agricoltura biologica

MA QUALE PORCO-BIO, L'AGRICOLTURA BIOLOGICA È IL FUTURO - ANNA FEDERICI: ''CHI USA LE RISORSE DELLA NATURA NON SI INDEBITA CON LE BANCHE PER PESTICIDI, SEMENTI E CONCIMI IMPOSTI DALLE MULTINAZIONALI - PER EVITARE LE TRUFFE, ACQUISTATE DIRETTAMENTE DALLE AZIENDE AGRICOLE E LEGGETE SULLE ETICHETTE DA DOVE VENGONO OLIO, CARNE, VERDURE''

1. L'AGRICOLTURA BIOLOGICA È E DIVENTERA' L'AGRICOLTURA DEL FUTURO

Lettera di Anna Federici a Dagospia

 

L'agricoltura Biologica è e diventerà l'agricoltura del futuro.

 

l agricoltura biologica big l agricoltura biologica big

La richiesta di prodotti biologici è in continua crescita . Aumenta la domanda per i cibi bio e aumenta anche il prezzo degli alimenti bio. I governi danno premi agli agricoltori che trasformano i loro terreni in biologici. I cereali, gli ortaggi e la carne biologici spuntano prezzi migliori rispetto a quelli coltivati e cresciuti con la chimica.

 

Molti agricoltori si stanno rendendo conto di quanto sia dispendiosa e insidiosa l'agricoltura convenzionale che propone acquisti massicci di sementi, di antiparassitari e di concimi rispetto ad un sistema che tende ad utilizzare lavorazioni minime, sovesci e semi auto riprodotti. Sicuramente chi sa come coltivare secondo un buon metodo agro-ecologico si indebita meno con le banche perché sa come utilizzare le risorse della natura.

 

Oggi si trovano anche tecnici e agronomi più preparati rispetto ai tempi passati che possono consigliare gli agricoltori e ci sono diversi esempi di successi virtuosi di colleghi che già praticano l'agricoltura biologica o biodinamica da anni.

 

Ci sono tantissime ragioni positive e valide per il fiorire e proliferare di nuove aziende bio.

agricoltura biologica agricoltura biologica

Purtroppo ci sono ancora delle falle nei sistemi di controllo. La più importante è che non si dovrebbe mai più permettere che un stesso soggetto abbia la possibilità di coltivare una parte dei terreni secondo il metodo biologico e una parte secondo il convenzionale. E' difficile rintracciare attraverso i documenti cartacei dove venga effettivamente dato il pesticida o il concime chimico. Bisognerebbe fare continue analisi in campo ma sarebbe un sistema inefficiente e costoso.

anna federici  roberto d agostinoanna federici roberto d agostino

 

 

Gli imbrogli esistono e sta al Ministero dell'Agricoltura e agli organismi di controllo rilevarli punendo severamente le frodi che purtroppo in campo alimentare sono comuni (vedi lo scandalo dell'olio Extra Vergine d'Oliva italiano che viene non si sa da dove e non è ne EVO ne italiano). Spesso le frodi sono fatte dai grandi gruppi che hanno mezzi per distogliere l'attenzione dei controlli.

 

Come fa il consumatore a tutelarsi? Acquistando direttamente dalle aziende agricole e controllando con attenzione le etichette.

 

PESTICIDIPESTICIDI

Ad esempio spesso le verdure arrivano al negozio bio con l'etichetta dell'azienda, le carni hanno l'etichetta della laboratorio che le lavora dove è segnato codice dell'allevamento. Nell'olio c'è la dicitura che indica che le olive sono prodotte esclusivamente in quell'azienda.

 

Secondo la legge i terreni hanno un tempo di conversione di due anni per diventare biologici e di quattro anni per ottenere la certificazione Demeter (agricoltura biodinamica) Il processo di miglioramento della struttura e della ricostruzione dell'humus può essere più o meno lungo a seconda dell'esperienza dell'agricoltore e del metodo che usa.

 

pesticidi pesticidi

E' positivo che ci sia una crescita vigorosa delle coltivazioni bio. Potrebbe innescarsi un processo virtuoso per la nostra salute e per il benessere degli animali presenti negli allevamenti. Processo che potrebbe portare ad una contrazione dei ricavi per l'industria chimica e delle sementi OGM e che è uno dei motivi che forse ha portato all' unione dei colossi Bayer e Monsanto.

Nessuno vuole tornare alla chimica!

 

 

2. L'ARTICOLO DI DANIELA MINERVA PER ''REPUBBLICA'' SUL BOOM SOSPETTO DEL BIOLOGICO

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/si-fa-presto-dire-bio-primi-mesi-dell-anno-consumi-prodotti-134595.htm

 

 

MONSANTO 4MONSANTO 4

Un po’ lo avevamo sospettato. Nel giro di un anno o poco più mercati, supermercati, negozi e negozietti si sono riempiti di alimenti bio. Accidenti, che velocità di riconversione, ci eravamo forse detti. Sapendo che fino a poco fa i terreni erano tutti (o quasi) adibiti ad agricoltura intensiva con l’aiuto abbondante della chimica. E sapendo che per convertire (pulire, di fatto) un terreno servono anni.

MONSANTO 3MONSANTO 3

 

Non poteva che stupirci il fiorire di agricoltura bio in Italia. Oggi è lo stesso presidente dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica a dirci che buona parte di quel che si compra a carissimo prezzo con l’etichetta bio, non è bio per niente.

 

Un mercato da 4,3 miliardi l’anno con consumi aumentati del 21% nei primi sei mesi del 2016 fa così tanto gola che molti agricoltori virano al bio dall’oggi al domani mentre i loro campi ci mettono molto di più a pulirsi. Senza dire di tutto quello che arriva da paesi non della Ue.

roundup erbicida monsantoroundup erbicida monsanto

 

E allora? Nessuno ha voglia di tornare alla chimica. L’AIAB ci dice che i controlli del ministero non ci sono, che le regioni vanno in ordine sparso e spesso i controllori non controllano un bel niente. Peccato, a noi il bio piace. È troppo chiedere che le istituzioni facciano il loro mestiere?

 

 

 

bayer monsantobayer monsanto

 

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)