giorgia meloni carlo nordio

GOVERNO E TOGHE ALLA BATTAGLIA FINALE – ALLA CAMERA INIZIA L’ITER DELLA LEGGE SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DI GIUDICI E PM. LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME PER FORZA ITALIA, TANTO SOGNATA DA SILVIO BERLUSCONI – PREVISTA ANCHE L’INTRODUZIONE DEL SORTEGGIO PER I CANDIDATI AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA – L’OBIETTIVO DELLA MAGGIORANZA È DI “CHIUDERE” ENTRO FINE MESE – PROPRIO OGGI IL PLENUM DEL CSM VOTA IL PARERE NEGATIVO SULLA RIFORMA…

Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

giorgia meloni carlo nordio

Affondo sulla giustizia. Arriva oggi al voto alla Camera la separazione delle carriere di giudici e pm. La madre di tutte le riforme per Forza Italia, che convince gli alleati soprattutto per l’introduzione del sorteggio per i candidati al Csm. Ieri, tra gli emendamenti depositati, ne è arrivato anche uno di Forza Italia che chiede di non prevederlo per i consiglieri laici [...]

 

La possibilità che sia approvato, secondo fonti di governo, è vicina allo zero. Il testo è blindato e procede con il cronoprogramma iniziale: sì della Camera entro fine mese, del Senato entro marzo, per arrivare a settembre a referendum. [...]

 

il plenum del csm

Il voto inizia però proprio nel giorno in cui il plenum del Csm vota il parere alla riforma. E secondo le previsioni sarà una bocciatura. In commissione la proposta critica con il testo era passata con cinque voti su sei: quello dei togati Antonello Cosentino (Area), Eligio Paolini (Magistratura indipendente), Roberto D’Auria (Unicost), Roberto Fontana (indipendente) e il laico di centrosinistra Roberto Romboli. Quella favorevole, del laico eletto in quota FdI Felice Giuffrè, ne aveva raccolto solo uno. Intanto fari puntati sulla Corte costituzionale.

 

carlo nordio al consiglio superiore della magistratura

Il Parlamento deve ancora eleggere i quattro componenti mancanti e si attende l’accordo tra maggioranza e opposizione. Senza è impossibile raggiungere il quorum dei tre quinti che serve a nominarne tre. L’algoritmo dell’accordo è 2+1+1 (due giudici graditi alla maggioranza, uno all’opposizione e un tecnico). Ma il vero nodo politico da sciogliere è un altro: tutto interno a Forza Italia.

 

Ci sono due candidati forti a contendersi la nomination: il viceministro alla giustizia Francesco Paolo Sisto e Pierantonio Zanettin, che libererebbe un posto di peso al Senato. Alla Consulta si auspica che i nuovi giudici arrivino in tempo per la decisione sull’ammissibilità del referendum sull’Autonomia differenziata, che però deve essere presa entro il 20. Quindi per il 13 è già stata fissata la prima camera di consiglio. [...]

MAGISTRATI

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