IL PASTICCINO DIVENTA UN PASTICCIO: PRADA IMPUGNA LA VENDITA DI COVA AD ARNAULT!

Nicola Di Molfetta per http://www.economiaweb.it/

La casa di moda quotata a Hong Kong ha chiesto allo studio Bonelli Erede di impugnare la cessione della pasticceria a Lvmh.

Prada riapre i giochi per il controllo di Cova. O almeno ci prova. Lo studio Bonelli Erede Pappalardo ha impugnato la cessione della storica pasticceria milanese alla holding del lusso francese Lvmh, per conto di Patrizio Bertelli e del gruppo quotato a Hong Kong.

UN'OPERAZIONE DA 15 MILIONI DI EURO. Secondo quanto riferito da Legalcommunity.it, i soci Sergio Erede e Stefano Cacchi Pessani dello studio che già nel 2011 assistette Prada per la sua Ipo, hanno presentato un ricorso. La notizia secondo quanto ha potuto verificare Economiaweb.it ha del fondamento anche se le parti interessate non hanno voluto commentarla.

Soprattutto, al momento, non è chiaro quali siano gli appigli legali su cui Prada ha fondato la richiesta di invalidazione della cessione avvenuta, secondo i rumors, per 15 milioni, vale a dire tre in più di quanti ne aveva offerti Prada alla famiglia Faccioli.

UN'OPERAZIONE INSEGUITA DA FEBBRAIO. Bertelli e consorte inseguivano questa operazione dall'inizio del 2013. A febbraio, addirittura, sembrava cosa fatta. Poi, lo scorso 27 giugno c'è stato il colpo di scena, con l'annuncio del colpaccio messo a segno dal colosso francese proprietario di Bulgari, Louis Vuitton e degli champagne Dom Pérignon.

Un'offerta economica più ghiotta. Ma non solo. Dietro alla scelta degli acquirenti da parte della famiglia Faccioli ci sarebbe stato il timore che i nuovi proprietari potessero decidere di spostare l'ingresso dello storico caffè milanese in via Sant'Andrea. Infatti, i locali dove presero corpo i moti delle cinque giornate di Milano, sono adiacenti a quelli del Flagship store di Prada in via Montenapoleone. Prada era disposta a pagare 12 milioni per l'80% del capitale.

SOSTENERE SVILUPPO INTERNAZIONALE. Nelle intenzioni di Lvmh, che per l'operazione è stata affiancata dagli avvocati, Paolo Montironi e Pietro Zanoni dello studio Nctm, l'acquisizione di Cova, affiancata dai legali di Chiomenti, «ha il duplice obiettivo di preservare questa istituzione della storia milanese, mantenendo negli attuali spazi la Pasticceria di Via Montenapoleone, e di sostenere con forza il suo sviluppo a livello internazionale, grazie alle sinergie messe a disposizione dal gruppo Lvmh».

Cova, nel suo piccolo, già negli anni 90 aveva intrapreso un percorso di internazionalizzazione aprendo una pasticceria a Hong Kong, inaugurata nel 1994, e portando prodotti a marchio nei franchisee di Hong Kong, Tokyo e Shanghai, su navi da crociera e in alcuni locali storici italiani.

 

pasticceria cova storica pasticceria cova pasticceria cova MIUCCIA PRADA E PATRIZIO BERTELLI ARRIVANO A CA CORNER SERGIO EREDEBernard Arnault

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