debiti

CHE STRANO: I PICCOLI IMPRENDITORI IN DIFFICOLTÀ NON VOGLIONO INDEBITARSI - SAPETE QUANTE DOMANDE PER I FAMOSI 25MILA EURO ''SENZA BUROCRAZIA'' SONO ARRIVATE AL FONDO DI GARANZIA DEL MEDIOCREDITO CENTRALE, GUIDATO DA BERNARDO MATTARELLA? DUEMILA! UN NUMERO RIDICOLO. ''LE GRANDI BANCHE NON HANNO ANCORA PRESENTATO OPERAZIONI IN FORMATO MASSIVO''

 

Laura Serafini per ''Il Sole 24 Ore''

 

 

Il portale del Fondo per le Pmi è operativo ormai da quasi una settimana ma ancora mercoledì sera il numero complessivo delle richieste autorizzate per i prestiti entro i 25 mila euro superava di poco quota 2 mila, a fronte di centinaia di migliaia di domande pervenute alle banche.

 

BERNARDO MATTARELLA

«Sono state presentate alle 20 di ieri 2.002 domande per le coperture fino a 25 mila euro e con garanzia al 100 per cento. Ancora le grandi banche non hanno iniziato a presentare operazioni in formato massivo. Noi le abbiamo sensibilizzate a utilizzare flussi già a disposizione da tempo, in modo da poter utilizzare le funzionalità del fondo anche nelle ore notturne, per caricare il più rapidamente possibile le loro richieste».

 

A parlare ieri durante un' audizione presso la commissione d' inchiesta sulle banche è stato l' amministratore delegato di Mediocredito centrale, che gestisce il Fondo per le Pmi, Bernardo Mattarella. Le ragioni di un flusso ancora non sostenuto non sono del tutto chiare. E qualcuno arriva anche a ipotizzare che una ragione potrebbe essere che la dotazione del fondo, pari a 1,7 miliardi, non sarebbe sufficiente a fare fronte al numero delle richieste di garanzie e per questo gli istituti di credito potrebbe avere qualche cautela nel muoversi per non trovarsi a finanziare e poi a restare senza la copertura al 100 per cento dello Stato.

 

Ma in realtà le cose non stanno in questo modo, perchè sono due le verifiche che il fondo fa prima di dare riscontro alla banca (che al quel punto può erogare da subito) : la prima è che la stessa richiesta non sia stata fatta anche tramite un' altra banca. La seconda è che ci sia disponibilità di copertura della garanzia. In verità le banche, soprattutto quelle di maggiore dimensione, si sono organizzate per affidare a services esterni l' aggregazione delle domande e l' invio massivo al Fondo per le Pmi, processo che potrebbe prendere il via a breve.

 

conte gualtieri

Il taglio medio delle richieste di questo tipo di finanziamenti è attorno a 22 mila euro e margini di manovra per le garanzie, con le attuali dotazioni, ci sarebbe fino a circa 100 mila domande «Nelle interlocuzioni che abbiamo a livello di task force - ha assicurato ieri Mattarella -sappiamo che sono previsti ulteriori stanziamenti e dotazione finanziaria a favore del fondo». Il numero di uno di Mcc ha inoltre rivelato che stando «alle prime evidenze che ci stanno arrivando ci si sta muovendo tra tassi inferiori all' 1 per cento e tassi massimi intorno all' 1,6 per cento».

 

Stando alle informazioni che arrivano dal mondo bancario i tassi sarebbero in media sotto l' 1,2%, soprattutto per le maggiori banche come IntesaSanPaolo e Unicredit. I tassi più bassi, pari allo 0,04%, sono applicati perchè i prestiti richiesti hanno durata inferiore al massimo dei 72 mesi consentiti; i prestiti con durata inferiore a tre anni possono beneficiare di condizioni più vantaggiose perchè coincidono con la durata della raccolta fatta dalle banche presso la Bce, attraverso i programmi di acquisto Tltro che hanno durata triennale (e tassi negativi).

 

Ieri Mattarella ha annunciato che da lunedì si metterà in moto anche la macchina per le garanzie per i finanziamenti sopra i 25 mila euro. E cioè i prestiti fino a 800 mila euro per imprese con fatturato fino a 3,2 milioni e fino a 5 milioni per aziende fino a 499 dipendenti.

pignoramento conto corrente gualtieri e conte

 

«Per le garanzie al 90% per il 25% del fatturato fino a 5 milioni e quelle 90+10 saranno disponibili alle banche da lunedì della prossima settimana e già da oggi (ieri, ndr) sarà disponibile l' allegato da far compilare alle imprese per cui già si può lavorare per presentare le domande da lunedì della prossima settimana», ha detto il manager.

 

Il quale ieri ha fatto il punto sul totale delle domande pervenute al fondo dal 17 marzo: in tutto 17.881, per un valore oltre 2,6 miliardi . Di queste 16.368 sono ai sensi delle nuove norme e cioè quelle relative al decreto Cura Italia, come le moratorie, e includono le 2000 domande per la copertura dei finanziamenti fino a 25 mila euro.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...