francesco milleri gaetano caltagirone luigi lovaglio albergo nagel mediobanca

"L’ATTACCO DI MPS A MEDIOBANCA È BALENGO” – I BANCHIERI DI PIAZZETTA CUCCIA RITENGONO L’OFFERTA DEL MONTE DEI PASCHI “PASTICCIATA” E “TRA LE PIÙ DEBOLI CHE ABBIAMO MAI VISTO” – IL PRIMO DUBBIO È INDUSTRIALE: “È COME METTERE INSIEME L’OLIO CON L’ACQUA, OLTRE AL FATTO CHE LA PICCOLA RETE COMMERCIALE DI MPS A NOI NON PORTA NESSUN VANTAGGIO” – POI CI SONO I DUBBI FINANZIARI: L’OFFERTA DI UN PREMIO DEL 5% È TROPPO BASSA, ED È STATA BOCCIATA DALLA BORSA. E UN RILANCIO DI MPS APPARE IMPROBABILE: SIENA CAPITALIZZA 8 MILIARDI, LA SUA PREDA 13,72 – L’IPOTESI DI UN CAVALIERE BIANCO E LE CONTROMOSSE DI NAGEL…

1. “Operazione pasticciata” a piazzetta Cuccia l’offerta non fa paura

Estratto dell’articolo di Andrea Greco per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/economia/2025/01/25/news/operazione_pasticciata_a_piazzetta_cuccia_l_offerta_non_fa_paura-423960200/

 

ALBERTO NAGEL

Tra i banchieri che camminano felpati al piano nobile di Palazzo Visconti- Ajmi, sede di Mediobanca, vestigia del “salotto buono” della finanza, non c’è sorpresa per l’assalto di Mps. Dopo che a novembre il Tesoro aveva ceduto un 15% della banca senese a Banco Bpm, Anima, Caltagirone e Delfin, e che a dicembre gli ultimi due (padroni di ampi pacchetti pure in Mediobanca, e avversi al management) avevano arrotondato, si aspettavano un qualche tipo di offensiva.

 

Quello che più ha sorpreso chi frequenta i piani degli uffici dove siedono Alberto Nagel e i suoi stretti riporti, è che lo schema d’attacco sia tanto “balengo” – una parola che anche il fondatore Enrico Cuccia amava usare.

 

MPS MEDIOBANCA

Al punto che a qualche grisaglia è tornato in mente il Rocky horror picture show […]. Un’offerta pasticciata e «tra le più deboli che abbiamo mai visto in anni di carriera», si dicevano tra loro i banchieri d’affari, per una volta destinatari dell’Ops e non consulenti di qualche scalatore.

 

Il pasticcio […] è industriale, «perché è come mettere insieme l’olio con l’acqua, oltre al fatto che la piccola rete commerciale di Mps a noi non porta nessun vantaggio, e in compenso tutto il nostro personale migliore e con vocazione internazionale, specie senza un accordo preliminare, non rimarrebbe mai a lavorare per un marchio legato alle Pmi del Centro Italia». Una banca che sette anni fa il Tesoro dovette salvare dal crac con 6 miliardi, e che ancora due anni fa dovette ricapitalizzare per 2,5 miliardi per coprire passate perdite.

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

In quell’operazione, il primo scoglio superato dall’ad di Mps Luigi Lovaglio, Mediobanca fu a fianco del banchiere lucano per aiutarlo a trovare i soldi. Mps era quasi fallita e da allora con Lovaglio c’è stato sempre un rapporto molto buono: non si aspettavano che si prestasse con un’operazione «da nemico».

 

Per gli esperti di Piazza Cuccia, debole è anche la gittata finanziaria dell’offerta, come emerso anche in Borsa, dove ieri Mediobanca volava mentre Mps cadeva. Il premio del 5% offerto dai senesi è già «sott’acqua » nelle quotazioni: e sembra che Nagel […] stia riscontrando tutta la perplessità di chi, senza avere un premio, dovrebbe scambiare la carta di una banca d’affari attiva nelle ricche gestioni patrimoniali con quella di una banca commerciale che tra due anni, quando i tassi saranno scesi e i crediti fiscali legati a passate perdite, vedrà scendere di circa un terzo gli utili ordinari.

 

francesco gaetano caltagirone

Ma anche un rilancio serio, da parte senese, pare complesso: Mediobanca capitalizza 13,72 miliardi e Mps 8,17. Servirebbe un’iniezione di cassa miliardaria per attrarre gli azionisti di Nagel più laici. Quelli del mercato, nel senso che almeno un 35% è nel controllo di Delfin, Caltagirone e loro sodali: ma per vincere Siena deve raccogliere almeno un 66,67%, quindi manca un 30% circa.

 

E difficilmente potranno comprare i primi due soci, che sono già vicini alle soglie di vigilanza. Un altro argomento intorno al quale il management inizia a ragionare è un cavaliere bianco. Mediobanca ora è sotto Opa, quindi soggetta alla passivity rule e non può intentare mosse difensive. Ma nulla vieta a un’altra banca di presentare un progetto più affine e gradito agli investitori. «Potremmo trovare qualcuno più simile a noi – ragionano i manager – ma noi siamo simili a pochi. […]». In Italia, solo Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno queste caratteristiche: ma già nei mesi scorsi si erano chiamate fuori.

 

FRANCESCO MILLERI

2. "L'OFFERTA È OSTILE E BASSA" MEDIOBANCA GIOCA IN DIFESA L'IPOTESI DEL CAVALIERE BIANCO

Estratto dell’articolo di Francesco Spini per “La Stampa”

 

Alberto Nagel, […] che […] ha sorpassato indenne già due battaglie campali (tutte finanziarie, fortunatamente) contro Caltagirone e Milleri, una volta nel Leone contro la lista organizzata dall'imprenditore romano, e una volta in casa sua, poco più di un anno fa, quando la lista del consiglio ha prevalso contro quella di minoranza messa in campo da Delfin, non starà però a guardare. Gli avvocati sono in allerta in vista dell'esame che la Bce – sebbene sarebbe stata sondata da Mps prima di calare le carte – sarà chiamata a fare.

 

ANDREA ORCEL CARLO MESSINA

Adesso che suona la campana dell'ultima battaglia, pur nella tensione del momento, Nagel è pronto a resistere, pur con i paletti della "passivity rule". Ritiene che la prima difesa sia andare a guardare il merito dell'offerta di Siena. E il banchiere erede di Cuccia e Maranghi la reputa molto povera dal punto di vista finanziario e ancor più nel suo aspetto industriale.

 

[…] a Mediobanca non scorgono sinergie da ricavi con Mps, casomai "dissinergie", con il rischio di un fuggi fuggi di banker e consulenti, quelli che nel mestiere della banca d'affari e nelle gestioni di grandi patrimoni fanno la differenza. E poi sui costi: esagerato pensare a 300 milioni di risparmi, laddove non ci sono sovrapposizioni di sportelli da sanare ma solo oneri di holding function da limare. Non oltre i 150-180 milioni.

GLI AZIONISTI DI GENERALI IL RISIKO BANCARIO - L OFFERTA DI MPS SU MEDIOBANCA E QUELLA DI UNICREDIT SU BANCO BPM

 

[…]

 

 

Ultimi Dagoreport

woody allen ian bremmer la terrazza

FLASH! – A CHE PUNTO E' LA NOTTE DELL’INTELLIGHENZIA VICINA AL PARTITO DEMOCRATICO USA - A CASA DELL'EX MOGLIE DI UN BANCHIERE, SI È TENUTA UNA CENA CON 50 OSPITI, TRA CUI WOODY ALLEN, IMPEGNATI A DIBATTERE SUL TEMA: QUAL È IL MOMENTO GIUSTO E IL PAESE PIÙ ADATTO PER SCAPPARE DALL’AMERICA TRUMPIANA? MEGLIO IL CHIANTISHIRE DELLA TOSCANA O L’ALGARVE PORTOGHESE? FINCHE' IL POLITOLOGO IAN BREMMER HA TUONATO: “TUTTI VOI AVETE CASE ALL’ESTERO, E POTETE FUGGIRE QUANDO VOLETE. MA SE QUI, OGGI, CI FOSSE UN OPERAIO DEMOCRATICO, VI FAREBBE A PEZZI…”

meloni musk trump

DAGOREPORT – TEMPI DURI PER GIORGIA - RIDOTTA ALL'IRRILEVANZA IN EUROPA  DALL'ENTRATA IN SCENA DI MACRON E STARMER (SUBITO RICEVUTI ALLA CASA BIANCA), PER FAR VEDERE AL MONDO CHE CONTA ANCORA QUALCOSA LA STATISTA DELLA GARBATELLA STA FACENDO IL DIAVOLO A QUATTRO PER OTTENERE UN INCONTRO CON TRUMP ENTRO MARZO (IL 2 APRILE ENTRERANNO IN VIGORE I FOLLI DAZI AMERICANI SUI PRODOTTI EUROPEI) - MA IL CALIGOLA A STELLE E STRISCE LA STA IGNORANDO (SE NE FOTTE ANCHE DEL VOTO FAVOREVOLE DI FDI AL PIANO “REARM EUROPE” DI URSULA). E I RAPPORTI DI MELONI CON MUSK NON SONO PIÙ BUONI COME QUELLI DI UNA VOLTA (VEDI IL CASO STARLINK), CHE LE SPALANCARONO LE PORTE TRUMPIANE DI MAR-A-LAGO. PER RACCATTARE UN FACCIA A FACCIA CON "KING DONALD", L'ORFANELLA DI MUSK (E STROPPA) E' STATA COSTRETTA AD ATTIVARE LE VIE DIPLOMATICHE DELL'AMBASCIATORE ITALIANO A WASHINGTON, MARIANGELA ZAPPIA (AD OGGI TUTTO TACE) - NELLA TREPIDANTE ATTESA DI TRASVOLARE L'ATLANTICO, OGGI MELONI SI E' ACCONTENTATA DI UN VIAGGETTO A TORINO (I SATELLITI ARGOTEC), DANDO BUCA ALL’INCONTRO CON L'INDUSTRIA DELLA MODA MILANESE (PRIMA GLI ARMAMENTI, POI LE GONNE)... 

davide lacerenza giuseppe cruciani selvaggia lucarelli

TE LO DÒ IO IL “MOSTRO”! – SELVAGGIA LUCARELLI, CHE SBATTE AL MURO GIUSEPPE CRUCIANI, REO DI ESSERE NIENT’ALTRO CHE IL “MEGAFONO” DI LACERENZA, DIMENTICA CHE L’AUTORE DEL PRIMO ARTICOLO CHE HA PORTATO ALLA RIBALTA LE NEFANDEZZE DELLO SCIROCCATO DELLA GINTONERIA E’ PROPRIO LEI, CON UNA BOMBASTICA INTERVISTA NEL 2020 SULLE PAGINE DI T.P.I. (“LA ZANZARA” ARRIVA SOLO NEL 2023) – POI TUTTI I MEDIA HANNO INZUPPATO IL BISCOTTO SULLA MILANO DA PIPPARE DI LACERENZA. IVI COMPRESO IL PALUDATO “CORRIERE DELLA SERA" CHE HA DEDICATO UNA PAGINATA DI INTERVISTA AL "MOSTRO", CON VIRGOLETTATI STRACULT (“LA SCOMMESSA DELLE SCOMMESSE ERA ROMPERE LE NOCI CON L’UCCELLO, VINCEVO SEMPRE!”) - ORA, A SCANDALO SCOPPIATO, I TRASH-PROTAGONISTI DELLE BALORDE SERATE MILANESI SPUNTANO COME FUNGHI TRA TV E GIORNALI. SE FILIPPO CHAMPAGNE È OSPITE DI VESPA A “PORTA A PORTA”, GILETTI RADDOPPIA: FILIPPO CHAMPAGNE E (DIETRO ESBORSO DI UN COMPENSO) LA ESCORT DAYANA Q DETTA “LA FABULOSA”… - VIDEO

andrea scanzi

DAGOREPORT - ANDREA SCANZI, OSPITE DI CATTELAN, FA INCAZZARE L’INTERA REDAZIONE DEL “FATTO QUOTIDIANO” QUANDO SPIEGA PERCHÉ LE SUE “BELLE INTERVISTE” VENGONO ROVINATE DAI TITOLISTI A LAVORO AL DESK: “QUELLO CHE VIENE CHIAMATO IN GERGO ‘CULO DI PIETRA’ È COLUI CHE NON HA SPESSO UNA GRANDE VITA SOCIALE, PERCHÉ STA DENTRO LA REDAZIONE, NON SCRIVE, NON FIRMA E DEVE TITOLARE GLI ALTRI CHE MAGARI NON STANNO IN REDAZIONE E FANNO I FIGHI E MANDANO L'ARTICOLO, QUINDI SECONDO ME C'È ANCHE UNA CERTA FRUSTRAZIONE” - “LO FANNO UN PO’ PER PUNIRMI” - I COLLEGHI DEL “FATTO”, SIA A ROMA CHE A MILANO, HANNO CHIESTO AL CDR DI PRENDERE INIZIATIVE CONTRO SCANZI - CHE FARA’ TRAVAGLIO? - LE SCUSE E LA PRECISAZIONE DI SCANZI - VIDEO!

roberto tomasi – andrea valeri blackstone – gianluca ricci macquarie – scannapieco – salvini autostrade

DAGOREPORT - DUE VISIONI CONTRAPPOSTE SUL FUTURO DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA (ASPI) SI SONO CONFRONTATE AL CDA DI QUESTA MATTINA. DA UNA PARTE CDP (51%), DALL’ALTRA I FONDI BLACKSTONE (24,5%) E MACQUARIE (24,5%). IN BALLO, UN PIANO CHE HA COME PRIORITÀ LA MESSA IN SICUREZZA DELLA RETE AUTOSTRADALE. ALLA RICHIESTA DEI DUE FONDI DI VARARE UN SOSTANZIOSO AUMENTO DELLE TARIFFE, CHE PORTEREBBERO A UNA IMPENNATA DEI PREZZI SU OGNI GENERE DI MERCI E UN TRACOLLO DI CONSENSO PER IL GOVERNO MELONI, OGGI IN CDA CDP HA RISPOSTO CON UN CALCIONE DECIDENDO CHE NON SARANNO PIÙ DISTRIBUITI DIVIDENDI PARI AL 100% DELL’UTILE: PER L'ESERCIO 2024 SI LIMITERANNO AL 60% - CHE FINE FARA' IL CEO ROBERTO TOMASI?