coronavirus terapia intensiva

“SIAMO DI FRONTE A UN ICEBERG, VEDIAMO SOLO LA PUNTA” – IL VIROLOGO FABRIZIO PREGLIASCO: “SOMMERSO, SOTT’ACQUA, C’È MOLTO DI PIÙ. I NUMERI SONO SOTTOSTIMATI. STIAMO RAGGIUNGENDO IL LIMITE DELLA NOSTRA CAPACITÀ DI RISPOSTA E QUESTO PROBABILMENTE SPIEGA ANCHE I MORTI. ABBIAMO UN BUON SISTEMA SANITARIO, MA LO STIAMO METTENDO A DURA PROVA” – “CI ASPETTIAMO UN INCREMENTO DEI CASI. LA CURVA, COME MINIMO, INIZIERÀ A CALARE SOLO DOPO IL…”

 

 

Alessandra Micelli per www.formiche.net

 

fabrizio pregliasco

All’indomani del decreto che mette in quarantena l’Italia, abbiamo analizzato cifre e numeri del coronavirus: perché Italia e Corea del sud hanno pressappoco lo stesso numero di contagi, ma nel nostro Paese si registrano molti più decessi? Come mai la Germania ne ha subiti solo due? E perché, invece, proprio l’Iran ha così tanti contagiati? A rispondere, il virologo Fabrizio Pregliasco dell’Università degli Studi di Milano.

 

Corea del Sud e Italia hanno lo stesso numero di contagiati, eppure i due Paesi differiscono di molto nel numero di decessi: l’Italia è oltre i 300, la Corea ha appena sfiorato i 50. Come lo spiega?

milano al tempo del coronavirus

Qui si tratta di statistica, non vedo differenze di sostanza. Le indagini genetiche dimostrano che non ci sono variazioni del coronavis nei due Paesi e su piccoli numeri queste variazioni ci possono stare. Probabilmente ci sono delle differenze nella popolazione, anche se non mi sembra che le due popolazioni varino molto per età. Forse siamo leggermente più anziani, ma nulla da giustificare questi numeri.

 

coronavirus

E i nuovi casi, allora? Al momento l’Italia procede sui mille contagiati al giorno, la Corea del Sud non supera nemmeno i trecento…

si scavano tombe in iran 1

Probabilmente vuol dire che stiamo raggiungendo il limite della nostra capacità di risposta… E probabilmente spiega anche i morti. Abbiamo un buon sistema sanitario, ma lo stiamo mettendo a dura prova con l’emergenza coronavirus. Ricordiamo che il nostro Ssn è abituato a gestire tutt’altro tipo di circostanze.

 

Ovvero?

terapia intensiva

Consideriamo che il 70% delle risorse destinate alla sanità vengono spese per la popolazione fragile, che è pari a circa il 30% del totale. Forse dovremmo pensare di rivedere come gestire al meglio i posti letto, e le risorse, per le emergenze e quelli invece per i soggetti cronici e le lungodegenze.

coronavirus

 

Eppure la Germania ha solo due decessi…

È una questione di tempo… Ciò che è successo da noi potrebbe con grande probabilità succedere anche in Germania.

 

L’Iran invece ha un boom di casi. Non paragonabile al nostro, ma ci stanno dietro…

 

coronavirus

L’Iran è una nazione che ha tanti scambi con la Cina, epicentro del virus. In più ha un’organizzazione sanitaria che presenta differenze importanti con l’Italia, che seppur con i suoi limiti garantisce una serie di tutele che altri Paesi non hanno, anche nella gestione di emergenze come quella del coronavirus.

CORONAVIRUS

 

Tamponi. Troppo noi o troppo poco gli altri?

ospedale reparto di terapia intensiva coronavirus

Noi non abbiamo fatto troppi tamponi. Abbiamo fatto i tamponi giusti come primo approccio all’emergenza. Che poi non si trattava nemmeno dei primi casi, come abbiamo scoperto. Siamo di fronte a un iceberg. Noi ne vediamo solo la punta, ma sommerso, sott’acqua, dove non riusciamo a vedere, c’è molto di più. I numeri sono sottostimati.

 

Fabrizio Pregliascoreparto di terapia intensiva all'ospedale di wuhan

Cosa ci aspettiamo nei prossimi 15 giorni?

Un incremento dei casi e la diffusione di altri focolai. La scommessa sarà riuscire a mitigare e distribuire i casi nel tempo e fare in modo che non ci sia una concentrazione eccessiva di urgenze.

 

Quando si prevede calo della curva?

Come minimo dopo il 20 aprile.

RICERCA CORONAVIRUS VACCINOospedale REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA coronavirusRESPIRATORE PER LA TERAPIA INTENSIVAreparto di terapia intensiva all'ospedale di wuhan 1reparto di terapia intensiva all'ospedale di wuhan 2coronavirus, militari cinesi con la mascherina 11

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)