IL SEGRETARIO DELLE BANCHE POPOLARI BACCHETTA BANKITALIA: SBAGLIA I CONTI! - MA NON È LO STESSO CHE FONDÒ UNA BANCA POI COMMISSARIATA?

1. LE POPOLARI BACCHETTANO BANCA D'ITALIA
Bankomat per Dagospia

Caro Dago, "MF" oggi ospita una precisazione apparentemente tecnica del segretario di Assopopolari, Giuseppe De Lucia. Il soggetto critica con garbo, ma con una certa energia, niente meno che la Banca d'Italia.

E denuncia una cosuzza da niente: nelle statistiche di Via Nazionale sulla composizione del mondo bancario le Popolari sono "sottopesate" perché pare si siano dimenticati di inserire i bilanci delle spa controllate da banche cooperative e i bilanci delle banche popolari singole, quelle che non costituiscono "gruppo bancario".

Sicché le Popolari peserebbero non per il 16 e per il 14 per cento nelle tabelle di raccolta e impieghi, ma rispettivamente per il 25 e 26 per cento del settore creditizio. La differenza non è da poco.

Tecnicamente ha ragione Assopopolari. Ma questa pedante bacchettata dei controllati al controllore, proprio mentre il controllore sta ispezionando le banche popolari per vedere la tenuta del loro patrimonio e mentre i cittadini leggono dell'ennesimo scandalo da governance ridicola e ottocentesca che travolge una popolare (la Milano), potrebbe rivelarsi un clamoroso autogol.

Oltrettutto il De Lucia, come raccontato su questo sito anni fa, a tempo perso aveva fondato una banchetta privata poi malamente fallita e commissariata da Via Nazionale, ovvero Banca MB. Con dietro tanti ricconi del Nord Est e non solo. Forse sarebbe stato meglio, per Assopopolari, far finta di niente e mantenere un religioso silenzio.


2. QUEI CONTI DI BANCA D'ITALIA CHE RIDIMENSIONANO IL PESO DELLE POPOLARI
Lettera di Giuseppe De Lucia Lumeno a "MF - Milano Finanza"

Caro direttore,

ho letto stamattina il vostro supplemento in edicola dedicato all'Atlante delle banche leader 2013. Purtroppo i dati aggregati riguardanti le banche popolari sono errati. La stessa Banca d'Italia ha riconosciuto, recentemente, il suo errore e, pertanto, dalla prossima Relazione del Governatore l'appendice alla relazione conterrà quelle modifiche essenziali a rappresentare in modo corretto la realtà del credito popolare. Naturalmente il problema è di metodo. E questo ha creato, purtroppo, una catena di errori di lettura e di rappresentazione dell'operatività delle popolari.

Le fonti della Banca d'Italia, infatti, risultano già da alcuni anni, parziali e per certi versi ingannevoli: ciò è dovuto a definizioni non sempre coerenti delle componenti in cui è articolato il sistema bancario italiano. Il riferimento va in particolare alle tavole dell'Appendice statistica alla Relazione, che riportano i principali aggregati di stato patrimoniale, di conto economico e di situazione dei conti, articolati per categoria giuridica degli intermediari creditizi. Le tavole in questione offrono conoscenze quantitative essenzialì per comprendere le dinamiche dei volumi e dei flussi intermediati riferite alle diverse componenti del sistema.

Tuttavia, laddove ci si riferisce alla categoria delle banche popolari, il dato riguarda in realtà i soli gruppi creditizi controllati da popolari, trascurando il contributo delle banche cooperative individuali, nel caso dei dati patrimoniali, e delle spa controllate, nel caso dei conti economici e della situazione dei conti.

Tant'è che le quote di mercato che emergono da queste tavole sono pari al 16% per la raccolta e al 14% per gli impieghi a clientela, quando invece i rispettivi valori corrispondono al 26 e al 25% se consideriamo i raggruppamenti completi, ovvero quelli comprensivi dei dati relativi alle banche spa controllate da popolari cooperative e alle banche cooperative non iscritte all'albo dei gruppi. Una differenza quindi tutt'altro che trascurabile, superiore di «appena» 10 punti percentuali.

Ma la grandezza che rende più evidente la diversa lettura statistica delle banche della categoria da parte di Bankitalia è quella riferita agli sportelli bancari per cui nell'appendice è riportato un dato complessivo di 5.469 dipendenze contro un totale effettivo di circa 9.300 nel 2012. La differenza di oltre 3.800 sportelli viene fatta confluire all'interno del raggruppamento delle spa e così facendo la quota di mercato delle popolari, che in realtà è superiore al 28%, scende al 16% del dato di Sistema.

Il descritto metodo di rappresentazione ha contaminato, purtroppo, le numerose altre rappresentazioni degli aggregati bancari - pubblicate da qualche anno - che come comunicatoci da Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d'Italia, il prossimo anno saranno sanate in occasione della relazione del Governatore.

Cordiali saluti

Giuseppe De Lucia Lumeno

segretario Assopopolari

 

 

 

Ignazio Visco visco ignazio LA SEDE DELLA BPM - BANCA POPOLARE DI MILANO - A PIAZZA MEDA A MILANOlogo BPMgiuseppe de lucia lumeno giuseppe de lucia lumeno assopopolari

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