È LA FINANZA (MARCIA), BELLEZZA! - LA BANCA D’AFFARI USA CITIGROUP PAGA 285 MLN $ E CHIUDE LA CAUSA CON LA SEC (LA CONSOB AMERICANA) - IN PIENA CRISI AVEVA VENDUTO A IGNARI CLIENTI PRODOTTI LEGATI AL MERCATO IMMOBILIARE (PER 1 MLD €) MENTRE SCOMMETTEVA CONTRO DI ESSO - “FELICI DI LASCIARCI LA VICENDA ALLE SPALLE” - PER LA SEC È UN BEL COLPO, MA CHI CI HA RIMESSO LA CASA SI INCAZZA: POSSIBILE CHE NESSUN BANCHIERE FINISCA MAI UNA VOLTA IN GALERA?...

Dagoreport da "The New York Times"
http://nyti.ms/mZemQU

Mentre il mercato immobiliare si avviava al collasso, i big di Wall Street cercavano modi per trarre profitto dalla crisi. Alcuni di loro ne trovarono uno semplice semplice: vendere a ignari clienti prodotti garantiti da mutui subprime e, contemporaneamente, scommettere contro di essi. È l'accusa rivolta dalla Sec a Citigroup. Ieri, la Securities and Exchange Commission (l'equivalente della Consob italiana) ha fatto sapere che la banca d'affari pagherà 285 milioni di dollari per chiudere la causa civile.

Citigroup, in altre parole, tramite la propria divisione Citigroup Global Markets, avrebbe ingannato gli investitori dando loro informazioni fuorvianti su derivati per un miliardo di dollari. "La legge stabilisce che gli investitori siano trattati con maggiore cura e chiarezza di quella che offerta da Citigroup in questo caso", ha detto il dirigente della Sec Robert Khuzami.

La Consob americana ha anche spiegato che Citigroup pagherà con gli interessi la frode. Per la precisione, essi equivalgono a 30 milioni di dollari. Si arriva a 285 aggiungendo i 160 milioni di utili che verranno restituiti ai clienti truffati e i 95 milioni di multa. Per la Sec è il terzo patteggiamento più alto di sempre: Goldman Sachs ha risolto un caso simile pagando 500 milioni di dollari e State Street, accusata di aver tratto in inganno gli investitori con un fondo che investiva in mutui subprime, ne ha sborsati 300.

Né la Federal Reserve (la banca centrale americana) né il Dipartimento di Giustizia Usa avrebbero specificato se il caso sollevi o meno questioni circa il coinvolgimento di Citigroup in reati penali. Ma non c'è dubbio che la vicenda mette in evidenza la crescente frustrazione vissuta da proprietari di case pignorate, investitori e manifestanti di Wall Street per il fatto che quasi nessuno dei grandi dirigenti delle banche d'affari hanno dovuto affrontare accuse penali.

Già lo scorso anno Citigroup, i cui dirigenti hanno fatto sapere di "essere felici di lasciarsi la vicenda alle spalle", aveva pagato 75 milioni di dollari per risolvere la causa con la Sec che la accusava di non aver comunicato a dovere agli investitori la loro esposizione a 40 miliardi di dollari di strumenti finanziari legati ai mutui subprime.

 

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