PIAZZA AFFARI CEDE LO 0,55% CON SPREAD SEMPRE PIU' GIU' A 154 PUNTI - FIAT CEDE L'1,17% NEL GIORNO DELLA PRESENTAZIONE DEL NUOVO PIANO AL 2018 - IN ROSSO LE BANCHE, SI SALVA SNAM (+1,25%)

Carlotta Scozzari per Dagospia

Si è conclusa una giornata caratterizzata dalle vendite sui mercati finanziari, che ha visto il Ftse Mib di Piazza Affari chiudere in calo dello 0,55% a quota 21.521,65 punti. In contemporanea, anche a Wall Street i listini si muovono al ribasso, secondo gli esperti di Ig a sottolineare che gli operatori preferiscono rimanere in attesa del discorso di domani a Washington di Janet Yellen, dall'inizio del 2014 alla guida della Federal Reserve.

"Interessante - osservano da Ig - sarà notare i commenti del numero uno della Fed, dopo i dati eccezionali arrivati su più fronti nelle ultime sedute. La domanda che si pongono in molti è se l'accelerazione dell'economia Usa possa essere interpretata come un driver per una possibile uscita anticipata dal Quantitative easing", ossia dalla politica che ha caratterizzato gli ultimi anni oltre oceano e che consiste nell'inondare i mercati di liquidità per favore la ripresa. Una ripresa che, però, bisogna ancora capire se c'è. Nel frattempo, lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi è nuovamente sceso di slancio a 154 punti.

A Piazza Affari, intanto, la giornata di Borsa si è snodata intorno alla presentazione del nuovo piano industriale al 2018 di Fiat Chrysler Automobiles, che si è tenuta oggi ad Auburn Hills, alle porte di Detroit. Dall'evento è emerso, tra le altre cose, che il gruppo automobilistico guidato da Sergio Marchionne punta per il marchio Fiat a vendere 1,9 milioni di vetture a livello globale entro la fine del 2018. A Milano, le azioni Fiat, dopo una partenza tonica, hanno progressivamente invertito la rotta, fino a chiudere in flessione dell'1,17 per cento. Debole anche Exor, che ha lasciato sul terreno l'1,24%, mentre Cnh ha chiuso quasi invariata (+0,06 per cento).

In generale, vendute le banche, con il Banco Popolare giù del 2,29%, Popolare dell'Emilia Romagna in discesa dell'1,53%, Unicredit dell'1,33%, Bpm in calo dell'1,15% nel secondo giorno di aumento di capitale e Intesa Sanpaolo in flessione dello 0,48 per cento. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha raggiunto un accordo con i sindacati Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Dircredito, Sinfub e Ugl che prevede, tra le altre cose, che i 65mila dipendenti della banca ne diventino azionisti attraverso un conferimento gratuito di titoli.

Rialzo di oltre un punto principale, sul Ftse Mib, soltanto per Buzzi Unicem (+1,78%), Stmicroelectronics (+1,1%) e Snam (+1,25 per cento). Quest'ultima proprio oggi ha annunciato di avere chiuso il primo trimestre del 2014 con un utile netto in crescita del 20,7% a 292 milioni di euro.

 

fiat marchionne monti IL NUOVO LOGO DI FIAT CHRYSLER AUTOMOBILESSNAM UNICREDITbanco popolarelogo BPM

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