MANAGER DA DUE (CANNA)LIRE - DALLO SCANDALO BPM, ESCE UN PERSONAGGIO FINORA SCONOSCIUTO ALLE CRONACHE: ANTONIO CANNALIRE - IL BRILLANTE “DOBERMAN” DI PONZELLINI, CON ALLE SPALLE DUE SOCIETÀ FALLITEx, AVEVA UN CONTRATTO CO.CO.CO CON LA BPM - PERCHÉ? PER FARE TELEFONATE AI MINISTRI, PER FAR OTTENERE FINANZIAMENTI AGLI AMICI DEI POLITICI - IL VECCHIO CARO MESTIERE DEL FACCENDIERE NON MUORE MAI…

Mario Gerevini per il "Corriere della Sera"

Telefona a ministri per invitarli a cena «finché abbiamo una banca», cioè la Popolare di Milano (Bpm). Assicura il «presidio» sui finanziamenti a società vicine ad altri ministri. Traffica con i sindacalisti che comandano in banca. Chiama il fratello del premier per tranquillizzarlo sulle sue «pendenze» creditizie. Minaccia i funzionari della banca se non accelerano certe pratiche.

MASSIMO PONZELLINI

Al governo c'è Silvio Berlusconi con i suoi ministri, la banca è la Popolare di Milano (Bpm), la presiede e la presidia Massimo Ponzellini (fino a ottobre 2011), una garanzia per il centrodestra, Lega compresa. Ma non è lui direttamente che traffica, telefona e minaccia. Non è nemmeno l'amministratore delegato o il direttore generale.

LA SEDE DELLA BPM - BANCA POPOLARE DI MILANO - A PIAZZA MEDA A MILANO

È un tizio che fino ieri, fin quando non è scoppiato lo scandalo dei finanziamenti Bpm, nessuno aveva mai sentito: tale Antonio Cannalire da Francavilla Fontana (Brindisi). Il massimo successo raggiunto in carriera da questo trentasettenne pugliese trasferitosi a Roma, era stato un posto in consiglio di amministrazione nella Francavilla Fontana Multiservizi, l'azienda comunale che gestiva business tipo illuminazione delle strade, lampade votive ecc. Fallita. Poi si è messo in società con altri in un'azienda di software. Fallita.

Con questo fulminante curriculum e grazie all'amicizia e agli affari (giochi d'azzardo), Cannalire è approdato alla finanza che conta, nella banca dei milanesi.

Con che ruolo "comandava" in Bpm? A che titolo influiva sulla direzione crediti di una grande banca per affidare clienti senza requisiti ma politicamente sponsorizzati?
Era il segretario ufficioso del presidente. O factotum. Meglio: collaboratore. Qualcuno lo definiva «il manager del presidente», come se Ponzellini fosse un calciatore qualsiasi.

 

Ma la definizione esatta di quest'uomo brillante, veloce, intraprendente, trasversale e soprattutto spregiudicato è una sola: faccendiere. Una sorta di Pierangelo Daccò, il mediatore della sanità lombarda, ma con un bel contrattino da co.co.co da esibire. Tanto quello era «sotterraneo», quanto questo era ufficialmente il faccendiere del presidente. Anche se poi sui contratti c'era scritto «consulente».

Per le sue «prestazioni» che danneggiavano la banca era pagato dalla banca, non da Ponzellini. Gli fu firmato un contratto a progetto annuale che porta la data del 26 maggio 2010: 50 mila euro annui, raddoppiati al primo rinnovo nel 2011. Si vede che aveva "lavorato" bene.

ANDREA BONOMI

Ma per cosa lo pagavano? «Supporto alla Presidenza - è scritto sul contratto - per le relazioni con la Pubblica Amministrazione centrale e locale e con le grandi imprese». Decisiva a battere la concorrenza dev'essere stata l'esperienza alla Francavilla Fontana Multiservizi.

In realtà Cannalire aveva cominciato la sua attività di faccendiere di sfondamento ben prima e dunque, come nota il Gip Cristina Di Censo nell'ordinanza d'arresto, il documento «ha false finalità di copertura» ex post. Oltretutto l'oggetto è «vago e indeterminato» e Cannalire esercita poteri che dovrebbero essere riservati «a dipendenti in funzioni direttive». Invece è la longa manus del presidente e il contratto serve solo a giustificare la sua presenza in banca.

Tant'è che nel novembre scorso, un mese dopo l'insediamento della nuova gestione targata Andrea Bonomi, il rapporto con Cannalire è stato azzerato. Già però si addensavano nuvoloni neri sull'ex presidente e sul suo "dobermann". 

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