendita sarebbe avvenuta nello studio del notaio Carlo Munafò a Saronno. La prima ipotesi circolata ieri (ma tramontata in serata) è quella del magnate russo Alexey Mordashov, il re dell'acciaio negli Urali, proprietario della Lucchini. Da anni il miliardario, patron della Severstal, ha messo il cartello «Vendesi» sulla traballante industria bresciana, rimasta oltre un anno sull'orlo del baratro e salvata dalle banche.

Ed era curioso ieri l'accostamento dell'eventuale acquisto da parte dell'oligarca russo della supervilla in Sardegna con la vendita della storica sede Lucchini di Brescia, all'interno del piano di ristrutturazione dell'acciaio made in Italy. Della serie, Mordashov da un lato sembra volersi allontanare dal nostro Paese (vendendo la Lucchini), dall'altro, acquistando casa, crea un nuovo legame con l'Italia. In realtà, anche se Rocky Ram non andasse a Mordashov, l'ingegnere di Cherepovets ha già preso casa in Costa Smeralda.

Nell'autunno scorso ha acquistato per 13 milioni di euro la megavilla sul golfo di Cugnana, a pochi chilometri di distanza da Porto Rotondo, dalla famiglia Ferrari (storici imprenditori delle cerniere di Lecco). E, stakanovista come è, ha fiutato non solo la possibilità di uno svago personale, ma anche il business turistico legato alla «perla» sarda. E avrebbe messo sul piatto 100 milioni per comperare immobili di lusso e creare resort destinati ai vip.

Da anni la classe emergente russa, in cerca di status symbol per mostrare la ricchezza accumulata, sbarca nelle discoteche alla moda della costa sarda e si guarda in giro per accaparrarsi dimore lussuose. Un esempio? Tariko Roustam, il finanziere re della vodka che di recente ha acquisito anche Gancia, in Italia viene soprattutto d'estate, in vacanza: a Villa Minerva, in Costa Smeralda, acquistata nel 2004 da Veronica Lario, quando non era ancora separata da Berlusconi, per 15 milioni.

 

 

Il fotoromanzo di Striscia contro De Benedetti e Lerner 0Il fotoromanzo di Striscia contro De Benedetti e Lerner 1Il fotoromanzo di Striscia contro De Benedetti e Lerner 3Il fotoromanzo di Striscia contro De Benedetti e Lerner 2Il fotoromanzo di Striscia contro De Benedetti e Lerner 4Il fotoromanzo di Striscia contro De Benedetti e Lerner 5

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”