francesco paolo figliuolo alfredo mantovano giovanni caravelli mario cinque bruno valensise

COMUNQUE VADA, HA VINTO MANTOVANO – SUI GIORNALI FIOCCANO GLI SCENARI PER LA SUCCESSIONE A ELISABETTA BELLONI: TANTO L’EVENTUALE PROMOZIONE DI BRUNO VALENSISE, NUMERO UNO DELL’AISI, CHE QUELLA DI CARAVALLI, CAPO DELL’AISI, SAREBBERO GRADITE AL SOTTOSEGRETARIO CON DELEGA AI SERVIZI – LA PARTITA SERVIREBBE ANCHE A RIEQUILIBRARE I PESI, CON IL PROBABILE ARRIVO DI MARIO CINQUE, VICE COMANDANTE DEI CARABINIERI, ALL’AISI – MA CI SONO DUBBI SULL’OPPORTUNITÀ DI MUOVERE LE PEDINE DEI SERVIZI IN UN MOMENTO DELICATO: IL DOSSIER CECILIA SALA È IN MANO ALL’INTELLIGENCE - L'OPZIONE FIGLIUOLO E LA SUGGESTIONE LEGHISTA SULLO "SBIRRO" PISANI

ELISABETTA BELLONI - FOTO LAPRESSE

1. DALLA SUA VICE AL PREFETTO DI ROMA, I NOMI PER LA SUCCESSIONE

Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

 

Sarebbero almeno tre i nomi in pole position […] Tra i papabili ci sono l’attuale vice di Belloni, la prefetta Alessandra Guidi, il prefetto Vittorio Rizzi, ora vicedirettore dell’Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna, il prefetto di Roma Lamberto Giannini.

 

alessandra guidi

 

 

Nella rosa è inserito anche il nome del generale dell’Esercito Francesco Paolo Figliuolo, ma il fatto che sia stato nominato il 21 dicembre scorso vicedirettore dell’Aise, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna […] non gioca a suo favore.

 

Tra i profili circolati in queste ore c’è quello di Andrea De Gennaro, comandante generale delle Fiamme gialle, degli attuali direttori di Aisi e Aise, Bruno Valensise — vice di Belloni fino ad aprile —, e Gianni Caravelli, ma proprio il ruolo strategico che ricoprono porta ad escludere che il governo voglia trasferirli ad altro incarico. Per questo alla fine la scelta potrebbe cadere anche su una donna manager di Stato oppure su ufficiali dei carabinieri o della Guardia di Finanza.

bruno valensise 4

 

Come sempre accade in questi casi, il governo consulterà i partiti di opposizione prima di ratificare la propria scelta e la comunicherà prima della nomina in consiglio dei ministri.

 

Il direttore del Dis ha poteri di coordinamento tra le due agenzie e anche di collegamento con il presidente del Consiglio e con il sottosegretario delegato, quindi appare scontato che debba trattarsi di una persona che goda della piena fiducia di Giorgia Meloni e di Alfredo Mantovano.

 

GIOVANNI CARAVELLI

2. LA CORSA PER LA SUCCESSIONE IN POLE C’È VALENSISE E PER L’AISI SPUNTA CINQUE

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini e Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/politica/2025/01/07/news/successore_belloni_servizi_segreti_chi_sono_i_possibili_nomi-423923427/

 

Fare in fretta. Riempire la casella di direttore del Dis lasciata vacante da Elisabetta Belloni prima che si apra una battaglia troppo aspra in seno al governo e nel cuore dei servizi. […] […] sembra dunque prendere forma uno schema di partenza.

 

mario cinque

Bruno Valensise, attuale numero uno dell’Aisi, verrebbe promosso al vertice del Dis. Al suo posto, a guidare l’intelligence interna, sarebbe Mario Cinque, sconfitto nella corsa a comandante generale dei carabinieri da Salvatore Luongo, dopo un lungo braccio di ferro che aveva visto prevalere Guido Crosetto su Alfredo Mantovano. È lo schema di partenza, appunto.

 

Avrebbe un vantaggio, quello della distribuzione equilibrata dei ruoli tra le forze dell’ordine: Valensise proviene dalla polizia, Cinque dai carabinieri. Il ticket, inoltre, sarebbe assai gradito a Mantovano. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che detiene anche la delega ai servizi, è in stretti rapporti con l’attuale capo dell’Aise. E premierebbe l’attesa di Cinque, che dopo la nomina di Luongo si è dovuto accontentare della poltrona di vice comandante generale dell’Arma.

 

francesco paolo figliuolo fabrizio curcio 2

E però, a sera già va costruendosi uno scenario alternativo. Circola soprattutto in ambienti di massimo livello di FdI, dunque è da registrare. Prevede il passaggio di Giovanni Caravelli dalla direzione dell’Aise — i servizi esteri — a quella del Dis.

 

Nei due anni di governo, il suo rapporto con Mantovano si è andato costruendo, fino a diventare eccellente. Resta una decisione impegnativa: all’Aise in questa fase sono affidati i dossier più caldi. In primo luogo quello dell’arresto di Cecilia Sala, ma anche quelli legati ad altri scenari di crisi: Libia, Libano, Siria e Ucraina.

 

ANDREA DE GENNARO

Dovesse prevalere questa opzione, potrebbe essere il generale Francesco Figliuolo il nome chiamato a guidare l’agenzia informazioni e sicurezza esterna, di cui è vicedirettore dallo scorso 21 dicembre.

 

Questo stesso schema prevede anche una variabile: se l’esecutivo dovesse valutare inamovibile Caravelli all’Aise in questa fase, allora potrebbe essere proprio Figliuolo il prescelto per il Dis. Entrambi i ticket — Valensise e Cinque, oppure Caravelli e Figliuolo — certificherebbero la definitiva riorganizzazione degli equilibri negli apparati da parte di Mantovano.

 

bruno valensise 2

[…] Un nome […] è sostenuto in queste ore dalla Lega di Matteo Salvini, e non è avversato da Palazzo Chigi: è quello del capo della polizia Vittorio Pisani.

 

La difficoltà di questa candidatura risiede però nel fatto che riveste da un anno e mezzo l’incarico ed è impegnativo rimettere di nuovo mano a una struttura complessa come quella a lui affidata. E sempre dalla polizia arrivano spinte per valutare il nome di Vittorio Rizzi — attuale vice direttore dell’Aisi — al posto di Belloni.

 

Nella girandola dei nomi va registrato anche un altro vice di Aisi, Carlo De Donno, e il vice del Dis Giuseppe Del Deo.

 

lamberto giannini

Un capitolo a parte vale invece per il prefetto di Roma, Lamberto Giannini. I vertici dell’esecutivo gli avevano prospettato in passato un incarico al timone dell’Aisi. Ha un buon rapporto con Mantovano, anche se è stato a lungo tra i dirigenti più esperti e fidati di Franco Gabrielli. In questa fase è però chiamato però a gestire un dossier delicatissimo come quello del Giubileo nella Capitale. Difficile spostarlo. […]

FRANCESCO PAOLO FIGLIUOLO - CARICATURA BY FRANCESCO FRANK FEDERIGHI GIOVANNI CARAVELLIGIOVANNI CARAVELLI il direttore dell aise Giovanni Caravelli in niger

GIOVANNI CARAVELLI - FOTO LAPRESSEGIOVANNI CARAVELLI - FOTO LAPRESSE

 

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)