gondoliera transgender 2

UN BEL REMO TRA LE GAMBE - VENEZIA HA IL SUO PRIMO TRANS-GONDOLIERE: ALEX HAI, 50ENNE TEDESCA FINORA UNICA DONNA A GOVERNARE UNA GONDOLA, RIVELA DI SENTIRSI DA SEMPRE UN UOMO - “NON LOTTO PER IL FEMMINISMO”: CONTINUA A GALLEGGIARE LA TRADIZIONE MACHISTA NELLA LAGUNA 

1 - PRIMA GONDOLIERA, “SONO TRANSGENDER”

Da Ansa

 

GONDOLIERA TRANSGENDERGONDOLIERA TRANSGENDER

"Mi chiamo Alex Hai, e sono un transgender": la prima gondoliera donna di Venezia confessa la sua verità dalle pagine di Facebook. Salita alla ribalta delle cronache per aver infranto una decina di anni fa, come Alexandra Hay, il muro di una professione tutta al maschile, ora Hai racconta di essere nata in un corpo di donna ma di sentirsi uomo da sempre. "Non sono una donna - spiega - e la lotta del femminismo non è la mia lotta personale".

 

 

2 - LA PRIMA DONNA GONDOLIERE A VENEZIA DIVENTA TRANS

Olga Mascolo per Libero

 

 Sembrava che vi fossero quote rosa anche fra i gondolieri di Venezia, e fossero rappresentate da Alex Hai, 50 anni, arrivata a Venezia dalla Germania negli anni '80. Nel 1996 era stata notata, ed era uscita sui giornali la notizia della prima e unica gondoliera donna: sfida alla tradizione machista. Era lei la gondoliera, Alex. Un grande passo nella lotta femminista: con le quote rosa tra i gondolieri, la società può sembrare più evoluta.

 

gondoliera transgender 4gondoliera transgender 4

Peccato vi fosse un unico inghippo: Alex non sfidava la tradizione machista, anzi, ne voleva essere addentro. Ci si voleva immergere, o voleva galleggiarvi, proprio come una gondola. Alex voleva oltrepassare solo un solo confine, più per sé che per la società: il genere, e l' ha fatto, non a caso, scegliendo il mestiere più maschile, il gondoliere. Alex Hai, transgender, lo scorso 17 giugno ha fatto outing per la stampa.

 

gondoliera transgender 3gondoliera transgender 3

Qualche tempo fa era stata contattata da una trasmissione radiofonica americana, Radio Lab, proprio per parlare delle difficoltà di essere diventata gondoliera, unica donna tra gli uomini. I giornalisti americani, che cercavano uno scoop sui maltrattamenti di genere - che ci sono stati - si sono presi un due di picche. Questo perché Alex, come ha scritto su Facebook, si sente un uomo: e ha utilizzato la lotta per le pari opportunità per fare il mestiere che desiderava: «La stampa scrive senza sapere. Mi chiamo Alex Hai e sono transgender. Il pronome corretto da usare quando ci si riferisce a me è sempre stato egli o lui».

 

Nel 2007, racconta, vince una causa contro la città di Venezia, che l' aveva giudicata incapace di vogare e dunque inadatta a esercitare la professione di gondoliera. Nel 2015 la sentenza viene confermata dalla Cassazione. La vicenda racconta la fatica della donna tedesca per diventare gondoliera: bullizzata dai colleghi mentre prendeva la licenza. Anche se però quella dei gondolieri è una "corporazione", molto chiusa (per ragioni storiche), e non si ha la certezza che tra l' essere donna o l' essere tedesca, sia stato proprio il sesso a essere più discriminante.

gondoliera transgender 2gondoliera transgender 2

 

Chiaro il "paradosso": la lotta per le pari opportunità le ha aperto la strada per essere un uomo. Oggi scrive Alex: «Supporto la battaglia per uguali diritti delle donne. E siccome riesco a portare una gondola col corpo di una donna, ho provato che anche una donna può farlo». Ma, continua, quella femminista non è mai stata la sua lotta: «Non mi considero una donna, e la mia non è mai stata una battaglia femminista: voglio semplicemente continuare a fare il lavoro che mi piace». E quindi? Alex, ex donna, è un gondoliere. E la gondola resta una cosa da uomini.

gondoliera transgender  5gondoliera transgender 5

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)