CAFONALINO CANNES - SHARON STONE IN FORMA SMAGLIATA BATTE L’ASTA E INCASSA 25 MLN $ CONTRO L’AIDS - MIX DI GRAN GNOCCHE E PANTERONE FROLLATE (ORNELLA MUTI)

1. CANNES, SERATA AMFAR RACCOGLIE 25 MLN DOLLARI PER RICERCA SULL'AIDS
(LaPresse/AP) - Lo sfavillante party AmfAr, che annualmente si svolge a margine del festival di Cannes, ha raccolto 25 milioni di dollari per la ricerca sull'Aids. Il gala a Cap d'Antibes si è aperto con un'interpretazione di 'Goldfinger' (1964) di Shirley Bassey.

La cantante britannica è stata tra i diversi artisti, insieme con i Duran Duran, che hanno cantato durante l'asta-evento, presentata da Sharon Stone, contestuale al festival di Cannes. Il gala attrae da circa vent'anni le personalità più ricche e potenti dell'industria cinematografica e anche quest'anno non ha fatto eccezione con il magnate dei film Harvey Weinstein (produttore de 'Il lato positivo' e di 'Django Unchained'), Leonardo di Caprio, Jessica Chastain, Janet Jackson, Milla Jovovich e Goldie Hawn.

Gli oggetti messi all'asta comprendevano una litografia di Andy Warhol che ritrae il volto di Elizabeth Taylor. Poi all'asta è stata messa anche la possibilità di avere un ritratto di famiglia scattato dalla fotografa Annie Leibovitz, oppure una settimana ai Caraibi nel rifugio della stilista Donna Karen, infine una scintillante collana di diamanti da 53 carati.

AmfAr ha portato a conoscenza che ci sono circa 34 milioni di persone nel mondo affette da Aids. "Si può anche pensare che sia una cena un po' sciocca, si può deridere perché è piena di celebrità ben vestite" ha detto Leibovitz. "Ma è questo il punto: 80 milioni di dollari sono stati raccolti dall'avvio dell'amfAr. Ha salvato delle vite".

Il produttore hollywoodiano Weinstein ha preso il microfono più volte per lodare l'impegno dell'industria cinematografica contro l'Aids, sottolineando che solo due decenni fa la malattia era una "piaga incalzante", mentre adesso una cura potrebbe esse trovata nel corso della nostra vita.

L'evento amfAR è anche mondanità, una sfilata scintillante curata dalla stilista Carine Roitfeld che ha visto protagonisti look oro o nero, firmati Dior, Chanel, Lanvin e Prada, indossati da Karlie Kloss, Karolina Kurkova, Angela Lindvall e Alessandra Ambrosio. Le star sembravano essere in uno stato d'animo generoso considerando la cifra raccolta.


2. SHARON, NICOLE, CHARLENE TRA DIAMANTI E BURRATE
Egle Santolini per "La Stampa"


Scene da un party all'epoca dell'instabilità meteorologica, ovvero: che mi metto se stasera ricevono in barca e il termometro varia senza preavviso dai 10 ai 25 gradi, senza contare i nuboidi color piombo all'orizzonte?

Imparare dalle bellissime e sprezzanti che se ne fregano, tipo Irina Shayk moglie di Cristiano Ronaldo che l'altra sera indossava sul red carpet un nero fetish aggressivissimo, di quelli che ingenerano la domanda «come diavolo fa a star su»; certo che sollievo per le presenzialiste non più assistite dall'anticiclone il fatto che ieri sera il ventesimo gala dell'amfAR «Cinema against Aids» fosse al chiuso del fitzgeraldiano Eden Roc di Cap d'Antibes e non, poniamo, sullo spettacolare yacht Anni 30 Savarona come il megaparty Chopard della settimana scorsa.

Regìa dell'evento curato da Carine Roitfeld direttora globale di Harper's Bazaar , décor di Roberto Cavalli a base di motivi animalier, profluvi di lillà, rose, lathyrus e orchidee, addobbi a base di rami cristalli e coralli, intrattenimento musicale debitamente agée con i Duran Duran e Shirley Bassey.

Nel ruolo di battitora d'asta la recuperata Sharon Stone, inalterata 55enne con i capelli sciolti sulle spalle, che per un paio d'anni non s'era fatta viva sulla Croisette e accidenti quanto se n'era sentita la mancanza; e poi Jessica Chastain, Heidi Klum, Naomi Campbell, Kylie Minogue, Anja Rubik, Karolina Kurkova, Janet Jackson, e i meglio tycoon hollywoodiani presenti in città, primo fra tutti Harvey Weinstein con la moglie Georgina Chapman stilista della griffe Marchesa.

900 ospiti al top raggiungibile della propria forma fisica e sartoriale, tavoli in vendita fino a 250 mila dollari per dodici coperti, e due se li è presi l'ubiquo Cavalli che dalla tolda del suo RC, dove Sharon pasteggia a carote crude, presidia almeno nel côté mondano l'edizione 66 del festival: martedì sera ha pure offerto chianina e burrata di Andria alla principessa Charlene di Monaco.

È tornata Uma Thurman: Gilles Jacob rivela su Twitter che sarà lei a consegnare la Palma d'oro domenica sera, e speriamo non lo faccia con l'abitone che portava alla festa de Grisogono, maison peraltro funestata dal secondo furto del Festival: a sparire un collier di diamanti da 1,93 milioni di euro, che era in esposizione.

Son tornate Naomi Watts e Rooney Mara (da IWC, a sentire cantare Jamiroquai), la liliacea Dita von Teese che qui chiamano col meraviglioso termine di effeuilleuse , Jane Fonda sempre più miracolosa, e a dicembre sono 76, Aishwarya Rai dimagrita. La divina Nicole Kidman pare diligentissima nel suo ruolo di giurata, ma ha trovato il tempo per palesarsi al party di Calvin Klein in un audace abito di pelle nera.

Alec Baldwin per fortuna adesso è grigio e non più color mogano rancido, Keanu Reeves e Vincent Perez sono apparsi più spiegazzati del lecito, e nel ramo sex symbol per ragazze pensanti, visto che Ryan Gosling è giustamente stato a casa considerando quanto lo strapazza il regista Winding Refn, trova una sua imprevista collocazione il regista danese Thomas Vinterberg, presidente di giuria a Un certain regard.

Le ragazze più tenute d'occhio sono Alessandra D'Ambrosio, che ha fatto sensazione sul red carpet inguainata in una specie di corazza morbida in maglia d'argento, la supermodella brasiliana Ana Beatriz Barros, Anaïs Monory sex symbol subsahariano nel film Grisgris e Olivia Palermo, che non si capisce bene che faccia ma che è comunque ogni settimana su Elle.

E quelle davvero brave a recitare: la Marine Vacth del film di Ozon e le due temerarie amanti di Kechiche, Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux. Si mangia, si sbircia, si sfila e si balla. Non si sa ancora se sul ponte del Titanic. Al Carlton i sindacati raccolgono firme per salvare il glorioso albergo, e sono già a quota 3000: il proprietario quatarino Ghanim Ben Saad Al Saad non commenta.

 

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