"SEGUI I SOLDI" DI DAVID MARTINEZ - DALLE ISOLE VERGINI A BARCELLONA E SIENA: LA RETE DI SCATOLE DI COMODO CHE IL NEO SOCIO DI MPS USA PER COMPRARE QUOTE NELLE SOCIETA'

Massimo Sideri per ‘Il Corriere della Sera'

«Segui i soldi» dice Gola profonda a Robert Redford nel film sul Watergate, Tutti gli uomini del presidente . Il problema con la galassia di David Martinez - il finanziere messicano neo azionista di Monte dei Paschi di Siena e in attesa di prendere il controllo di Telecom Argentina - è che i soldi spariscono presto, già al primo piano delle sue realtà gemelle: Fintech Advisory Inc, la società al 375 di Park Avenue, New York, con domicilio in Delaware, e Fintech Advisory Ltd in Grant Thorton House a Londra. Della prima si sa solo che è la società usata per le operazioni d'Oltreoceano, che ha 4 dipendenti, 56o mila euro di profitti e zero utili.

Leggermente più corposo il bilancio della cugina londinese che Martinez ha usato per acquistare il 5% del Banco Sabadell, la quarta banca privata spagnola, e che probabilmente deterrà anche la quota in Mps. In questo caso il giro d'affari è di 3,59 milioni di dollari e un utile netto di 5 mila euro (sic!). Se poi si sale di un ulteriore livello si finisce nell'isola delle British Virgin Island, Tortola, a Road Town, dove si perde qualunque segnale «gps» e dove diventa impossibile anche dire di chi siano i soldi-che-non-si-vedono. Martinez opera da solo o come gestore del fondo? Nell'isola risiedono la Fimex International Ltd, presso la Morgan&Morgan, e la Fintech Investment Ltd.

D'altra parte non è certo il primo e non sarà certo l'ultimo ad usare lo schermo dei paradisi fiscali. C'è un motivo se a Tortola ci sono 15 mila abitanti e oltre 400 mila società offshore. E allora, visto che Martinez avrebbe anche pagato una società per «pulire» il web, l'unico modo per procedere è spulciare nei documenti ufficiali (pochi) come quelli della Sec, l'authority Usa che vigila su Wall Street, e quelli dei processi in Argentina.

Nel 2003 la Fintech Advisory Inc. si scontrò con Arun Sarin, allora chief executive officer di Vodafone, e Ricardo Salinas, propietario di Movil, operatore telefonico messicano, per il controllo di Iusacell. Nelle lettere inviate agli azionisti di Iusacell e nei documenti relativi depositati presso la Sec emergono due particolari importanti: il primo è il ruolo di Julio Herrera, messicano con la cittadinanza statunitense, al fianco di Martinez fin dal ‘97. Herrera compare a tutti i livelli della galassia: è sia il procuratore che firma per la Fimex International, sia il presidente di Fintech a New York. Ed è sempre lui che entra nelle società per gestirle come è accaduto con Cablevision, la società argentina che controlla a sua volta il giornale anti-governativo, Clarìn.

L'altra cosa che emerge è che, in pratica, tutte le società ai piani inferiori sono solo società di advisoring e scatole di comodo per presentare le offerte. La Fimex è la cassaforte chiave come si capisce leggendo i documenti Sec di acquisto delle quote di Nortel, la holding che controlla parte del capitale di Telecom Argentina. L'altro indizio importante dei documenti è il modus operandi, sempre lo stesso, del finanziere messicano: acquista con la Fimex debiti deteriorati a basso costo. Poi tenta di acquistare la società stessa forte del controllo sull'indebitamento.

Con Iusacell gli andò male e rimase con il cerino in mano. Con Cablevision, la società un tempo di John Malone, il gioco valse la candela: salì al 50% del gruppo contravvenendo alle stesse leggi argentine che limitano al 30% la quota massima di una società media in mano a uno straniero. Nel processo, pur dovendo accettare di scendere al 40%, fu difeso dalla procura per essere stato il «più grande investitore privato in Tango bond». Nella sostanza il più importante creditore singolo dell'Argentina. La cifra? Un miliardo di dollari.

 

 

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