fashion week new york 2020

CHE È SUCCESSO ALLA FASHION WEEK DI NEW YORK? - TOM FORD DISERTA LA GRANDE MELA E SFILA A LOS ANGELES, VISTO CHE ''NON C'È NESSUN PALCOSCENICO AL MONDO COME QUESTA CITTA' DURANTE GLI OSCAR'', E SI GARANTISCE TUTTE LE STAR (PIU' BEZOS E ANNA WINTOUR) - MANHATTAN VIENE DISERTATA DAL MONDO ASIATICO CAUSA CORONAVIRUS E DAI NOMI IMPORTANTI USCITI DAL CALENDARIO COME RALPH LAUREN E CALVIN KLEIN - LE UNICHE DUE ATTRICI CHE NON ERANO IN CALIFORNIA VANNO DA TORY BURCH

 

 

AL VIA LA FASHION WEEK AMERICANA CON LE POLEMICHE PER LO SHOW DI TOM FORD A LOS ANGELES. TORY BURCH: CIASCUNO SEGUA IL PROPRIO INTUITO

Paola Pollo per il “Corriere della Sera

 

Comincia la New York Fashion Week e non si parla d' altro che della sfilata di Tom Ford... a Los Angeles.

jeff bezos e lauren sanchez con anna wintour allo show di tom ford

Qualcosa non quadra qui negli States. Se poi alla considerazione si aggiunge il fatto che lo stilista texano è anche il presidente della Camera della moda statunitense, fresco di nomina e di promesse - «rafforzerò la voce della moda americana e dei suoi designer», aveva detto nei giorni dell' insediamento a settembre - la polemica è più che servita. Ford ha subito risposto alle polemiche con l' astuzia di cui è virtuoso: «La mia priorità è l' attenzione alla moda americana. Non c' è nessun palcoscenico al mondo come Los Angeles durante gli Oscar».

 

Assolutamente vero, tant' è che il suo show che regala una nuova idea di glam, rilassato e giocoso e sexy e sporty e chic, è anche un pre-red carpet: da Renéè Zellweger a Jennifer Lopez; Miley Cyrus, Kylie Jenner, Kate Hudson, Demi Moore... Killing me softly with his song la musica scelta. E «dolcemente» la sfilata di Ford «ammazza» New York, disertata dalle star giustappunto agli Oscar, dal mondo asiatico bloccato dall' emergenza coronavirus e dai nomi importanti usciti a sorpresa dal calendario come Ralph Lauren (causa riorganizzazione) o mai più rientrati, come Calvin Klein.

 

Ma Tory Burch, una delle pochissime realtà americane ancora credibili, non molla: «Tom Ford segue il suo intuito, io il mio che mi dice che questo è il mio luogo». Il suo show non delude le amiche (così lei chiama le donne) alle quali la stilista dedica una collezione «to women» e porta tutti da Sotheby' s allestendo le stanze della galleria con le opere dell' italo-americana Francesca Dimattia.

jeff bezos e lauren sanchez allo show di tom ford

 

L' artista lavora da sempre con gli stereotipi della femminilità, siano essi un fiocco, un tacco o una porcellana e forgia statue patchwork di elementi. Undici i pezzi esposti proprietà di privati. Le modelle sfilano attorno. La collaborazione fra le due donne (ispirazione e creazione) dà vita a una collezione più materica e forte, fatta per lo più di abiti plissettati, drappeggiati, sbiecati, asimmetrici che con un golf di mohair sono perfetti per la praticità quotidiana, senza golf si trasformano in femminili pezzi per la sera.

 

Poi c' è Chiara Boni che arriva qui dall' Italia, perché il mercato le dà ragione. «La donna che ha dato la soddisfazione più grande? Oprah (Winfrey ndr ) che mi ha dato fiducia nel momento in cui avevo bisogno. E poi qui, ancora, c' è una certa formalità legata al vestire e all' immaginario di un' eleganza anni Cinquanta e Sessanta». E un po' moderne Audrey lo sono le modelle che sfilano nella nuova versione della «petite robe»: il corpo sempre accarezzato dal «sensitive», il tessuto in lycra usato dallo stilista, anche nella versione vellutata. «L' unico certificato come sostenibile», va fiera Boni.

fashion week new york 2020

 

Gli ingredienti sono miscelati con equilibrio: il maschile (tailleur e abiti gessati o in Principe di Galles), il profumo di Spagna (le ruche, certe stampe, certi cappelli «toreri» e pois da flamenco) e il DNA del marchio (le scollature, le lunghezze al ginocchio, i wrap dress).

È catalano, sfila a New York e ora è prodotto in Italia, dalla Aeffe. Custo Barcelona festeggia i suoi 40 anni così. «Thank you, next» è il titolo dello suo show nella piccola e più antica sinagoga di Manhattan, la Angel Oresanz Foundation.

 

badgley mischka

Collezione ad alto tasso tecno con tessuti studiati ad hoc ad affetti laminati e volumizzanti. Piumini e cappe, mini abiti e pantaloni sporty, parka e leggings, tuniche e top. Da Longchamp, Sophie Delafontaine fa un bel lavoro sugli anni Settanta fatti di gonne pantalone e gilet, sottane al ginocchio e pullover girocollo, poncho e abiti accollati di chiffon in fiore.

lucy liu e julianne moore da tory burchtory burch autunno inverno 2020badgley mischka 2020john rogers ny fashion week feb 2020

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