vincenzo de bustis

DE BUSTIS, BEATO CHI TI PUGLIA - IL BANCHIERE FU DALEMIANO E FU DEUTSCHE BANK, È SBARCATO ALLA POPOLARE DI BARI, PRIMA COME DIRETTORE GENERALE POI COME ''CONSIGLIERE CON DELEGHE''. È L'UNICO CHE POTRÀ SPIEGARE AI SOCI DI UN'ASSEMBLEA CHE SI ANNUNCIA FIAMMEGGIANTE, L'OPERAZIONE MALTESE DA 30 MILIONI CHE DOVEVA RAFFORZARE I CONTI DELLA BANCA. E INVECE HA FATTO PARTIRE UNA SEGNALAZIONE ALL'ANTIRICICLAGGIO…

 

Gianni Barbacetto per il “Fatto quotidiano

 

BANCA POPOLARE DI BARI

Sarà un' assemblea burrascosa, quella della Banca Popolare di Bari, domenica prossima. Perché i soci azionisti hanno visto i loro titoli scendere da 9,5 euro (il valore a cui sono stati collocati all' ultimo aumento di capitale) a poco più di 2 euro. Perché i bilanci sono negativi e il rosso è di oltre 420 milioni. Perché la Procura di Bari ha in corso inchieste che stanno facendo emergere tutto il repertorio della cattiva gestione già visto nelle banche venete e nelle altre "saltate" negli ultimi anni: fidi milionari assegnati senza garanzie, prestiti concessi purché una parte fosse usata per comprare azioni della banca, valore delle azioni gonfiato, titoli a rischio venduti a ignari pensionati, bilanci aggiustati, crediti deteriorati nascosti, comunicazioni alle autorità di vigilanza "abbellite".

 

Non è ancora emersa l' ultima operazione fatta nel tentativo di salvare la banca, con un oscuro fondo maltese e una sponda in Lussemburgo.

Protagonista: Vincenzo De Bustis, banchiere che un tempo aveva la patente di dalemiano, regista in passato di operazioni discusse come quella di Banca 121, poi a Montepaschi e infine a Deutsche Bank. Arriva alla guida della Popolare di Bari come direttore generale, chiamato dal padre-padrone dell' istituto, Marco Jacobini. Ne esce nel 2016, per essere poi richiamato, a fine 2018, come "consigliere con deleghe".

 

jacobini e de bustis pop bari

È l' unico che potrebbe spiegare ai soci la grande operazione maltese. Parte nel dicembre 2018, quando De Bustis, appena tornato in banca, avvia le trattative per emettere un titolo (uno strumento di rafforzamento del capitale chiamato Additional Tier 1, At1) per portare a casa almeno 30 milioni di euro. A sottoscriverlo si candida una società maltese, la Muse Ventures Ltd. Dai registri delle società dell' isola risulta diretta e rappresentata da un finanziere italiano residente a Londra, Gianluigi Torzi.

 

La Muse è nata nell' ottobre 2017 e ha un capitale di soli 1.200 euro. A fine 2018, De Bustis informa dell' operazione il consiglio d' amministrazione della banca, dandola per fatta. Ma l' istituto di credito coinvolto nell' emissione dei titoli, Bnp Paribas, rileva problemi di compliance, cioè di trasparenza e rispetto delle regole, e di Alm, ossia di gestione dei rischi finanziari.

 

Così blocca il regolamento dell' operazione. Comincia ad apparire evidente, anche dentro la Popolare di Bari, "la sproporzione tra i mezzi propri del sottoscrittore" (la Muse) "e l' importo della sottoscrizione dei titoli At1".

 

VINCENZO DE BUSTIS

A inizio gennaio 2019, De Bustis rassicura il cda: è tutto regolare. Intanto emerge un' altra operazione, sempre promossa dal "consigliere con deleghe" Vincenzo De Bustis: la Popolare di Bari s' impegna a sottoscrivere quote di un fondo lussemburghese, Naxos Sif Capital Plus, per 51 milioni di euro. Qualcuno dentro la banca comincia a sospettare, ma senza evidenze, che si tratti di un' operazione circolare, in cui la banca stessa finanzi in Lussemburgo, con 51 milioni, il fondo di Malta che prometteva di portarne 30 a Bari.

 

Il meccanismo s' inceppa. Muse non sgancia un euro, in compenso Naxos fa causa alla Popolare di Bari per 51 milioni. Si muove il Servizio antiriciclaggio interno alla banca. Rileva che "l' anagrafica e l' identificazione della società in discorso", cioè la maltese Muse, "risultano incomplete, essendo carenti le informazioni relative al titolare effettivo e al codice fiscale". Dopo qualche approfondimento, emerge che l' amministratore di Muse, Gianluigi Torzi, insieme al padre Enrico, è nelle liste nere.

 

È presente "nelle liste mondiali di bad press (WorldCheck) per diverse indagini a suo carico avviate dalle Procure di Roma e Larino per reati di falsa fatturazione e truffa". Risulta che anche la Procura di Milano abbia chiesto informazioni e documentazione su di lui. Risultato: l' operazione con questo personaggio è classificata "ad alto rischio" e con "evidenza antiriciclaggio negativa". L' ufficio antiriciclaggio della banca fa partire una segnalazione all' Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d' Italia.

BANCA POPOLARE DI BARI

Chissà se De Bustis sarà in grado di spiegare tutto ciò agli azionisti, domenica prossima.

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”