VAFFABANKA! - GLI ITALIANI IN MEZZO A TANTI DIFETTI HANNO UNA VIRTU’: UNO SU TRE NON HA IL CONTO CORRENTE - PEGGIO DI NOI ROMANIA, BULGARIA E POLONIA - SOLO IL 31% USA LA CARTA DI CREDITO (CONTRO IL 51% DELLA GRAN BRETAGNA) E ABBIAMO IL PIÙ BASSO TASSO DI “PENETRAZIONE” DEGLI ISTITUTI NELLA VITA DELLE FAMIGLIE - ODIO RICAMBIATO: SOLO IL 5% DEGLI ITALIANI HA AVUTO UN PRESTITO NELL’ULTIMO ANNO, CONTRO IL 12% DELLA MEDIA EUROPEA…

Vi.P. per "la Repubblica"

Poco amanti delle banche, ancor più restii a dotarsi di una carta di credito, complessivamente tenuti a stecchetto per numero di prestiti e, mediamente, in coda a tutte le classifiche per livello di penetrazione delle banche nella vita degli italiani.

La fotografia, scattata da una ricerca della Western Union (leader mondiale dei money transfert) è focalizzata sull´Europa e prende in considerazione la popolazione con più di 15 anni di età, bastandosi su elaborazioni di dati forniti dalla Banca mondiale (relativamente al 2011).

Ebbene, il nostro paese è decisamente nella parte bassa della classifica di chi ha un conto corrente: quasi 16 milioni di persone (15,9 per l´esattezza) non hanno infatti un conto nonostante abbiano più di quindici anni. Il che significa che il tasso dgli "unbanked" (non bancarizzati) in Italia è pari al 29% del totale, oltre il doppio della media europea (pari al 14%). Non siamo proprio gli ultimi ma ci battono davvero in pochi: peggio di noi fa la Romania (il 55% delle persone con più di 15 anni non ha un conto corrente) la Bulgaria 847%) e la Polonia (30%).

Al quarto posto ci sono gli italiani. In particolare le donne con un conto corrente sono pari al 64% del bacino potenziale, contro l´86% in Europa. Abbastanza scontato a questo punto che anche l´uso delle carte di credito sia poco diffuso: meno di un terzo della popolazione con più di 15 anni ne ha una (il 31% per l´esattezza) contro una media europea del 36%.

La distanza diventa siderale se si prendono in considerazione le nazioni più evolute sotto il profilo finanziario: in Gran Bretagna ad esempio più di una persona su due (il 51% di chi ha più di 15 anni) usa la moneta elettronica, mentre in Francia sono il 38% e in Germania il 36% (ci batte peraltro abbondantemente anche la Spagna, dove il 42% ha una carta di credito). Il che la dice lunga, peraltro, sulle difficoltà di limitare al minimo l´uso del contante, per contrastare l´evasione fiscale favorendo al massimo la tracciabilità dei pagamenti.

Se gli italiani non hanno troppa dimestichezza con le banche, sembrano essere ricambiati dagli istituti di credito con altrettanta freddezza: solo il 5% delle persone che ha già compiuto 15 anni infatti è riuscito ad avere un prestito negli ultimi 12 mesi, rispetto ad una media nel Vecchio continente pari al 12%. Ancora meno, il 3%, ha beneficiato dei prestiti di parenti e amici, contro una media del 13% nel Vecchio Continente.

Tra gli immigrati che inviano rimesse nel proprio paese solo il 3% utilizza un conto corrente, contro il 12% a livello europeo. E questo, nonostante un flusso rilevante di denaro che varca la frontiera, diretto ai paesi di origine: «Nel 2011, secondo quanto riporta Banca d´Italia, sono stati trasferiti all´estero oltre 7 miliardi di euro - spiega Gabriel Sorbo, regional director della Western Union - principalmente verso l´Est Europa, l´Africa, l´America Latina e il Sud est asiatico». Eppure, informa l´Osservatorio sui migranti, promosso da Abi, Ministero dell´Interno e Centro studi CeSpi, il 61,2% dei residenti stranieri ha un conto bancario o postale in Italia, per un totale di 1,8 milioni di conti.

 

 

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