ursula von der leyen e giorgia meloni

L’ITALIA CE L’HA MOSCIO, IL PIL - LA COMMISSIONE EUROPEA TAGLIA LE STIME SUL PIL ITALIANO: DA UNA CRESCITA PREVISTA ALL’1,2% PER IL 2023 SI PASSA ALLO 0,9% E NEL 2024 SI SCENDE DALL’1,1% ALLO 0,8% - LA SFORBICIATA VALE ANCHE PER L’INTERA AREA EURO: PREOCCUPA LA GERMANIA CHE CROLLA IN UNA VERA E PROPRIA RECESSIONE CON UN PIL NEGATIVO DELLO 0,4 PER CENTO NEL 2023 E UN RISCATTO ALL’1,1 NEL 2024…

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

giorgia meloni ursula von der leyen

Brutto colpo di freno all’economia europea. E anche a quella italiana. Le nuove previsioni della Commissione Ue sono davvero a tinte fosche. Per quest’anno e anche per il prossimo. Il Pil europeo passa per questo anno dall’1 per cento allo 0,8 per cento. Quello dell’area euro dall’1,1 sempre allo 0,8 per cento. Sempre nell’Ue il trend non cambia per il prossimo anno: da una crescita dell’1,7 si passa all’1,4.

 

E per l’Italia le notizie sono altrettanto negative. Il Pil era prima previsto per il 2023 all’1,2 e ora scende allo 0,9. E per il 2024 cala ulteriormente allo 0,8 ed era fissato a maggio scorso all’1,1. Dati che mettono in difficoltà l’Italia è il resto d’Europa con qualche eccezione come la Spagna.

meloni gentiloni

 

Ma il fattore più preoccupante è la Germania che crolla in una vera e propria recessione con un Pil negativo dello 0,4 per cento nel 2023 e un riscatto all’1,1 nel 2024. Il tutto però in uno scenario di pessimismo. La stessa Commissione non esclude che il quadro possa ulteriormente peggiorare nei prossimi mesi alla luce di un andamento per niente rassicurante a livello mondiale. E con un’inflazione che, seppure in calo, resta alta.

 

giorgia meloni ursula von der leyen 1

“La crescita economica dell’Italia - si legge nel documento di Palazzo Berlaymont - ha iniziato a rallentare lo scorso anno, arrestando la ripresa post-pandemia che aveva portato la crescita al 7,0% nel 2021 e al 3,7% nel 2022. Dopo una ripresa nel primo trimestre del 2023, il PIL è diminuito dello 0,4% su base trimestrale nel secondo trimestre, trainato dal calo della domanda interna, in particolare degli investimenti nell’edilizia”. Secondo la Commissione, hanno inciso anche l’eliminazione degli incentivi straordinari, compreso il bonus. […]

 

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