tronchetti bonomi di amato regina abete rocca

COME MAI LA CONFINDUSTRIA HA SBATTUTO LA PORTA IN FACCIA A FABRIZIO DI AMATO, IMPRENDITORE A CAPO DI UNA AZIENDA CHE FATTURA MILIARDI DI EURO? - I DUE CECCHINI SI CHIAMANO LUIGI ABETE E AURELIO REGINA CHE HANNO VOLUTO COSÌ DIMOSTRARE A BONOMI CHE LORO A ROMA CONTANO ANCORA - IL DUPLEX CHE HA PORTATO BONOMI AL VERTICE, ROCCA E TRONCHETTI PROVERA, HA IN MENTE IL TRASLOCO DELLA CONFINDUSTRIA DALLA ROMA POLITICANTE ALLA MILANO DEL POTERE ECONOMICO. SEMPRE CHE BONOMI MANTENGA LE PROMESSE FATTE A DESTRA (DELZIO) E A MANCA (CALABRÒ) ALL’INIZIO DELLA SUA AVVENTURA….

DAGOREPORT

fabrizio di amato 1

Come mai la neo Confindustria di Carlo Bonomi ha sbattuto la porta in faccia a Fabrizio Di Amato, imprenditore a capo di Maire-Tecnimont, azienda che fattura miliardi di euro, che si era messo in testa la cattiva idea di diventare il capo degli industriali romani? 

 

Certo Di Amato aveva sponsorizzato Licia Mattioli, sfortunata avversaria di Carlo Bonomi per la presidenza della Confindustria. Ma chi ha fatto terra bruciata intorno al suo nome si chiamano Luigi Abete e Aurelio Regina.

 

luigi abete aurelio regina

I due cecchini avevano puntato le loro fiches sull’elezione di Bonomi per ottenere alla fine un semplice “grazie”. Dunque, silurando Di Amato, i nostri eroi hanno voluto dimostrare a Bonomi che loro a Roma contano ancora qualcosa e a quel misero “grazie” va aggiunta magari una buona poltrona. 

 

Bonomi Tronchetti

Intanto, il duplex che ha portato Bonomi al vertice, Rocca e Tronchetti, ha in mente una strategia che vede la Confindustria traslocare dalla Roma politicante alla Milano del potere economico. Sempre che Bonomi mantenga le promesse fatte a destra e manca all’inizio della sua avventura. Ad esempio, quel no sul fedele Calabrò, il presidente della Pirelli non l’ha gradito punto. 

 

Un altro che si era dato da fare per la sua elezione, l’ex Atlantia Francesco Delzio, sta ancora sperando di diventare direttore generale della Confindustria. Ma poi Bononi non ha potuto dire di no alla potentissima Paola Severino, vicepresidente della Luiss di Roma, e Marcella Panucci è rimasta tranquilla al suo posto.

MANFREDI E ANTONIO CALABRO REDCARPET PIRELLI CALENDAR francesco delzio foto di baccopaola severino foto di baccomarcella panucci

Bonomi rocca gianfelicebonomi conte

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