pietro labriola vincent bollore tim

CI VOLEVANO I DAZI DI TRUMP PER SBLOCCARE IL DOSSIER TIM – LA CESSIONE DEL 5% DELLA QUOTA DI TIM È SOLO IL PRIMO PASSO DI VIVENDI: IL GRUPPO DI BOLLORÈ VUOLE DISMETTERE QUASI COMPLETAMENTE LA SUA PARTECIPAZIONE, SCENDENDO INTORNO AL 5% PER MANTENERE UNA POSIZIONE “STRATEGICA”, ENTRO IL 2 APRILE, QUANDO ENTRERANNO IN VIGORE I DAZI DI TRUMP E SUI MERCATI SI SCATENERÀ IL CAOS – MA CHI SI COMPRA LA QUOTA DI BOLLORÈ? POSTE SAREBBE PRONTA A SALIRE AL 24%, GIUSTO SOTTO LA SOGLIA A CUI SCATTA L’OBBLIGO DI OPA…

Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per “La Stampa”

 

I SOCI DI TIM DOPO LA VENDITA DEL 5% DA PARTE DI VIVENDI

Vivendi studia la possibilità di cedere ulteriori quote in Tim entro le prossime settimane. Dopo aver messo sul mercato poco più del 5% alla chiusura di venerdì l'orientamento della società francese è quello di una massimizzazione dell'investimento iniziale.

 

Secondo fonti finanziarie dall'originaria quota del 23,75% l'ipotesi sarebbe quella di scendere intorno al 5%, mantenendo una partecipazione "strategica", entro la fine del trimestre in corso.

 

Le negoziazioni su chi alla fine potrà rilevare il pacchetto azionario sul mercato sono in corso. Poste Italiane e Iliad hanno più volte manifestato l'interesse a un consolidamento nel gruppo di tlc guidato da Pietro Labriola […] .

 

La precarietà del quadro geopolitico, con i dazi Usa pronti a entrare in vigore dal 2 aprile su base globale e con piena reciprocità, impongono riflessioni adeguate. A fronte di incognite in aumento e un investimento iniziale non certo positivo, questo sarebbe il razionale dietro le scelte di Vivendi, meglio procedere «con un pragmatismo adattivo» che può essere funzionale a razionalizzare il portafoglio di investimento.

 

vincent bollore

La mossa di Vivendi non è destinata a restare isolata. La discesa dal 23,75% al 18,37%, secondo quanto riportano fonti legali e finanziarie, può essere la prima di una serie.

 

[…] Il gruppo della famiglia Bolloré ha venduto approfittando del titolo salito intorno a 0,30 euro, dopo una presa di carico intorno a quota 0,24 euro. Un pacchetto azionario che vale circa 220 milioni di euro.

 

PIETRO LABRIOLA

Certo, le voci parlano di Poste che sarebbe pronta a salire al 24%, ma molto è ancora da definire. […] Nonostante ciò, sono in pochi gli osservatori che, finora, vedrebbero un'Opa obbligatoria dopo una salita ulteriore nell'azionariato da parte di Poste.

 

Sul piano operativo, Iliad e Cvc Partners monitorano con attenzione ogni sviluppo. Senza pregiudizi e con la consapevolezza che il momento per una mossa, magari a loro favore, arriverà. Sul fronte concernente gli investitori più istituzionali i bene informati vedono come complicata l'eventualità di una salita di Poste.

 

Una delle possibilità sarebbe una richiesta esplicita da parte dell'esecutivo con il fine ultimo di mantenere un controllo strategico su Tim. Non sarebbe, in questo frangente storico, una priorità per gli attori in gioco.

 

matteo del fante

Viceversa, ci sono due soggetti che potrebbero avere tutto il vantaggio a trarre giovamento dall'attuale congiuntura. In primis Vivendi che, dopo un investimento con track record non certo virtuoso a fronte del prezzo di carico, punta a razionalizzare le partecipazioni e limitare le perdite di quelle sfavorevoli.

 

Secondo, alla finestra, i transalpini di Iliad. I quali osservano e confermano la disponibilità a discutere il progetto per creare un gigante paneuropeo delle tlc. Sulla falsariga di quanto suggerito dal Rapporto Draghi a livello industriale Ue, e da Labriola, che è convinto che il futuro delle telecomunicazioni passi da maggiori integrazioni sinergiche su base continentale.

 

Vivendi, al netto che la società non ha intenzione di fornire indicazioni sulle prossime mosse per non destabilizzare gli appuntamenti delle altre parti in campo, ha un approccio senza dogmi. Il mercato, secondo le persone vicine al dossier, è quello che ha determinato i valori attuali e il livello di fibrillazione su scala globale è alto. Ecco perché, qualora si verificasse l'opportunità, la società di Vincent Bolloré sarebbe disposta a trovare una soluzione «di comodo» e «non litigiosa» per chiudere una posizione che ha regalato più ombre che luci. Anche senza cedere l'intera quota in una singola operazione, ma cercando di valorizzare l'esistente e magari mantenendo un seggio nel cda. Un compito, dicono fonti legali, «più che possibile». […]

TIM - TELECOM ITALIA MOBILEBENEDETTO LEVI - AD ILIAD - LE IENE

Ultimi Dagoreport

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....

sallusti meloni marina pier silvio berlusconi il giornale

DAGOREPORT – CHE SUCCEDE AL “GIORNALE”? DA QUALCHE GIORNO, VANNO IN PRIMA PAGINA TITOLI PRO-MATTARELLA E CONTRO TRUMP - SI VOCIFERA CHE NON SOLO GLI ANGELUCCI SONO DELUSI CON LA FIAMMA DI GIORGIA PER I RISULTATI ECONOMICI OTTENUTI CON L'ACQUISIZIONE DEL 70% DI UN QUOTIDIANO CHE, ALLA FINE, SI RIVELA UN DOPPIONE DI "LIBERO", ALTRO GIORNALE DI LORO PROPRIETÀ, MA PARE CHE ANCHE LA FAMIGLIA BERLUSCONI (CHE HA IL 30%) ABBIA QUALCHE CONVINCENTE ARGOMENTO PER SEDARE IL MELONISMO DI SALLUSTI - DIETRO IL “QUAQUARAQUA'” DI TAJANI A SALVINI, GLI ARTIGLI DI MARINA B. – LE AMBIZIONI DI MULÈ CHE SOGNA DI GUIDARE FORZA ITALIA…

jeffrey goldberg

FLASH – LA STAMPA E I TROLL DI DESTRA A STELLE E STRISCE, CHE STANNO PARAGONANDO IL DIRETTORE DELL’ATLANTIC JEFFREY GOLDBERG A UN PERICOLOSO COMUNISTA CHE HA MESSO A RISCHIO LA SICUREZZA NAZIONALE, PUBBLICANDO LA NOTIZIA DELLA CHAT SUGLI HOUTHI, DOVREBBERO RILEGGERE ATTENTAMENTE L’ARTICOLO ORIGINALE CHE HA SPUTTANATO L’AMMINISTRAZIONE TRUMP. GOLDBERG È STATO ATTENTISSIMO A NON RIVELARE NOMI E DETTAGLI DELL’OPERAZIONE, E HA ASPETTATO DUE SETTIMANE A PUBBLICARE LA NOTIZIA. SOLO OGGI, DI FRONTE ALLE MENZOGNE DELLA CASA BIANCA, HA CONDIVISO GLI SCREENSHOT CON I PIANI DI GUERRA…

papa francesco bergoglio balcone policlinico gemelli

DAGOREPORT – QUESTA VOLTA PAPA FRANCESCO HA RISCHIATO DAVVERO DI MORIRE, ED È STATO RIPRESO PER LO ZUCCHETTO: TENERLO IN VITA  HA RICHIESTO UNA ASSISTENZA STRAORDINARIA DA PARTE DELL’OTTIMO STAFF MEDICO DEL POLICLINICO GEMELLI – BERGOGLIO RICEVERÀ LE STESSE PREMURE A SANTA MARTA? UN PRIMO PESSIMO SEGNALE SI È AVUTO NELLA MODALITÀ CON CUI IL PAPA È STATO “OFFERTO” AGLI OCCHI DEI FEDELI DAL BALCONE DELL’OSPEDALE: LO STAFF VATICANO, PER NON FARLO SEMBRARE MALCONCIO, GLI HA TOLTO I NASELLI DELL’OSSIGENO, TANTO CHE BERGOGLIO NON È RIUSCITO A CONCLUDERE LA BENEDIZIONE PER L’AFFANNO…