1. FERMI TUTTI! DIETRO IL BLITZ DI CONSOB E GUARDIA DI FINANZA IN MEDIOBANCA SPUNTA UNA SEGNALAZIONE ANONIMA CHE SVELA IL CONFLITTO DI INTERESSI IN BANCA GENERALI 2. IL DOPPIO RUOLO DI PIAZZETTA CUCCIA, SIA AZIONISTA INDIRETTA SIA REGISTA DEL COLLOCAMENTO DEL 12% DI BANCA GENERALI, AVREBBE FATTO SCATTARE LA MAIL ANONIMA 3. PER IL NUMERO UNO DI MEDIOBANCA NAGEL, GIÀ INDAGATO DALLA PROCURA DI MILANO NELL’AMBITO DELL’INCHIESTA SU FONDIARIA-SAI PER IL “PAPELLO” SIGLATO CON TOTO’ LIGRESTI, L’INVERNO SI FA FREDDO FREDDO. SALGONO LE INDISCREZIONI CHE L’UNICREDIT DEL BUON GHIZZONI, PRIMA AZIONISTA DI MEDIOBANCA, VOGLIA SOSTITUIRE NAGEL CON STEFANO MARSAGLIA, DI FATTO DIVENTATO NEL 2013 IL SECONDO UOMO DI NAGEL

DAGOREPORT

Spunta una segnalazione anonima alla Consob dietro al blitz di due giorni fa con cui uomini della Commissione di vigilanza, insieme con la Guardia di Finanza, hanno valicato i confini quasi invalicabili di Mediobanca per effettuare una ispezione negli uffici centrali milanesi. L'ipotesi è insider trading.

Secondo quanto ricostruito da Dagospia, la segnalazione anonima sarebbe incentrata sul conflitto di interessi della banca guidata dall'amministratore delegato Alberto Nagel nell'operazione dello scorso aprile su Banca Generali, la controllata dell'omonimo gruppo assicurativo a sua volta partecipato da Mediobanca con la quota di maggioranza del 13,27 per cento.

Si tratta dell'operazione con cui l'istituto di Piazzetta Cuccia, insieme con Ubs (che al momento non sembra avere subito perquisizioni), si occupò del collocamento presso investitori istituzionali del 12% di Banca Generali in mano alla capogruppo del Leone triestino, che scese così dal 63,5% al 51,5 per cento. Nell'ambito dell'operazione, annunciata il 3 aprile e chiusa il giorno successivo, con la celerità tipica di questi collocamenti, Mediobanca ha rivestito il doppio ruolo di prima azionista indiretta, attraverso la quota detenuta in Generali, e di collocatrice, incaricata di individuare i compratori delle azioni.

Un doppio ruolo in gran conflitto di interessi che avrebbe fatto scattare la segnalazione anonima alla Commissione di vigilanza presieduta da Giuseppe Vegas, già sulla pista del presunto insider trading su Banca Generali anche per via dei movimenti anomali registrati in Borsa dalle azioni proprio a ridosso dell'operazione. A questo punto, a seconda di quello che sarà il risultato delle perquisizioni in Piazzetta Cuccia, che dovrebbero protrarsi ancora per qualche giorno, la Consob potrebbe decidere di trasmettere il dossier alla Procura.

Per il numero uno di Mediobanca Nagel, già indagato dalla Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta su Fondiaria-Sai per il "papello" siglato con Salvatore Ligresti, si tratta di una grana in più. In un momento in cui, peraltro, qualcuno mormora che l'Unicredit del buon Ghizzoni, prima azionista di Mediobanca, voglia sostituire il manager quarantottenne con Stefano Marsaglia. Quest'ultimo, alla fine del 2013, ex Rothshild, con la nomina alla divisione "corporate and investment banking" (Cib) è di fatto diventato il secondo uomo di Nagel, sullo stesso piano del direttore generale Saverio Vinci.

 

 

MARCO TRONCHETTI PROVERA E ALBERTO NAGEL FOTO BARILLARI Alberto Nagel article generali x LA SEDE DI MEDIOBANCA ALBERTO NAGEL E SALVATORE LIGRESTIsede MEDIOBANCA

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....