PIAZZA AFFARI CROLLA DELL'1,31% SOTTO IL PESO DI FIAT (-11,7%) E FINMECCANICA (-7,5%) - GIU' ANCHE MPS (-6,3%) E BANCO POPOLARE (-5,7%) - SPREAD STABILE A 154 PUNTI - STAMPA BASTARDA: QUOTIDIANI TUTTI IN NETTO CALO SUL 2013. TRANNE IL "SOLE" CHE CRESCE DEL 25%

Carlotta Scozzari per Dagospia

A Piazza Affari si è conclusa una giornata di Borsa letteralmente da dimenticare, con l'indice di riferimento Ftse Mib che, crollato soprattutto sotto il peso dell'andamento della Fiat, ha chiuso in discesa dell'1,31% a 21.240,74 punti.

I listini internazionali hanno aumentato il rosso nel pomeriggio quando, oltre oceano, ha parlato la numero della Federal Reserve (Fed), Janet Yellen, che ha confermato che la politica monetaria, se necessario, resterà accomodante, ma nello stesso tempo ha fatto sapere che colloca il miglioramento dell'economia già nel 2015. Intanto, lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi è rimasto stabile ai minimi di 154 punti.

All'interno del Ftse, dopo la presentazione del nuovo piano industriale di ieri da parte del numero uno Sergio Marchionne, sono crollate le azioni Fiat, in picchiata dell'11,69 per cento. A storcere il naso oggi sono stati gli analisti, che hanno giudicato il progetto di Marchionne troppo ambizioso e ritengono, piuttosto, che il gruppo Fiat-Chrysler (Fca) necessiti di un aumento di capitale.

Rosso profondo anche per Finmeccanica, che, dopo che ieri ha presentato risultati trimestrali in rosso, ha ceduto in Borsa il 7,49 per cento. Giù anche le banche, con Mps in flessione del 6,34%, il Banco Popolare del 5,69% e Bpm del 5,39 per cento.

Per contro, in rialzo le azioni dell'energia: Enel ha guadagnato lo 0,7% ed Eni lo 0,75 per cento. Il gruppo petrolifero italiano del Cane a sei zampe ha raggiunto con quello ungherese Mol un accordo per rilevare le controllate di Eni nella Repubblica Ceca, in Slovacchia e in Romania che includono le 208 stazioni di rifornimento.

Enel green power ha guadagnato lo 0,97% nel giorno in cui il cda ha approvato i risultati del primo trimestre del 2014, che si è chiuso con un utile netto di 170 milioni, in crescita del 14,9% rispetto ai 148 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso.

 

2. STAMPA BASTARDA
A marzo prosegue la stagnazione dei quotidiani italiani. A marzo 2014, sia rispetto all'ultima rilevazione Ads di febbraio 2014, sia rispetto a quella di un anno fa, il segno che precede il dato è negativo per tutti i principali giornali. Con una sola vistosa eccezione, il Sole 24 Ore che in entrambi i casi ha un segno positivo davanti.

E il dato di un anno è incontrovertibile: il quotidiano economico, che certo non sta beneficiando di una ripresa economica o di un boom della Borsa come avvenuto in altre occasioni, guadagna da un anno all'altro il 25,2 per cento arrivando a 362.377 copie a poca distanza da Repubblica e si conferma primo nelle copie digitali con oltre 170 mila copie.

Ecco l'andamento dei primi sette quotidiani italiani (somma di copie cartacee e copie digitali)

• Corriere della Sera -3.0% vs Feb14; -5.3% vs Mar13,
• La Repubblica -0.7% vs Feb14; -12.6% vs Mar 13,
• Il Sole 24 Ore + 0,6% vs Feb 14; +25,2% vs Mar 13
• Gazzetta dello Sport -2.8% vs Feb14; -7.7% vs Mar13,
• Gazzetta dello Sport del Lunedì -0.2% vs Feb14; -5.5% vs Mar13,
• La Stampa -0.9% vs Feb14; -7.8% vs Mar13,
• Il Messaggero -1.0% vs Feb14; -2.6% vs Mar13.

Per quanto riguarda la diffusione delle copie digitali Il Sole 24 Ore conferma la leadership con 170,334 copie medie diffuse (+3.2% vs Feb14; +182.0% vs Mar13), contro le 94,856 del Corriere della Sera (-2.2% vs Feb14; +58.4% vs Mar13) e 60,249 di Repubblica (+3.8% vs Feb14; +26.6% vs Mar13).

 

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