FMI: “LA RECESSIONE E’ FINITA, ANDATE IN PACE” - E PIAZZA AFFARI SALE (+0,11%) SOPRATTUTTO CON FINMECCANICA (+3,51%), CHE PERO’ NON RISOLVE IL NODO ANSALDO BREDA (NESSUNO LA VUOLE) - TONFO DI TELECOM (-4%) E DI MONCLER (-6,5%)

Carlotta Scozzari per Dagospia

Giornata positiva a Piazza Affari, dove l'indice di riferimento Ftse Mib si è riportato a un soffio dall'importante soglia psicologica dei 20mila punti, chiudendo la giornata a 19.995,75, con un rialzo dello 0,11 per cento. E ciò nel giorno in cui è arrivata la notizia, non particolarmente entusiasmante ma comunque positiva, che, secondo le stime del Fondo monetario internazionale (Fmi), dopo due anni di recessione, l'economia italiana crescerà dello 0,6% nel 2014 e dell'1,1% nel 2015. La ripresa, analogamente a quella degli altri paesi dell'area dell'euro sottoposti a stress finanziario, sarà modesta e guidata essenzialmente dalle esportazioni.

A trainare il rialzo di Piazza Affari è stata la performance di Finmeccanica, che è balzata del 3,51% nel giorno in cui l'amministratore delegato Alessandro Pansa, nell'audizione in commissione Attività produttive della Camera, ha ribadito che la società, in scia a quanto già fatto nel settore energetico, intende proseguire nel progetto di deconsolidamento delle due controllate del settore trasporti, Ansaldo Sts (+2,65% oggi sul Ftse Mib) e Ansaldo Breda. Ora, il problema è che se alla prima società, con quartier generale a Genova, è interessato da tempo il colosso General Electric, per Breda, complice una situazione finanziaria difficile, non ci sono all'orizzonte acquirenti.

All'interno del settore del lusso e della moda in generale, è proseguita la corsa di Luxottica (+2,21%), che oggi ha trascinato con sé Tod's (+2,23 per cento). Al di fuori del Ftse Mib, tuttavia, tonfo del 6,53% per le azioni Moncler, la società dei piumini che si è quotata a Piazza Affari a dicembre e che tanto ha corso dall'Ipo, avvenuta al prezzo di 10,2 euro, a oggi. Soltanto nel primo giorno di Ipo, Moncler era balzata di quasi il 50% a 14,97 euro.

Oggi, però, dopo l'euforia iniziale, a frenare sono stati gli analisti, che hanno espresso sulle azioni giudizi improntati alla cautela se non al vero e proprio pessimismo. Proprio oggi, infatti, scadeva il "black-out period" dopo l'Ipo, vale a dire il periodo in cui le innumerevoli banche d'affari coinvolte nella quotazione, tra cui Mediobanca, Goldmand Sachs e Jp Morgan, proprio per il loro conflitto di interessi, non potevano esprimersi sul titolo. Bene, ora lo hanno fatto e così, dopo avere portato a casa laute commissioni con l'Ipo di fine 2013, il tonfo ora grava soprattutto sulle spalle della Borsa e dei piccoli azionisti.

Tornando al Ftse Mib, bene anche Fiat (+1,77%), che oggi ha annunciato di avere completato l'acquisizione del 100% dell'americana Chrysler, con il pagamento di 1,75 miliardi di dollari della propria liquidità disponibile (il resto del prezzo sarà pagato per lo più utilizzando la cassa della stessa società statunitense).

Nuova giornata di vendite per le Popolari Banco (-1,3%) e Bpm (-2,5%), quest'ultima nel giorno in cui Giuseppe Castagna è stato nominato nuovo consigliere delegato e direttore generale. In forte calo Telecom Italia (-3,95%), in attesa del consiglio di amministrazione del 6 febbraio sulla governance in occasione del quale l'amministratore delegato Marco Patuano potrebbe rappresentare l'ago della bilancia tra la fazione dei consiglieri indipendenti "pro-mercato" e di quelli del mondo Telco, la holding che controlla la società al 22,4 per cento.

 

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