IL TEATRINO DI DRAGHI E’ FINITO – CI PENSA IL NUMERO DUE DELLA GERMANIA SCHAEUBLE A SFANCULARE LA POLITICA DELLA BCE

Andrea Tarquini per "la Repubblica"

Una sorprendente affermazione del ministro delle Finanze federale Wolfgang Schaeuble, almeno come l'hanno riferita ieri sera due agenzie di stampa italiane citando la britannica Reuter, minaccia di creare allarme e pessimismo sui mercati.

Schaeuble, che come è noto è il politico più autorevole e influente nel governo tedesco dopo la cancelliera Angela Merkel, avrebbe infatti detto che secondo lui attivare l'ancora non utilizzato di acquisto da parte della Banca centrale europea (Bce) di bond di titoli sovrani di paesi dell'eurozona in difficoltà innescherebbe un dibattito sull'indipendenza della politica monetaria dell'Eurotower.

La dichiarazione tra l'altro è stata diffusa dai media poche ore prima della riunione attesa per oggi dell'Eurogruppo, cioè i ministri economici e finanziari dell'eurozona. I quali dovrebbero discutere piani di ricapitalizzazione diretta delle banche, un altro tema che divide gli esecutivi europei.

La dichiarazione di Wolfgang Schaeuble, se davvero verrà confermata, potrà suonare singolare, inattesa, preoccupante. Finora infatti il Bundesminister der Finanzen è stato, ai massimi livelli del potere politico tedesco ed europeo, una delle voci più autorevoli del partito delle colombe. Certo, parliamo sempre di una colomba tedesca, contraria
quindi all'emissione di eurobond chiesta o auspicata da paesi dell'Europa mediterranea.

Finora però, e più precisamente l'ultima volta la settimana scorsa, parlando a Karlsruhe davanti ai giudici della Corte costituzionale federale chiamati con una decisione controversa quale istituzione nazionale, di un paese solo, a deliberare sulla liceità delle outright mometary transactions, cioè appunto le operazioni di acquisto di buoni sovrani con liquidità illimitata da parte della Bce, egli aveva preso in modo esplicito, duro e determinato la difesa di quella scelta.

Scelta, come si ricorderà, adottata in settembre dal board della Bce su richiesta di Draghi e con l'opposizione di una sola voce: il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ritenuto un falco.

La politica della Eurotower, aveva detto Schaeuble ai giudici, è sia legittima, sia necessaria, sia efficace. Parole che avevano seccamente contestato l'accusa dei falchi secondo cui con il bazooka dell'acquisto sui mercati secondari di titoli sovrani di paesi deboli la Bce compirebbe un'azione di finanziamento mascherato dei debiti pubblici di quegli Stati, Italia compresa.

In Germania si vota il 22 settembre, e finora sia Schaeuble, sia la Merkel in persona si sono detti a favore delle decisioni del presidente della Bce. Schierandosi finora a fianco di Draghi Merkel e Schaeuble sfidavano quella che secondo recenti sondaggi è l'opinione di 48 tedeschi su cento, secondo i quali il piano bce andrebbe fermato.

Schaeuble si è poi detto determinato a combattere con ogni forza contro piani di centralizzare a livello europeo il potere di gestire i fallimenti di istituti di credito nell'Unione europea stessa.

 

Draghi e Schaeublewolfgang schaeuble e angela merkel MARIO DRAGHI MERKEL Mario Draghi con il membro del comitato esecutivo Asmussenweidmann draghi

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